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Dottoressa Vicentini
Domenica, 18 Agosto 2013 14:46

L'ass. Casper dona un sorriso tra le corsie

Trascorrere uno o più giorni in ospedale non è mai piacevole. Significa, spesso, che qualcosa nel proprio corpo non va e deve essere curato. Le ore trascorrono lente e, sovente, in un clima poco gioioso, allegro, consono ai bambini. Provando queste sensazioni, Daniele Malfettone e Francesca Galdiero, compagni anche nella vita, insieme ad alcuni amici, decisero nel 2007 di costituire l’associazione di volontariato Casper. “In quel periodo andai in nosocomio a trovare, spesso, la nipote, molto piccola, di un amico che era malata terminale – racconta Malfettone – Mi resi conto che l’atmosfera nel reparto non era ottimale e così dato che, io ed altri amici, facevamo già gli animatori per lavoro, decidemmo che, nel tempo libero, potevamo portare un po’ di allegria nei reparti (non si tratta di clown terapia). Così, compilata la documentazione burocratica necessaria, abbiamo dato vita all’associazione cui abbiamo dato questo nome dopo aver visto il film in cui un bimbo di 12 anni buonissimo, con degli zii tanto dispettosi, divenne fantasma dopo essersi ammalato”. Un personaggio che racchiude diverse caratteristiche di questa realtà, oggi composta da 120 soci, presente con i propri giochi, colori, spettacoli, al 2° Policlinico di Napoli (il lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 13), 3 o 4 volte l’anno al Pausillipon ed almeno una volta al mese al Reparto di Oncologia Pediatrica del 1° Policlinico invitati dall’associazione Diamo1Mano. Il 22 dicembre scorso sono stati, anche al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per portare doni ai piccoli degenti ricoverati. “Un amico che conosceva le nostre iniziative ci contattò e – prosegue – subito Pasquale Ferraro e Rosa Palumbo, due soci con molta esperienza, furono lieti di andare in quell’unità. In generale il nostro approccio con i bambini è molto semplice: che siano in un letto o in una corsia devono essere trattati come tali. Il segreto, invece, è essere bimbi come loro, dimenticando per qualche ora i problemi che li affliggono”. “Il loro approccio è fantastico – sentenzia Maria Di Matteo, referente campana e membro del direttivo Nazionale dell’AISP – Ho conosciuto l’associazione Casper 4 anni fa quando cercavo qualcuno che mi intrattenesse gli infanti ad un seminario sulle malattie rare tenutosi a Napoli e subito loro accettarono di aiutarmi gratis. Il loro modo di lavorare mi è piaciuto molto e così la collaborazione è cresciuta costantemente sino a quando ho deciso, nel 2012, di iscrivermi anche alla loro associazione”. Insieme le due realtà, domenica marzo, hanno sensibilizzato la popolazione di Quarto Flegreo sulla sindrome di Poland con lo stand allestito nel piazzale della Chiesa Gesù Divino Maestro. Un comune in cui alla crisi economica si affianca quella sociale. Le difficoltà sono, in parte, alleviate dal centro semiresidenziale “Il traguardo” del Corso Italia rivolto ai minori, tra i 4 ed i 16 anni, che necessitano di un sostegno educativo e provengono anche da Monteruscello, Licola mare e Pozzuoli.  C’è anche la comunità Alloggio “Il Girasole” di via Pantaleo gestita da Marianna Colaci che si connota come servizio sostitutivo alla famiglia quando all’interno nel nucleo di origine sussistono e permangono condizioni oggettive di disagio tali da escluderne la permanenza del bambino. Di conforto, calore, c’è bisogno ovunque e così questi volontari, ogni domenica mattina, sono al Centro Immigrati Fernandez di Castelvolturno dove portano anche giocattoli e generi di prima necessità. Nella loro mente ci sono pure gli anziani. “Abbiamo già fatto diverse attività in case di cure ed altre strutture loro dedicati e nel prossimo biennio vogliamo raddoppiare gli appuntamenti – annuncia – Inoltre, stiamo pensando di organizzare dei servizi di accompagnamento rivolti a persone anziane e sole per aiutarle nella spesa e nel recarsi alle visite mediche. Periodicamente consegneremo ancora giocattoli e generi di prima necessità alle famiglie in difficoltà ed organizzeremo raccolte di fondi interne per acquistare apparecchiature ricreative o elettromedicali per gli ospedali o le case famiglia. Per il futuro più lontano il sogno nel cassetto è estendere l’associazione anche ad altre regioni”.

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO DEL 13 APRILE 2013 DEL MENSILE "QUARTO MAGAZINE". 

Pubblicato in Personaggi