INGRESSO SQUADRE 23

Bellissima esperienza allo stadio Meazza

I cancelli aprono alle ore 13 ma mezzora prima il piazzale Angelo Moratti già brulica di tifosi di tutte le età che curiosano tra le bancarelle (dei gadget o dei prodotti alimentari). Diversi cercano amici, conoscenti, ma soprattutto “colleghi” per fraternizzare. L’atmosfera è serena, tranquilla. Le forze dell’ordine sono una presenza non invasiva, anzi. Alcuni agenti di polizia consentono a tre bambini di salire sul proprio mezzo e scattare alcune foto. Altri fans trovano l’ingresso carrabile per i club ed attendono l’arrivo dei bus. La maggior parte sono milanisti e l’arrivo del pullman del diavolo è salutato con grande entusiasmo. Gli azzurri sono, invece, già nella pancia dello stadio ed a salutarli c’erano meno supporters
Poco distante l’ingresso degli spettatori procede in maniera veloce: prima il controllo (tasche, borse) degli steward, poi il passaggio nei tornelli. Il piazzale interno è grande perchè comprende tutta la tribuna (anche la zona stampa). Sulle torri sono indicati i settori cui conducono sia le scale sia la passerella in salita. Le gradinate si riempiono progressivamente. Meraviglia che diverse persone sono entrate a primo tempo iniziato, anche da tanti minuti. Come preventivato alla vigilia seguendo social e testate locali, nel terzo anello rosso ci sono tifosi di entrambe le squadre. I partenopei non si mimetizzano: maglie, sciarpe fanno capolino qua e la nella marea rossonera. La partita è vissuta con grande civiltà, educazione, rispetto. Ovviamente con paura, timore, gioia, esaltazione a seconda delle occasioni da gol (non molte, ma alcune nette, eclatanti). L’ atmosfera generale, complessiva nell’impianto è fantastica. Brividi all’annuncio delle formazioni. Nella curva sud gli ultras rossoneri sventolano grandi bandiere ed intonano diversi cori. Non manca il classico “noi non siamo napoletani” cui i viaggianti replicano con le proprie canzoni. Sono in minoranza ma riescono a farsi sentire in più frangenti. Non hanno vessilli, ma solo striscioni dei gruppi organizzati presenti. Al 92° erano pronti ad esplodere di gioia sul tiro di Milik che Donnarumma ha deviato in angolo mettendo la sua firma su un pareggio abbastanza giusto
La partita è stata intensa, tesa, combattuta ma non bellissima, spettacolare. Nel primo tempo le catene esterne azzurre devono prendere confidenza in fase offensiva, le misure in quella difensiva. Insigne è voglioso, ispirato ma spesso sembra voler far tutto da solo. Il Milan gioca bene, impensierisce soprattutto sulla sinistra con Chalanoglu e Bonaventura, da dove partono diversi cross per Kalinic che, con la sua prestanza fisica è un’insidia per gli avversari che manovrano in maniera più lenta, compassata, ragionata. Rischiano tanto e subiscono una rete (firmata da Kalinic), ma il guardalinee la annulla per fuorigioco. In avvio di ripresa i partenopei sono più decisi, convinti, alzano il baricentro e pungono con Hamsik (tiro a lato). Sulla distanza, i rossoneri riescono ad allentare la pressione e la gara sembra incanalata sul pareggio. Le sostituzioni di Gattuso non mutano gli equilibri quanto l’ingresso di Milik che dà un’opzione in più al team ospite che cerca di sfruttarla. Il polacco è voglioso, ma purtroppo poco cattivo, arrabbiato nell’occasione decisiva che fa esultare, per motivi diversi, le due tifoserie. Passano pochi secondi e l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi. Inizia il deflusso degli spettatori: tranquillo, sereno: tanti analizzano la sfida mentre raggiungono i numerosi bus turistici, i tram, i pulman delle linee locali.
Termina un pomeriggio bello, sano, carino, entusiasmante di sport.

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La Redazione





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