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Terremoto, come comportarsi

L’Italia centrale continua a tremare. Sono diverse centinaia le scosse rilevate dai sismografi e molte sono state avvertite anche dalla popolazione che è sempre più tesa, impaurita. Ingenti i danni agli edifici, ma fortunatamente le vittime sono poche. Questo è una positiva conseguenza della buona preparazione dei residenti che sanno come comportarsi in queste situazioni.

È bene che il cittadino sappia che, nei primissimi istanti è solo, non ha aiuti, perché per quanto possa essere tempestivo l’intervento degli addetti, occorrerà sempre un po’ prima che siano pienamente operativi. In questi frangenti essere minimamente pronti contribuisce a lenire i disagi, le sofferenze. Per tanto è utile conoscere alcune semplici regole di comportamento.
Durante il terremoto:
1) Mantenere la calma, non farsi assolutamente prendere dal panico
2) Se si è in locali chiusi, rimanere all’interno cercando, senza affanno, di ripararsi sotto: gli archi, le porte, i tavoli
3) Nei locali chiusi, restare lontani dalle finestre, dalle pareti esterne, da altri mobili
4) Se si è all’aperto, allontanarsi dagli edifici, dagli alberi, dalle linee sia elettriche sia telefoniche e portarsi in spazi come piazze, strade, giardini.
5) Evitare di sostare su ponti, terrazzi, la riva del mare e dei laghi (possono verificarsi onde anomale).
Dopo la scossa:
1) Uscire dall’edificio nel più breve tempo possibile, evitando di impiegare tempo per raccogliere oggetti preziosi, vestiti, soldi
2) Indossare sempre le scarpe per proteggere i piedi da eventuali vetri rotti o detriti
3) Non usare l’ascensore e verificare le condizioni delle scale 
4) Usare i cellulari solo per comunicazioni strettamente indispensabili evitando, così, di intasare le linee telefoniche
5) Tutte le comunicazioni di emergenza devono essere chiare, precise, semplici, ma brevi, evitando informazioni superflue, non determinanti
6) Evitare di prendere la vostra macchina se non in casi di estrema emergenza. In questo modo non si intasano le strade
7) Evitare di curiosare nella zona dei disastri intralciando, così, l’azione dei soccorritori
8) Aiutare i soccorritori attenendosi alle richieste, alle disposizioni date, senza “lanciarsi” in iniziative isolate, personali.

In presenza di feriti:
1) Mantenere sempre la calma ed assumere un atteggiamento rassicurante per non impaurire, impressionare ulteriormente il paziente
2) Contattare il 118 dando informazioni chiare, precise, semplici, esaustive, ma brevi
3) Non muovere le persone se sono state colpite gravemente (rischiate di peggiorare i danni). Spostarli solo se si presentano nuove gravissime cause
4) Tamponare le fuoriuscite di sangue nella zona della ferita premendo a monte
5) Coprire le persone con panni di lana.

 

In ogni comune il primo responsabile della Protezione Civile è il sindaco che, in caso di calamità, attiva il COC (Centro Operativo Comunale) che è composto da alcuni funzionari comunali (A Quarto dall’assessore al personale Donatella Alessi, i capi settori ITC Nello Mazzone, Lavori Pubblici Donato Bramante, Economico Finanziario Paola Bruno, il funzionario preposto al Piano di Protezione Civile Francesco Ferrara) e dal Comandante della Polizia Municipale Castrese Fruttaldo.
Poi c’è il nucleo comunale dei volontari di Protezione Civile e le associazioni “private”.
Per eventi di particolare gravità il “comando” delle operazioni può passare al Dipartimento regionale ed anche a quello nazionale (come è accaduto in questi giorni).

 

L’Italia è una terra di origine prevalentemente vulcanica con un alto livello di rischio sismico, quindi è normale che periodicamente si verifichino scosse telluriche e bradisismiche. Non tutte sono di forte entità e, quindi, avvertite dalla popolazione che, però, deve avere un’adeguata conoscenza di questo fenomeno naturale e del comportamento da tenere in queste circostanze. L’ignoranza, la paura ed il panico sono “cattivi consiglieri” in questi frangenti e, spesso, generano più danni dell’evento stesso.
Meglio fornire alcune nozioni sul “terremoto” (parola che deriva dal latino “terrae motus” ossia “movimento della terra”). E’ una vibrazione del suolo che si produce quando le rocce della parte più superficiale del nostro pianeta (la litosfera), sottoposte a pressioni (accumulatesi progressivamente nel tempo) si rompono all’improvviso secondo un piano di frattura (detto faglia) lungo il quale si genera un movimento. Il punto all’interno della terra dove si genera la rottura si chiama “ipocentro”; la sua proiezione verticale è l’epicentro. Per sismi di elevata energia la rottura si propaga sino in superficie producendo una scarpata di faglia (vera e propria rottura visibile del terreno).

L’IMMAGINE DELLA SCOSSA E’ DI REPERTORIO

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