QUARTO 1000

Lacune, carenze del Piano Generale Urbano Traffico

Il Piano Generale Urbano Traffico è uno degli argomenti caldi della politica quartese. Più volte è stato tirato in ballo dal consigliere Giovanni Santoro che ha ricordato che è scaduto il 16 aprile scorso e che, nella primavera 2015, diverse lettere furono protocollate all’attenzione dei commissari prefettizi affinchè tale documento fosse rivisto nei punti che erano ritenuti, parzialmente o totalmente, errati. Lacune, mancanze che furono rese note alla collettività anche mediante 3 articoli pubblicati sul mensile Quarto Magazine (numero di marzo) e sul precedente database di questo portale. Fiumi di parole che riproponiamo ai lettori in versione leggermente ridotta per fornire spunti di riflessione, approfondimento. In principio chiariamo che il PGUT è “uno strumento tecnico amministrativo introdotto dall’art. 36 del D. lgs n. 285 del 30 aprile 1992” ed è “costituito da un insieme coordinato di interventi per il miglioramento delle condizioni della circolazione nell’area urbana (dei pedoni, dei mezzi pubblici, dei veicoli privati). Deve essere coordinato con i piani di risanamento e tutela ambientale, di trasporto, dell’ambiente e dell’assetto urbanistico e della programmazione”. E’ obbligatorio per tutti i comuni con una popolazione superiore ai 20000 abitanti, quindi, anche a Quarto dove quello vigente è un’evoluzione di quello varato con la delibera n. 89 del 1/10/1998. Ad integrarlo fu chiamato lo stesso progettista, ma la scelta si rivelò poco felice per certi aspetti. I tecnici proponevano l’introduzione della sosta oraria con tariffa in alcune zone che, però, da una visione attenta, precisa delle cartine toponomastiche del paese è facilenotare come non sono collegate tra loro: 1) via Campana tra l’incrocio con Corso Italia e piazza Santa Maria, 2) via Gramsci tra l’incrocio con Corso Italia e via Primo Maggio, 3) via Gramsci tra l’incrocio con il Corso Italia e via D’Acquisto, 4) Corso Italia tra via Matteotti e via De Gasperi. I tratti indicati sono impossibili da definire e denotano la poca conoscenza del territorio. Stesso dicasi per le “Zone 30” (ovvero con un limite massimo di velocità in linea con le raccomandazioni dell’Unione Europea). Era suggerita per la “parte centrale del paese” delimitata da; via De Falco, via Da Vinci, via Crispi, via Primo Maggio, via DE Curtis, via Gandhi, via Segaetano”. E’ così, virtualmente, costituito un perimetro a cui mancano, però, certi spezzoni. E, purtroppo, non finisce qui. L’associazione Quarto Punto Zero sottolineò la mancanza del “grafo delle strade (cioè le caratteristiche fisiche necessarie)”, dei “presupposti essenziali su cui si fonda un PGTU ovvero la domanda di mobilità” e, poi, “è carente l’offerta di mobilità. Solo dall’interazione tra” questi due aspetti si possono trarre “informazioni sulle criticità del sistema dei trasporti” che sono “di fondamentale importanza per le scelte di intervento da fare”. L’associazione evidenziò, inoltre, come “i riferimenti posti alla base dello studio” risultassero “decisamente obsoleti in quanto manca: la strada di collegamento tra via Campana e via Consolare Campana” (adiacente ad un noto bar), “via Denza. E’ stata stralciata la zona dal Centro Commerciale di via Masullo verso le cave e non” era nemmeno “segnalata la futura presenza della Chiesa Maria Regina della Pace con la relativa strada d’accesso” (questa parrocchia così come la Gesù Divino Maestro, la succursale dell’ISIS sono state inserite a posteriori). In poche parole l’analisi fu fatta su una cartografia vecchia e ciò ha determinato errori nelle soluzioni indicate che “sono in totale disaccordo con l’effettiva realtà”. Si vorrebbe creare “un parcheggio sulla vasca di laminazione di via Consolare Campana senza tener conto del rischio connesso, delle necessarie autorizzazioni e dell’effettiva proprietà”. Le aree dove fermare i veicoli a motore sono uno storico problema per il paese che “ha subito notevoli modifiche ed un importante incremento demografico”, ma come rammentò l’ingegner Antonio Russo (presidente dell’associazione per Quarto) “lo sviluppo urbanistico è stato poco armonioso e si caratterizza per la mancanza di servizi necessari” tra cui i parcheggi. Loro individuarono “alcune zone che sono idonee a tale uso nei pressi delle stazioni della Circumflegrea”. Il candidato sindaco dell’Alleanza Civica Francesco Dinacci segnalò “la mancata previsione di parcheggi vicino i plessi scolastici di via Primo Maggio, via Kennedy, Corso Italia”, ma anche “l’ampliamento di via Spinelli, il problema cronico della circolazione intorno al Palazzo di vetro”. E’ un’area di “fuoco” per la grande “concentrazione di attività di tipo terziario e di commercianti”. Questi, con l’AICAST, evidenziarono che “l’insufficienza dei parcheggi” era peggiorata con la chiusura del suolo privato difronte la farmacia. “Suggerirono di: 1) ricercare e avviare contatti con i privati per la realizzazione di parcheggi, per le soste prolungate, nelle aree adiacenti il palazzo di vetro, l’incrocio di via Segaetano, via Gandhi, Corso Italia; 2) abolire il progetto di sosta con tariffazione, da prendere in considerazione solo con tariffazione differita (prima mezzora gratis poi a tariffa), sempreché si trovi un’area nelle vicinanze da adibire a soste prolungate; 3) razionalizzare i parcheggi in maniera parallela eliminando quelli perpendicolari che rallentano di molto il traffico; 4) creare nella zona oggetto della relazione aree con parcheggio a sosta breve e a sosta lunga; 5) attivare, come da progetto, tutte le misure che servono a garantire la mobilità pedonale, partendo dall’eliminazione delle barriere architettoniche”. Tali proposte furono condivise dal Movimento 5 Stelle che, nella propria missiva, si concentrò anche sui trasporti. “Abbiamo 4 linee urbane con un utenza mensile mediamente molto bassa – scrisse il candidato sindaco Francesco RomanoDai dati non si evince quale è usata con più frequenza. I percorsi descritti vanno ampiamente modificati perché sono anche in disaccordo con parte delle modifiche contenute all’interno dello stesso PGTU che prevede sempre 4 linee, ma gli itinerari della circolare interna sinistra ed esterna sinistra sono irrealizzabili perché non hanno un senso logico”. Inoltre quelli dell’interna destra ed esterna destra sono incongruenti: per poterli coprire bisogna ripetere parte di essi. “Sarebbe opportuno avere solo due linee urbane – suggerì – Una che interessi le zone ad alta densità abitativa e quelle più interessate da servizi ed attività commerciali (Quarto Nuovo compreso). L’altra che abbracci le aree periferiche mettendo così nelle condizioni tutti gli utenti di queste di arrivare nei punti di snodo dove potersi servire di altri mezzi pubblici (CTP, ANM e Circumflegrea)”. Una soluzioni da valutare, approfondire così come eventuali altre dato che il nuovo servizio urbano dei trasporti è gratuito per l’ente locale, ma non per l’EAV che sta erogando somme (per autisti, carburante ed assicurazioni) per far circolare mezzi che sovente sono privi di passeggeri. Non è da escludere che, terminato il periodo di prova, possano essere apportate modifiche. Meglio non dormire troppo sonni tranquilli, cullarsi sugli allori.

 

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.





Commenti