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Terremoto, come comportarsi

L’Italia trema continuamente. Sono migliaia le scosse rilevate dai sismografi e molte sono avvertite anche dalla popolazione che, ogni volta, giustamente si preoccupa, si spaventa. E’ bene che ogni cittadino sappia come comportarsi in occasione di queste calamità naturali.

Devono, innanzitutto, sapere che, nei primissimi istanti è solo, non ha aiuti, perché per quanto possa essere tempestivo l’intervento degli addetti, occorrerà sempre un po’ prima che siano pienamente operativi. In questi frangenti essere minimamente preparati, pronti contribuisce a lenire i disagi, le sofferenze. Per tanto è utile conoscere alcune semplici regole di comportamento.
Durante il terremoto:

Mantenere la calma, non farsi assolutamente prendere dal panico

Se siete in casa o comunque in locali chiusi:

  • Rimanere all’interno cercando, senza affanno, protezione dalla caduta di lampadari, mobili, calcinacci,
  • Portarsi sotto gli archi, le porte, i tavoli, i muri maestri

Se si è all’aperto:

  • Allontanarsi dagli edifici, dagli alberi e dalle linee elettriche e telefoniche
  • Evitare di sostare su ponti, terrazzi, la riva del mare e dei laghi (possono verificarsi onde anomale)
  • Portarsi in spazi grandi come piazze, giardini, piazze

Al termine della scossa:

  • Evitare di impiegare tempo per raccogliere oggetti preziosi, vestiti
  • Indossare sempre le scarpe per proteggere i piedi da eventuali vetri rotti o detriti
  • Uscire dall’edificio nel più breve tempo possibile facendo, ovviamente, attenzione agli scalini
  • Non usare gli ascensori (si possono bloccare per la deformazione delle guide o per la mancanza dell’energia elettrica)
  • Usare i cellulari solo per comunicazioni strettamente indispensabili evitando, così, di intasare le linee telefoniche
  • Tutte le comunicazioni di emergenza devono essere chiare, precise, semplici, brevi, evitando informazioni superflue, non determinanti
  • Evitare di curiosare nella zona dei disastri intralciando così l’azione dei soccorritori
  • Non usare i propri veicoli se non in casi di estrema emergenza. E’ importante non ostruire le strade ai mezzi di soccorso
  • Le operazioni di soccorsi sono eseguite dalle persone preposte. Evitare di lanciarsi in azioni di aiuto, soccorso, personali, non coordinate, richieste
  • Attenersi alle indicazioni fornite dalle autorità competenti

In presenza di feriti:
1) Mantenere sempre la calma ed assumere un atteggiamento rassicurante per non impaurire, impressionare ulteriormente il paziente
2) Contattare il 118 dando informazioni chiare, precise, semplici, esaustive, ma brevi
3) Non muovere le persone se sono state colpite gravemente (rischiate di peggiorare i danni). Spostarli solo se si presentano nuove gravissime cause
4) Tamponare le fuoriuscite di sangue nella zona della ferita premendo a monte
5) Coprire le persone con panni di lana.

 

In ogni comune il primo responsabile della Protezione Civile è il sindaco che, in caso di calamità, attiva il COC (Centro Operativo Comunale) che è composto da alcuni funzionari comunali tra cui il Comandante della Polizia Municipale. Poi c’è il nucleo comunale dei volontari di Protezione Civile e le associazioni. Per eventi di particolare gravità il “comando” delle operazioni passa al Dipartimento regionale ed anche a quello nazionale.

 

L’Italia è una terra di origine prevalentemente vulcanica con un alto livello di rischio sismico, quindi è normale che periodicamente si verifichino scosse telluriche e bradisismiche. Non tutte sono di forte entità e, quindi, avvertite dalla popolazione che, però, deve avere un’adeguata conoscenza di questo fenomeno naturale e del comportamento da tenere in queste circostanze. L’ignoranza, la paura ed il panico sono “cattivi consiglieri” in questi frangenti e, spesso, generano più danni dell’evento stesso.
Meglio fornire alcune nozioni sul “terremoto” (parola che deriva dal latino “terrae motus” ossia “movimento della terra”). E’ una vibrazione del suolo che si produce quando le rocce della parte più superficiale del nostro pianeta (la litosfera), sottoposte a pressioni (accumulatesi progressivamente nel tempo) si rompono all’improvviso secondo un piano di frattura (detto faglia) lungo il quale si genera un movimento. Il punto all’interno della terra dove si genera la rottura si chiama “ipocentro”; la sua proiezione verticale è l’epicentro. Per sismi di elevata energia la rottura si propaga sino in superficie producendo una scarpata di faglia (vera e propria rottura visibile del terreno).

L’IMMAGINE DELLA SCOSSA E’ DI REPERTORIO

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