E’ scomparso don Vito Della Ratta

Una ferale notizia ha sconvolto la comunità ecclesiale partenopea e quella dei fedeli di Quarto Flegreo che perde uno dei religiosi a cui è rimasta più affezionata. Nelle scorse ore è, infatti, spirato don Vito Della Ratta che, per quasi 20 anni, è stato sacerdote presso la Chiesa Santa Maria Libera Nos a Scandalis dove martedì 8 gennaio alle ore 10 sarà celebrato il rito funebre.

Come tanti cittadini il sottoscritto lo ha conosciuto da bambino partecipando alla Santa Messa nella parrocchia e, poi, ho avuto il piacere di rincontrarlo da adulto, da giornalista per una bella chiacchierata da cui è scaturito l’articolo “Il grande carisma di don Vito Della Ratta” pubblicato sul numero dell’aprile 2016 del mensile Quarto Magazine.

Nel porgere le più sentite condoglianze alla sua famiglia, ai Vocazionisti cui apparteneva, questa testata giornalistica lo ricorda riportando, in forma integrale, quel testo.

Un padre accogliente, premuroso, dai modi semplici, ma efficaci. Questo il miglior “ritratto” testuale di don Vito Della Ratta, per quasi 20 anni sacerdote nella Chiesa Santa Maria Libera Nos a Scandalis. Vi arrivò il 12 maggio 1990 come vicario di don Antonio Di Pierno di cui fu il successore. Dal 1996 al 25 marzo 2009 “guidò” la Parrocchia principale, storica di Quarto. Tantissimi lo ricordano con piacere, con grande affetto per il suo carisma, per la capacità di entrare nel cuore della gente con gesti poco appariscenti, ma importanti. Molti lo considerano un papà, numerosi coloro che si sono avvicinati alla fede ascoltando le sue parole ricche di significato. Termini con cui riportava e spiegava il Vangelo, i valori sani, nobili della religione cattolica. “I bambini del catechismo erano curiosi, vogliosi di sapere, conoscere – rivela il prelato – Durante le lezioni erano molto attenti, ponevano domande, volevano ulteriori informazioni. Era piacevole stare con loro, presiedere la Santa Messa loro riservata. Durante gli incontri, ogni tanto, li sorprendevo con qualche barzelletta”. Un bel modo per allietare il clima, stemperare quel distacco che solitamente c’è tra alunni ed insegnanti anche se questa era ed è una scuola particolare. Fornisce nozioni che restano dentro per sempre. Anche chi non frequenta assiduamente la Chiesa le ricorda, le attua nel quotidiano di un’esistenza intensa, frenetica, scandita da momenti belli ed altri brutti. Nella mente di numerosi fedeli restano le confessioni con don Vito. “Ho ascoltato moltissime persone – ricorda – Difficile indicare una cifra precisa, ma erano minuti intensi in cui i residenti mi esponevano i loro peccati, ma anche le ansie, le preoccupazioni, le criticità della loro vita. Ad ognuno dispensavo consigli, parole di conforto. Insieme pregavamo”. Dialoghi fraterni che continuano tutt’oggi con diversi cittadini che si recano da lui a Posillipo oppure lo attendono il mercoledì sera quando torna a Quarto per partecipare alla preghiera della Fraternità Nostra Signora Divine Vocazioni (nata nel 1984 con Padre Francesco Velluzzo) del movimento italiano del Rinnovamento nello Spirito Santo. Un gruppo che è molto affezionato a questo sacerdote che ha seguito, curato con la dovuta attenzione tutte le realtà operanti nella Parrocchia (e non disdegna di incontrarle ancora). Il suo obiettivo è sempre stato la diffusione della Parola del Signore, raccontare la vita di don Giustino Russolillo (di cui è stato testimone diretto), incentivare l’aggregazione, la socializzazione in un paese diverso dalla versione attuale. Il suo addio, unito a quello di don Giuseppe Ferrara, scosse la comunità che si riprese con l’arrivo di don Vittorio Zeccone che dette un nuovo impulso alla Parrocchia. Un’altra fase di sbandamento si ebbe con l’improvviso abbandono del prelato partenopeo. La stabilità è stata ritrovata con don Antonio Petracca che “guida” la Chiesa intitolata alla patrona del paese che è celebrata il 12 di settembre. “I fedeli sono tanto affezionati, devoti alla Madonna – sottolinea don Vito – In quei giorni a Quarto accorrevano anche coloro che vivevano nei comuni vicini. Erano ansiosi di ascoltare la celebrazione liturgica e di partecipare alla processione che era lunga, più di oggi. Toccavamo numerosi punti del paese con la statua della vergine che, inizialmente era posta su un camioncino, poi optammo per un trattore. Decine di chilometri macinati a piedi con gioia, amore, entusiasmo. Ero giovane”. Non lo è più nel corpo, ma lo spirito, la mente è quella di un ragazzo che ama sempre, come il primo giorno, il Signore, i suoi valori che ripassa, approfondisce per impartirli a quanti incontra con entusiasmo, voglia, piacere.





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