Pareggio 1 a 1 tra SPAL e Bologna

Pareggio 1 – 1 nel derby tra Spal e Bologna. A Palacio (nel primo tempo) risponde Kurtic (nel secondo) ed alla fine il risultato giusto tra due squadre che dovranno impegnarsi tanto per raggiungere la salvezza pur avendo rose dal valore tecnico differente. Quella dei rossoblù ha qualità superiori, in particolare in attacco con i nuovi innesti e con il nuovo modulo 4 – 3 – 3 a trazione anteriore (Soriano mezzala, alle spalle di Orsolini, Palacio e Sansone) schierato oggi da Inzaghi. I biancoazzurri non demordono mai, ma la loro manovra è spesso troppo lineare, prevedibile per gli avversari. La partita si è disputata con una temperatura atmosferica bassa, pungente, ma un clima molto bello, piacevole, familiare sulle gradinate.

Le prime battute della gara sono subito interessanti, veloci con le due formazioni che conquistano diversi corner, ma li sfruttano male. I portieri sono protagonisti con interventi precisi che danno sicurezza alle rispettive difese. Sono i viaggianti a tenere in mano il pallino del gioco che, però, diventa fisico, tosto, equilibrato, poco spettacolare. Entrambe le selezioni fraseggiano tanto, ma in maniera lenta e prevedibile per l’altro gruppo che difende in maniera ordinata, attenta. Il punteggio sembra incanalato verso le reti bianchi, ma a gonfiarla ci pensa Palacio (24°) con un bel tiro all’angolino (su assist di Orsolini che ha rubato palla pressandolo a Vicari che è stato poco concentrato, scaltro).

Nei minuti immediatamente successivi la frazione diventa spigolosa, maschia, nervosa, tesa. Poi i locali capiscono che devono pensare a costruire azioni offensive: la conclusione all’angolino basso di Antenucci è deviata in angolo (30°), stesso destino per la botta di Missiroli (32°). Il frangente positivo dei padroni di casa finisce qui. La manovra torna ad essere troppo prevedibile, elaborata, manca qualità nell’ultimo passaggio ed i rivali la contengono senza alcun affanno.

L’avvio di ripresa è di marca felsinea, i contendenti sono spenti, passivi. Dalla loro curva si leva forte il grido “Fuori i coglioni” che li scuote: prima un’azione d’attacco insistita poi il gol di Antenucci che fa “esplodere” di gioia il “Mazza” (al 52°), ma l’entusiasmo è frenato dall’arbitro che attende delucidazioni dal Var da dove gli riferiscono che c’è una posizione di fuorigioco di Petagna e, quindi, la realizzazione è da annullare. La decisione fa gioire i tifosi rossoblù ed arrabbiare quelli biancoazzurri che poi continuano a sostenere i propri beniamini che alzano il baricentro rischiando però di subire in contropiede. Al 59° Palacio ruba palla ad un difensore e s’invola verso la porta, decide di coinvolgere i compagni e l’azione è sprecata. Destino migliore, invece, per il cross di Lazzari che trova il perfetto colpo di testa di Kurtic che vale il pareggio al 64°.

La rete gasa la squadra e la tifoseria che credono nella vittoria. Al 72° Danilo respinge sulla linea la conclusione di Kurtic. Compreso il momento di difficoltà dei suoi, Inzaghi getta nella mischia Santander e Svamberg (per Poli e Orsolini) puntando sulla prestanza fisica a discapito della tecnica, della velocità. Mossa che si rivela indovinata perché la formazione recupera metri, soffre meno, manovra di più, anche se non punge. I padroni di casa, intanto, iniziano a mostrare segni di stanchezza. Semplici pesca dalla panchina (Schiattarella, Cionek e Paloschi), ma la qualità delle azioni non migliora. Neppure su punizione le due selezioni riescono a colpirsi e così la posta in palio è divisa. L’ultima X sulla “ruota” del Mazza risaliva alla stagione 1994/95 in serie C1.

Sugli spalti, invece, la sfida è stata nettamente vinta dai tifosi locali che hanno sostenuto continuamente i propri beniamini: molti cori collettivi, personalizzati per Lazzari e capitan Antenucci. Pochissimi quelli di scherno agli avversari (presenti in buon numero) e tutti entro i termini di una rivalità sana, sportiva, pacifica. Infatti questa si basa sul fatto che Bologna è il capoluogo della regione ed ha una storia calcistica migliore rispetto a Ferrara che è capoluogo di provincia, ma ci tiene a ben figurare contro i “cugini” che un poco li snobbano. Ironica, originale, la coreografia iniziale degli ultras biancoazzurri: prima la frase “Per vincere non è che basta solo lottare, bisogna dare tutto e potrebbe non bastare. A questo aggiungi che la sorte ti inganna.. all’ultimo minuto può tradirti una palla”, poi, le immagini che ripropongono il gol fallito al 94° da Destro del derby della passata stagione al Mazza (errore proprio nella porta avanti a quel settore) con tanto di gigantografia della delusione dell’attaccante (oggi rimasto comodamente in panchina). Cartoncini bianco e azzurri in “alto”, invece, in tribuna, nei distinti e nella parte locale della curva est, nell’altra sezione i tifosi ospiti rispondono sottolineando di aver usato la “canzone di un bolognese”.

 

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