Tentato suicidio nella villa comunale

Attimi di grande tensione, paura nella villa comunale di Quarto Flegreo. Sono circa le ore 10.30 quando due autisti delle linee pubbliche locali hanno notato un uomo passeggiare con un’area strana, sinistra. Il signore si dirige verso un’aiuola sita nei pressi del lato lungo di via Crispi dove si versa addosso il liquido contenuto nella tanica che aveva con se: è benzina. Pochi secondi ed è avvolto dalle fiamme. La scena è forte, dura, inquietante, ma ciò non “blocca” i presenti che allertano la Polizia Municipale. Sul posto si sono precipitate anche tante persone che hanno assistito al gesto e vogliono curiosare e prestare soccorso alla vittima che è stata protetta con un lenzuolo bianco. E’ vivo, lucido, cosciente e ripete molte volte due frasi: “aiutatemi”, ma soprattutto “voglio morire”. E’ difficile rimanere freddi, lucidi in questi istanti ancor più quando scopri che l’uomo è disperato perché, recentemente, è stato licenziato e senza quella entrata economica non sa come soddisfare i bisogni primari della famiglia. La frustrazione, la tristezza lo hanno spinto a compiere questo gesto estremo all’insaputa della moglie che, quando è arrivata nel parco pubblico, ha visto il consorte che stava steso sull’erba, con il pantalone stracciato (operazione non idonea in quelle condizioni fisiche), con la gamba bruciata. Urla e lacrime caratterizzano il suo volto, le movenze. Alcuni presenti hanno provato a consolarla, l’hanno sorretta. Il dolore è tanto ed evidente sul viso anche della figlia. I minuti passano, alle ore 11.26 è arrivata l’ambulanza del Soccorso Avanzato della PAF che è seguita dalla macchina dei carabinieri. La dinamica è abbastanza chiara, palese così come la motivazione di un atto deciso, forte che deve far riflettere molto. La crisi economica sta progredendo velocemente inghiottendo sempre più gente. Non solo contadini, operai, ma anche la piccola e media borghesia. Non è avvertita solo dai politici, dalle star dello showbiz (cantanti, attori, veline, presentatori tv), dai calciatori. I loro stipendi rendono migliore la media degli stipendi degli italiani. Lo Stato deve intervenire concretamente. Le belle parole, le promesse non bastano più. Non leniscono le sofferenze, non consentono di soddisfare tutti i bisogni primari.Vedere un uomo a terra implorare ripetutamente la morte dopo averla cercata volutamente dandosi fuoco con la benzina in pieno giorno in un parco pubblico è stata una scena straziante, forte, dura. Minuti interminabili in cui il mio dovere di giornalista mi imponeva di essere lì a guardare, scrutare i volti dei presenti, capire, prendere appunti, scattare foto. La mia filosofia, mentalità mi invogliava a fare non uno, ma tanti passi indietro perché il dolore del signore e della sua famiglia era immenso, indescrivibile e, soprattutto, personale. Tanti pensieri mi sono passati per la testa in quegli istanti, ma uno era quello ricorrente: perché siamo arrivati a questo punto?? Perché nel 2015, in Italia, c’è tanta, troppa, gente che vive sotto la soglia di povertà?? Perché, invece, pochi “eletti” guadagnano molto?? Perché nessun amministratore (locale, regionale, nazionale) fa nulla?? E noi italiani che aspettiamo a reagire uniti, compatti, insieme?? Oggi a quest’uomo è andata bene perché un altro ha avuto la prontezza di chiamare l’ambulanza, ma “domani” che succederà??

 

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.





Commenti