Cantone: “La corruzione è un furto di futuro, di democrazia”

Parole chiare, precise, profonde, cariche di significato sono state pronunciate dal dottor Raffaele Cantone nel convegno tenutosi nell’aula magna dell’Istituto Montalcini. “La cultura di base è importante, ma alle nuove generazioni bisogna insegnare ad essere cittadini – afferma il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – L’educazione civica è una disciplina da studiare, approfondire ed oggi il materiale è più fruibile rispetto al passato. C’è internet che fornisce tante nozioni, non sempre complete, ma è un passo avanti rilevante rispetto ai miei tempi quando si doveva andare nelle biblioteche. Invito i giovani ad informarsi su quanto accade intorno a loro, a dare un senso ai fatti, capirli e, poi, ad agire in maniera responsabile, ad impegnarsi in maniera vera, concreta”. Ha spiegato che partecipare alle iniziative finalizzate alla diffusione del concetto di legalità non basta perché questo “è un termine bellissimo, ma ormai troppo usato anche da chi se ne frega del suo significato e lo dimostrano i fatti – sottolinea – Oggi è il vocabolo più violentato che c’è. E’ adoperato spesso a sproposito. Consiglio di sostituirlo con responsabilità e di chiedere ad ognuno cosa fa per rispettare le regole, superare la situazione attuale” che è dominata dalla corruzione che è un cancro che si è insinuato in più ambiti della vita. “E’ un furto di futuro, di democrazia – sostiene senza mezzi termini – Chi non usa certi metodi è escluso dagli appalti, dai concorsi di lavoro. L’Italia ha il più alto tasso di disoccupazione anche per questo fenomeno. Il sistema dell’illegalità non aiuta i giovani. Chi percorre “strade traverse” ottiene un’occupazione, ma poi quanto deve pagare dopo. L’economia attuale è in buona parte controllata dalle organizzazioni mafiose che garantiscono un minimo di sviluppo, ma a quali condizioni, con quali diritti. Loro non usano la regolare contrattazione con i dipendenti che, in alcuni settori, sono quasi “schiavi”. La ricchezza è concentrata in poche mani. Fino a quando non proveremo a capire che le regole sono un modo per andare avanti non ci possiamo lamentare se i ragazzi non hanno prospettive, vogliono scappare o, nella peggiore delle ipotesi, si fanno attrarre dai metodi illeciti” che spesso danno l’illusione di crescere, guadagnare, ma, in realtà, “non danno nulla e chiedono 10 volte di più – prosegue – Spesso le mafie pretendono di mettere in discussione valori sani quali l’amicizia”. Spesso le nuove leve devono ammazzare i compagni che fanno parte di “gang” avverse. Di episodi ne ha trattati diversi nella sua carriera che è nata “sulla voglia di liberarsi di questi problemi, sulla speranza di un futuro migliore che pervade anche altri cittadini dei Campi Flegrei e della sua Giugliano. E’ troppo comodo, semplice scaricare sugli altri ed in particolare sui giovani. Noi siamo il presente e dobbiamo fare la nostra parte anche semplicemente comportandoci in maniera corretta, stimolando i ragazzi, fornire opportunità di conoscenza” come questa che è stata molto apprezzata dagli studenti che hanno ascoltato con grande attenzione. “La corruzione non è intrinseca del nostro dna – evidenzia – Lo dimostrano i comportamenti che teniamo all’estero oppure personaggi come Falcone e Borsellino che sono nati in quella Sicilia dove imperversa la mafia. E’ un cancro che si insinua e si può e si deve combattere. Lo stato fa bene ad imporre, anche con le maniere forti, la legge, ma poi deve creare le condizioni per lo sviluppo, un futuro diverso. Tutte le istituzioni devono impegnarsi in tal senso. I giovani sono stanchi delle mere e semplici parole, vogliono azioni concrete. I ragazzi devono conoscere i propri diritti e sapere che alcuni vogliono farli passare per favori, ma non lo sono. Contemporaneamente devono sapere che hanno doveri che spesso non sono esercitati o lo sono in maniera non corretta. La società funziona con il rispetto dei primi e l’attuazione dei secondi. Questo deve essere l’impegno per il futuro” che si costruisce oggi, in ogni istante. Questa “lezione di educazione civica” deve essere la base di un percorso nuovo per gli ascoltatori e per i lettori di quest’articolo e degli altri che saranno pubblicati dalle diverse testate presenti. “E’ stato un momento di riflessione su valori importanti a cui bisogna ispirare la nostra azione – ribadisce il dirigente scolastico Daniela SciarelliTemi che noi trattiamo sovente consapevoli del compito fondamentale di educare, formare le nuove generazioni” il cui domani è un tunnel lungo e nero perché “per 20 anni siamo stati inghiottiti da un sistema guidato dal malaffare – ricorda il professor Cosimo OrlandinoQuarto come gli altri comuni non devono essere ostaggio dell’illegalità che crea disoccupazione”. “La discrezionalità agevola la corruzione che – rileva il sindaco Rosa Capuozzopoi indebolisce la macchina comunale. Nella gestione amministrativa ci vuole uniformità, coerenza”, ma troppo spesso mancano e certi esempi locali non sono assolutamente utili, forniscono indicazioni sbagliate. “Queste zone hanno avuto uno sviluppo urbanistico abnorme ed in cui ha criminalità organizzata ha fatto la parte del leone – chiosa Cantone – Si è pensato a sfruttare il territorio nella logica del breve periodo non considerando le conseguenze postume che sono sotto gli occhi di tutti. Ciò è accaduto perché qualcuno ritiene rilevanti determinati valori che, invece, devono essere combattuti” con le parole, ma soprattutto con i gesti.

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