PANORAMICA stadio

Porte aperte allo stadio Giuseppe Meazza

Il FAI apre lo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano. Nell’ambito dell’edizione 2018 delle “Giornate di Primavera” la sede operativa meneghina del Fondo Ambiente Italia (Fondazione senza scopo di lucro attiva nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, artistico) ha deciso di dare la possibilità di visitare l’impianto intitolato (dal 2 marzo 1980) all’ex attaccante dell’Inter (vi giocò dall’estate 1927 a quella del 1940 e, poi, nella stagione 1946/47) e della nazionale (53 presenze dal 1930 al 1939). La struttura sorge nel quartiere San Siro a pochi passi dagli ippodromi e da ben due fermate della metropolitana viola che consentono agli sportivi di arrivarci abbastanza comodamente. Sono oltre 6000 coloro che lo hanno visionato tra sabato 24 e domenica 25 (dalle 10 alle 18), attendendo anche un paio d’ore per entrare. Lunghissima la coda formatasi (già prima dell’apertura del cancello) nel piazzale Angelo Moratti (presidente dell’Inter dal 1955 al 1968, padre di Massimo che lo fu dal 1995 al 2014) dove i bambini si sono divertiti correndo, giocando con piccoli palloni. Per gli adulti l’occasione per chiacchierare di questo sport, raccontare aneddoti circa proprie presenze nella cosiddetta “scala del calcio” che fu voluta da Piero Pirelli per dare al Milan (di cui era presidente) uno stadio (solo 4 settori rettilinei) appositamente per questa disciplina agonistica (1926). Nel 1935 fu comprato dal Comune che eseguì un primo ampliamento (quattro curve di raccordo). Nel 1955, in seguito al boom di questo sport, fu necessario aumentare ulteriormente la capienza e fu pensata una “struttura a matriosca” (il secondo anello) così da non impedire la regolare disputa delle partite. In vista della coppa del mondo del 1990, fu realizzato il “terzo anello” che, però, è parziale perché su un lato non c’era fisicamente lo spazio per realizzare le torri che lo sorreggono. Questa mancanza consente agli altri spettatori di avere una vista ampia sulla città. Sono comunque 78000 i posti a sedere divisi tra curve (nord e sud), distinti, tribuna (con annessa area vip, giornalisti). Una parte di questo settore è stato osservato da vicino, provato dai cittadini che hanno eseguito un lungo giro accompagnati da un volontario del FAI che ha fornito le giuste informazioni. In apertura ha mostrato un plastico dell’impianto e la lapide riservata al compianto bomber neroazzurro. Da questa sala inizia la cosiddetta “mixed zone” dove, prima e dopo le gare, giocatori e dirigenti effettuano le interviste televisive. Segue l’area, sino a qualche anno fa completamente preclusa alle telecamere, ovvero quella degli spogliatoi. Ce ne sono: 1 per gli arbitri, 2 per le squadre ospiti ed uno a testa per quelle di casa che lo hanno personalizzato a proprio piacimento. Più scuro, cupo quello rossonero caratterizzato dal ricordo dei trofei conquistati per rimarcare la propria leadership cittadina ed il proprio prestigio all’estero. Più chiaro, luminoso, vivo quello neroazzurro in cui si celebrano i grandi campioni che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia del club (Mazzola, Suarez, Ronaldo, Bergomi, Zenga, ecc..). In entrambi le persone hanno potuto accomodarsi sulle poltroncine riservate ai calciatori, vedere (ma non toccare) le maglie che erano appese, volutamente lasciate dalle compagini. Come i propri beniamini, hanno percorso il corridoio e, poi, il nuovo tunnel (più lungo, ogni domenica personalizzato con i colori del team ospitante) che conduce al campo di gioco, all’altezza del centrocampo. Pochi passi emozionanti, intensi, belli così come salire i gradini e spuntare sull’erba (sintetica quella extra rettangolo agonistico che, invece, è naturale, riscaldata. Non si può calpestare, deve essere preservata) e vedere la grandezza, la maestosità delle gradinate. Si resta incantati osservandole, ricordandole gremite di tifosi che “incoraggiano, spingono” i propri campioni durante i matches. Non ci sono le telecamere, la postazione Var, i tabelloni pubblicitari sono spenti, ma la “stanzetta” laterale riservata allo speaker ed al “manovratore” del maxischermo (appeso alla copertura dei distinti). Il Meazza fu il primo stadio italiano con il cartellone segna risultato ed il primo a dotarsi di un impianto di illuminazione per consentire di giocare anche in notturna. Oggi sono ovunque, ma nel dopoguerra erano un lusso. Lasciato il “catino”, le persone hanno visionato lo store ufficiale con decine di gadget (maglie, tazze, penne, portafogli) delle due formazioni. Il negozio ha due vetrate che “affacciano” sul campo, sotto una curva, quasi alle spalle della porta. All’esterno, infine, carabinieri, agenti della polizia locale, vigili del fuoco hanno parcheggiato propri mezzi attuali e storici. Con la loro presenza garantiscono il sereno svolgimento degli incontri agonistici ed era giusto averli anche oggi. I veicoli hanno incuriosito soprattutto i bambini, attratti dalle sirene. Per i piccoli anche il “trucca volto” e la mascotte dei rossoneri, giochi neroazzurri. Un’ora, anche qualcosa di più, di visita emozionante, suggestiva per gli appassionati di pallone, ma non solo. Un’esperienza da vivere.

 

La Redazione





Commenti