LOCANDINA PCC

La Protezione Civile comunale non è assicurata

I volontari della Protezione Civile comunale stanno operando senza assicurazione. Ad annunciarlo è il coordinatore dello stesso gruppo. Nel rispondere alle indiscrezioni pubblicate su facebook da un cittadino, l’architetto Mauro Di Vasta ha ammesso la grave mancanza, non sua, ma dell’amministrazione e che si protrae, ormai, da tanti mesi. Nell’autunno 2015 fu diramato il bando con cui si dava la possibilità ai cittadini di proporsi per far parte di questo nucleo che è stato ufficializzato, con atto pubblicato sull’albo pretorio, la scorsa primavera. Quasi 9 mesi dopo la copertura assicurativa non è stata ancora fatta e le conseguenze di questo ritardo rischiano di ripercuotersi sui volontari che stanno ugualmente rispondendo presente alle attivazioni ricevute pur sapendo di non essere in regola.

Che senso ha tutto questo? Alcuni operatori sono tesserati anche con altre associazioni con la medesima finalità, perché non essere in servizio con quelle? Perché assecondare una mancanza del comune che non ti tutela?  La risposta non devono darla al sottoscritto, ma a loro stessi. Finora non è accaduto nulla di grave, ma l’imprevisto, l’incidente può verificarsi quando uno meno se l’aspetta. E poi?? Poche settimane fa un volontario ha avuto un malessere quando stava trascorrendo una serena giornata con gli amici, se l’episodio si fosse verificato in divisa?
Meglio riflettere con molta attenzione sui comportamenti che si tengono e, soprattutto, sulle eventuali conseguenze.
La legge non ammette ignoranza. L’articolo 4 della legge quadro sul volontariato (266/91) recita che “le organizzazioni di volontariato devono assicurare i propri aderenti che prestano attività di volontariato contro gli infortuni e le malattie connesse allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi”. Se ciò non accade, in caso di infortunio o incidente il volontario non solo non sarà tutelato, ma potrà agire nei confronti del comune per omissione di copertura assicurativa. L’ente sarà esposto alla cosiddetta responsabilità aquilana (responsabilità extracontrattuale) nonchè a responsabilità contrattuale. La normativa in materia è lunga, corposa e comprende un altro aspetto essenziale: il volontario che cagiona un danno risarcibile risponde in proprio ed in solido con il comune.
Premesso tutto ciò, ripercorriamo questa lunga querelle sviluppatasi su facebook dove non tutti i lettori sono presenti o hanno avuto il tempo ed il modo di seguirla con la dovuta attenzione.
A fine dicembre tre giovani imprenditori donarono 4 cartelli turistici all’ente di via De Nicola. L’iniziativa è stata supportata dall’architetto Mauro Di Vasta. Sul social network furono pubblicate le foto che testimoniano questa bella iniziativa (puntualmente raccontata da questo portale). Il signor Gennaro Di Falco colse l’occasione per evidenziare degli aspetti. Rivolgendosi ad un’operatrice (non citiamo il nome per rispetto della sua privacy) ha scritto. “Ne è orgogliosa anche quando è in strada e sa che se le succede un infortunio non è coperta dall’assicurazione? Magari un buon Capo dovrebbe prodigarsi per i suoi collaboratori senza esporli a rischi che dice? Senza parlare delle uniformi, della sede e quant’altro”. L’uomo ha precisato di non stare “criticando l’operato dei volontari” ma evidenziando “un dato di fatto e non c’entra nulla con la filosofia del volontariato”. La sua è un’osservazione nell’interesse, nella tutela della salute dei ragazzi e che “dal Coordinatore” si aspettava “un impegno diverso”. Chiamato in causa, l’architetto Mauro Di Vasta intervenne nella “sterile polemica” ammettendo le “mille difficoltà” che attanagliano la Protezione Civile Comunale. Ritenne che non era quella la sede per affrontare l’argomento. Poi sulla fanpage ufficiale “Volontari Protezione Civile Comune di Quarto” pubblicò una lunga lettera rivolta al signor De Falco. “Orbene, qualora non fosse adeguatamente informato, l’assicurazione per i volontari sarà accesa a breve, entro il mese di gennaio e questo è un dato di fatto! E’ tutto stato già attivato dall’amministrazione tramite il Comando di Polizia Locale, ma se non arrivano i preventivi da parte delle compagnie di assicurazioni interpellate possiamo parlarne fino a domani”.
Il 14 gennaio, a seguito di un nuovo post del medesimo cittadino, il coordinatore ha risposto che “molti obiettivi devono essere ancora raggiunti tra cui, il più importante, è certamente quello dell’assicurazione e le garantisco che siamo concentrati per portare a casa questo risultato a breve”. Un altro tempo imprecisato e, comunque, ad oggi non è stato diffuso alcun comunicato stampa, con qualunque mezzo, che certifica che l’operazione è stata ultimata. Tale ratifica, comunque, non cancellerebbe l’ampio ritardo ed il rischio corso. “Se vuole accusarmi di aver prestato servizio anche in assenza di assicurazione …. allora le rispondo serenamente “Si”,l’ho fatto – prosegue l’architetto Di Vasta nella lettera del 29 dicembre – Denunci pure il Sindaco quale capo della protezione civile comunale, il Comandante della Polizia Locale quale nostro organo operativo ed il sottoscritto quale esecutore di disposizioni. Denunci pure tutti i 35 volontari del gruppo comunale che, coscienti del fatto hanno comunque deciso di scendere in strada sacrificando il proprio tempo per la comunità e, quindi, anche per lei in quanto cittadino quartese. La vogliamo chiamare “incoscienza” questa? Io la chiamerei invece “senso di responsabilità” verso i principi del volontariato a servizio della protezione civile. Noi, nei giorni richiesti, consapevoli e responsabili dei possibili rischi… eravamo comunque in strada ed a servizio della collettività”.
La popolazione sarà sicuramente grata agli operatori, ma non è responsabile dell’irregolarità commessa dall’amministrazione. In questi mesi i residenti hanno partecipato ad alcuni eventi ludico ricreativi (concerto in villa comunale durante la festa di Santa Maria, gara podistica Befana Running), religiosi (commemorazione dei defunti) che non erano, assolutamente e fortunatamente, calamità naturali (terremoto, alluvioni, tsunami) e, quindi, potevano essere gestiti in altro modo senza la presenza dei volontari. Ognuno è libero di agire come ritiene opportuno, meraviglia quest’attaccamento alla “maglia” tanto più che le carenze sono diverse come lo stesso coordinatore ricorda. “Non tutti i volontari sono provvisti di uniforme” (per chi non lo sapesse già quelle indossate dai “veterani” furono donati da alcuni imprenditori) “ attrezzature e mezzi. Lui si è “attivato da mesi” per cercare sponsor “in attesa che arrivino i fondi per poter acquistare quanto necessario. Se i problemi non li affrontiamo restano nel cassetto e non è mia intenzione lasciarli lì ad ammuffire”. Lodevole, encomiabile l’impegno che sta profondendo per un nucleo che, troppe volte, in passato, è stato penalizzato, sfruttato. Come ebbi modo di dirgli, nel lontano settembre 2015, il percorso sarebbe stato molto irto, pieno di ostacoli, difficoltà in quanto c’è poca sensibilità, scarsa competenza in materia, ancor meno risorse economiche visto che il comune ha oltre 40milioni di euro di debiti e numerosi problemi da risolvere (non determinati da questa giunta, ma frutto delle cattive gestioni precedenti). Il tempo sta confermando le mie sensazioni. L’esperienza, sul territorio, tra la gente insegna qualcosa.
Prima che i “difensori della patria” si scatenino contro il sottoscritto preciso degli aspetti:
– Recentemente l’amministrazione ha consigliato ai giornalisti di verificare le notizie diffuse dagli utenti dei social network, ma se, nel caso specifico, a queste replicano alcuni volontari ed addirittura il coordinatore significa che l’informazione è vera, altrimenti meglio lasciar scrivere. E loro non sono gli unici a farlo. Sovente l’operazione è eseguita anche da altri sostenitori della maggioranza che, in certi casi, fingono di essere totalmente estranei, ma il paese è piccolo e tutto si sa.
– Qualcuno tirerà in ballo la mia appartenenza ad un’associazione di volontariato (mai celata), omettendo però che il sottoscritto ha rassegnato le dimissioni da ogni incarico (socio e segretario) nell’ottobre 2015 (e non ho problemi a mostrare la lettera) e che, dal giugno dello stesso anno, ero meno operativo con quella realtà. Con i membri di quel gruppo c’è un rapporto di amicizia, come con tante persone, ed una sinergia limitata alla cura della comunicazione come già fanno altri colleghi e non solo. Ciò non mi vieta di raccontare fatti in cui loro sono coinvolti, ma non responsabili (così come gli altri volontari). Proprio per rispetto, stima nei loro confronti che stanno rischiando, ho scritto quest’articolo, poi, ognuno è libero di agire come crede. Anche questi comportamenti tenuti dalla maggioranza non sono in linea con i concetti di onestà, legalità sbandierati dagli ex grillini durante la campagna elettorale.

 

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