Il degrado del campo di bocce di via Pietra Bianca

Estate, tempo di mare, vacanze, ma data la persistente crisi economica, anche di ore di letizia, spensieratezza trascorse al fresco nei luoghi di aggregazione delle proprie città. Tra questi a Quarto c’è la “Villa comunale Giovanni Paolo II” ma quando si parla di essa ci si concentra sulla maxi area verde con giostrine per bambini, arena circolare, aiuole, pochi si focalizzano sul campo di bocce che merita, uguale, di essere tutelato e pulito

Sul lato lungo interno (quello parallelo a via Mauriello) è possibile notare le panchine, oh meglio quello che ne resta. Infatti la spalliera ed il piano orizzontale e le parti laterali restanti sono pericolose per l’incolumità dei fruitori del sito. Intorno è facile notare rifiuti di vario genere tra cui bottiglie di birra di vetro.

Sul versante opposto sono ammassati diversi laterizi, alcuni servono a delimitare la zona dove ci sono dei tubi. Poco distante dalle colonne ci sono alcune tavole e diversi chili di terreno. E non finisce qui. Da approfondire la sicurezza del cavo elettrico “volante” cui sono collegate delle lampadine. Inoltre ci è stato riferito che ci sono signori che sono soliti urinare vicino il cespuglio che è nei pressi del “confine” con via Pietra Bianca. Su questa, poi, ci sono tre cestini per specifici  rifiuti intorno ai quali però frequentemente cittadini “poco educati” depositano anche materiale non consono (ingenti quantità di cartoni ed imballaggi, plastica, umido). Il trend non è cambiato con il nuovo “calendario per la raccolta differenziata” ed in passato è stato più volte sottoposto all’attenzione della Tenenza dei Carabinieri, al Comando di Polizia Municipale ed al Comune. All’ente di via De Nicola è stato anche fatto notare che “la realizzazione nell’anno 1999 del campo di bocce è risultata sin dall’inizio una scelta urbanistica errata e pregiudizievole per le abitazioni” vicine. Tale scelta “si pone in evidente contrasto con le norme urbanistiche che, per questi tipi di interventi prevedono accurati studi di compatibilità ambientale, tenuto conto dell’estrema vicinanza ai nuclei abitativi e considerati gli inevitabili effetti che un’opera del genere determina dal punto di vista dell’inquinamento acustico, della quiete” (urla, schiamazzi notturni sono, purtroppo, la regola), “e dell’igiene pubblica”. Nelle missive si poneva l’accento anche sulla futura “costruzione di servizio igienici” e sull’installazione di quelli chimici” di cui però, a tutt’oggi, non vi è traccia e quest’assenza sta ulteriormente peggiorando lo scenario.

LE FOTO SONO STATE SCATTATE QUESTA MATTINA VERSO LE ORE 11

 

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.





Commenti