Sea Front Baia, forti critiche dal PD Bacoli

Il Molo Sud Cafè di Baia ha ospitato l’incontro organizzato dal Partito Democratico di Bacoli per discutere del progetto Sea Front. Al comizio erano presenti: Michele Amirante (Segretario del PD locale), Gennaro Schiano (membro del circolo di Bacoli), Vincenza Amato e Carmela Fiola (entrambe consiglieri regionali del PD). Nel dibattito è stata resa nota l’inefficacia e la poca trasparenza del progetto, soffermandosi principalmente sulle sue problematiche e sul metodo di come è stato imposto e gestito dal Sindaco Josi Gerardo Della Ragione. Ancora una volta sono state menzionate le scarse doti di comunicazione del primo Cittadino, affermando che questo progetto, doveva, prima di tutto, essere presentato ai cittadini e agli operatori del settore, poi discusso con i progettisti e la Regione. Il Sea Front Baia prevede di ridefinire la costa eliminando i cantieri e mettendo a rischio la posizione di tanti operai per costruirci un complesso turistico navale. “Questo è un progetto che non è stato proprio preso in considerazione in Regione perchè molti punti non erano chiari – afferma Amato – non si capiva da dove venissero i finanziamenti e cosa si volesse fare. Il PD di Bacoli con i consiglieri Paola Massa e Ciro Mancino hanno fatto bene a sollevare la questione”. Carmela Fiola invece, ammette di battersi per i progetti valorosi e che diano speranza ai giovani: “Questa del Sea Front Baia è stata soltanto una mossa politica, da parte mia c’è impegno solo se un progetto è davvero per il bene comune di tutti. Bisogna sicuramente riqualificare la zona ma bisogna dare peso a tutto e fare progetti a indurre i giovani a rimanere e a valorizzare il proprio territorio“. Con questo piano si recherebbero seri danni a molti lavoratori, considerando soprattutto la loro fascia d’ età (tra i 40 ed i 50 anni), ovvero, una fascia difficile da reinserire nel mondo del lavoro. Insomma, il PD di Bacoli lo considera una rovina che oltre a spazzare via la cantieristica di Baia e mettere a rischio circa 500 posti di lavoro non tutela ne l’ ambiente ne la storia del territorio.





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