Chiarire la natura dei crediti ed i nomi dei creditori della Multiservizi

La Quarto Multiservizi spa è al centro dei pensieri del meetup#Quarto 3.0 che sta continuando ad approfondire l’argomento partendo dalle cifre ovvero il “buco per il Comune di circa 12 milioni di euro” quindi “circa 300 euro per ogni cittadino e questo perché l’eventuale pagamento della posizione debitoria” ( di cui chiederanno un’approfondita disamina) “della società equivale a togliere tale cifra dal nostro portafoglio”. Soldi che serviranno per pagare le spettanze agli “enti pubblici (Inps, Inail subendo una maggiorazione del dovuto per sanzioni ed interessi di circa il 50%, un altro spreco di pubblici fondi)” ed ai “privati (forse le stesse società che per lungo tempo hanno lucrato sulla Quarto Multiservizi, forse le stesse che grazie a contratti non in linea con la normativa si sono aggiudicati degli appalti sostanziosi)”. In qualità di residenti “che stanno per subire un prelievo forzoso di danaro” gli attivisti vogliono “conoscere esattamente la natura dei crediti e i nomi dei creditori, questo perchè le disponibilità finanziarie del Comune appartengono alla cittadinanza tutta per cui è un diritto–dovere dei cittadini chieder conto all’amministrazione dell’uso che ne viene fatto, ed è un obbligo, per quest’ultima, di dare i relativi chiarimenti (questa è trasparenza)”. Il meetup#Quarto 3.0 ricorda che nel “fallimento di questa società partecipata s’intrecciano una serie di responsabilità che coinvolgono gli organi societari e comunali” ed è solo “la punta dell’iceberg di una gestione allegra e sconsiderata della finanza pubblica, posta in essere da persone che ancora oggi , a vario titolo, direttamente o indirettamente reggono le sorti del Comune. Persone che probabilmente, nella prossima tornata elettorale, si presenteranno, in prima persona o rappresentati da una propria appendice, ai cittadini, ed ammantati da un angelica veste di perbenismo chiederanno per l’ennesima volta la loro fiducia per il bene del paese che, grazie al loro operato, oggi vanta solo 42 milioni di debito tecnico”. Gli attivisti chiariscono di non avere “ricette miracolose, ma solamente la trasparenza e la correttezza del nostro operato nel denunciare tutte quello che va contro l’interesse dei cittadini e nel proporre soluzioni fattibili ed in questa ottica” chiedono ai residenti “di collaborare con denunce e suggerimenti incontrandoci presso il nostro gazebo che periodicamente teniamo”.

 

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