PAPA FRANCESCO

Di Papa Francesco colpisce la sua semplicità

L’elezione di Papa Francesco fu raccontata, su questo sito, in maniera diversa, alternativa.

Sono le ore 19.06, sono in automobile con mia sorella, in via Marmolito (Quarto Flegreo), nei pressi della Chiesa Gesù Divino Maestro. All’improvviso sento suonare le campane. Guardo l’orologio, sembra tardi per la Santa Messa, sospetto che si tratti della notizia che tutto il mondo attende. Corro a casa, salgo velocemente le scale (ben 86 gradini) ed entrato nel mio appartamento, i miei genitori sono davanti alla tv: è appena iniziata la fumata bianca che è netta, limpida e dura per oltre 10’. La Chiesa ha il nuovo Papa, il 266° della sua storia. L’emozione è tanta. Non sono un fervente cattolico, ma rispetto chi crede, i suoi riti, ma in questo momento non sono assolutamente indifferente. In questi due giorni ho atteso come moltissimi questo momento: Sky Tg 24 è stata la mia guida alla vigilia di ogni fumata. Due sono state nere e, poi, come immaginavo, nel pomeriggio e tra mercoledì e giovedì, è arrivata quella candida. Inizia un evento straordinario, che di sicuro influenzerà lo scorrere del tempo di tutto il mondo. Vedere migliaia di persone di ogni nazionalità ed età in piazza San Pietro gioire, esultare, cantare l’inno di Mameli ed intonare cori in onore del nuovo Pontefice come fosse un campione dello sport. Chiunque sia (statunitense, canadese, ungherese, italiano) sarà un campione nella vita. Dovrà guidare quest’istituzione nei prossimi anni senza farsi schiacciare dalla presenza del Papa Emerito Benedetto XVI (finora è rimasto in silenzio nel suo buon ritiro) e, soprattutto, di Giovanni Paolo II. Alle ore 20.12 l’annuncio: Habemus Papa: è il cardinale Jorge Mario Bergoglio, l’argento che fu il rivale di Ratzinger nel 2005.

Una novità in tutto. Il cardinale Jorge Mario Bergoglioha tanti primati. Li abbiamo analizzati insieme a don Felice Ngolo, vicario della Parrocchia San Salvatore del Rione Gescal a Pozzuoli. Innanzitutto è il primo Papa argentino e, quindi, sudamericano e non europeo dopo ben 1300 anni. “Per molti può sembrare strano e anomalo. Ma – sottolinea – questa sorpresa manifesta giustamente il carattere “Universale” della Chiesa e la sua Cattolicità. La nostra Chiesa è aperta a tutti e appartiene a tutti coloro seguono Gesù Cristo, il Re dell’Universo”. Il Pontefice è un gesuita, ma ha voluto come nome Francesco. “La scelta non può essere un caso – spiega– E’ una decisione voluta, pensata, ispirata. Per me non è solo un nome, ma un “programma”. Esso richiama: l’umiltà, la povertà, la preghiera, la pace e la fratellanza di San Francesco”. Il Santo d’Assisi che decise di rinunciare a tutti i suoi averi, le ricchezze della famiglia per seguire il Padre, dedicarsi agli altri. Una missione che s’era detto che la Chiesa avrebbe dovuto avere anche dopo il Concilio Vaticano II. Il nuovo Vescovo di Roma è una sorpresa perché nessuno aveva pensato a lui. Nelle scorse ore tutti i giornalisti si erano divertiti a fare pronostici sul possibile Papa, ma nessuno aveva puntato su colui che, nel 2005, era stato l’avversario principale di Joseph Ratzinger. “E’ stata una figura poco mediatica in questo periodo – sottolinea il sacerdote congolese – Non lo conoscevo ed appunto i giornali non dicevano nulla su di lui. La sua elezione è stata una sorpresa per me e penso per tanti. I pensieri di Dio sono stati diversi dai nostri…Un segno che i Cardinali sono stati guidati dallo Spirito Santo”.

Come per il suo predecessore l’elezione è stata rapida: solo 5 votazioni, con 2 fumate nere. “L’elezione al secondo giorno del Conclave sorprenda, ma – dice il religioso – non dimentichiamoci che, durante le 10 congregazioni, i Cardinali avevano chiarito molti aspetti oltre ad esprimere lo spirito di unità che regna nella Chiesa ed in questo caso tra loro”.Considerando che Benedetto XVI s’è dimesso perché non si sentiva più in grado di adempiere al meglio ai suoi compiti, fa impressione che il suo successore abbia 76 anni (2 in meno di quanti ne aveva nel 2005 Ratzinger). “Avrei voluto un Papa un po’ più giovane, magari di 68/70 anni, ma non sono preoccupato perché lo Spirito Santo lo sosterrà nella sua missione e gli darà salute e coraggio”. Il presbitero così conclude la chiacchierata: “Sono stato un po’ scioccato, in senso positivo nel vedere il Papa, il modo in cui si è vestito e si è presentato. Un Papa che ha parlato con grande semplicità e in modo diretto con la gente e che ha dimostrato di fare a meno di certi riti… Mi colpiscono la sua semplicità e la sua apertura, il richiamo alla preghiera, l’amore, la pace e la fratellanza. Prego affinché possa guidare la Chiesa cercando di promuovere questi valori”.

 

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