La violenza sulle donne è una sconfitta per tutti

La sala conferenze del centro giovanile Qin+ ha ospitato il primo di cinque dibattiti mirati alla sensibilizzazione sul tema del femminicidio e in generale contro la violenza sulle donne. L’incontro è stato organizzato dal professor Francesco Pisano, vice presidente dell’associazione Protagonismo Sociale. Ospiti della serata sono stati: l’avvocato Luigi Rossi, l’avvocato Maurizio Zuccaro, lo scrittore Roberto Della Ragione, il filosofo Nicola Magliulo, l’assessore alle politiche sociali di Pozzuoli Lidia De Simone e l’assistente sociale nonché volontaria dell’associazione Terra Libera Ida Floridia; il tutto accompagnato da un’esposizione di quadri dell’artista puteolano Antonio Marchese che ha anche lasciato agli ospiti un suo personale disegno.
Dopo l’introduzione di Pisano e Rossi, tesa a ribadire di non categorizzare troppo la violenza e di dire no ad essa a prescindere, è seguito l’intervento di Maurizio Zuccaro, conosciuto per essere l’avvocato di Carla Caiazzo, la donna di Pozzuoli vittima dell’ira del compagno che le ha dato fuoco mentre era in gravidanza. Esemplare il suo intervento durante il quale ha esposto numeri impressionanti: 8700 casi di femminicidio solo nel 2016, troppi. Il legale ha voluto far capire come la donna di oggi fosse vittima non solo di una violenza fisica, ma che la violenza che subisce è mirata soprattutto a estirparla dal ruolo che occupa oggi nella società di oggi.
Lo scrittore Roberto Della Ragione ha parlato della trilogia conclusasi con l’uscita dell’ultimo libro: “L’amore non può aspettare”.
Nei tre volumi narra di tutti quei diritti che vengono negati alla donna e a tutti: diritto al lavoro, alla sanita e alla giustizia. Un intervento che fa riflettere molto, soprattutto quando dice che “la violenza sulle donne è una sconfitta per tutti”.
Non da meno è l’intervento del filosofo Nicola Magliulo che evidenzia come alla base del problema ci sia una mancata educazione ai sentimenti, un’educazione che deve partire sin dalla scuola che ormai non funziona più con il solo “culto dei defunti”: alla base del suo discorso si può capire di come la scuola dovrebbe attraversare un processo di ammodernamento, che non si deve limitare solo allo studio dei classici, ma anche allo studio di autori meno conosciuti ma non meno importanti, come le tante e, purtroppo, sottovalutate letterate donne; questo sarebbe un percorso che insegnerebbe ad “amare l’altro, non noi attraverso l’altro”.
La dottoressa Lidia De Simone ha sottolineato come il problema sia molto più complicato di quello che sembra: il problema non è la famosa “denuncia”, il problema è tutto il percorso che dopo dovrebbe fare la donna. Molte delle signore abusate, infatti, hanno poi una grande difficoltà a reinserirsi nella società per problemi sia fisici che psicologici. Si deve lavorare prima nelle scuole e poi creare una “rete” che sia in grado di affrontare il problema.
Vive a stretto contatto con donne che hanno subito violenza, la dottoressa Ida Floridia le aiuta a recuperare se stesse. In che modo? Il problema principale è l’isolamento che vive la donna durante e dopo quest’esperienza che può essere superata attraverso un percorso di condivisione: il “cerchio”. È un percorso di consapevolezza del proprio femminile, è un percorso che, assieme ad altre donne, permette di “ritrovare quella forza che la donna ha, ma che non vede”. Infine assieme all’assessore ha voluto ribadire di come sia importante il lavoro delle associazioni di volontariato, ancor prima dell’istituzione.

 

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