DI MAIO 22

Di Maio, risposte chiare, semplici, esaustive

Chiare, semplici, esaustive. Così sono state le risposte che il Vice Presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio (come gli altri attivisti non vuole essere chiamato presidente o onorevole) ha dato ai numerosi cittadini di Quarto Flegreo e non solo che, nel tardo pomeriggio di oggi si sono radunati in piazza Santa Maria. “Quello che sta facendo il Movimento 5 Stelle è un atto di coraggio – esordisce – Una dote che hanno gli eletti e tutti gli attivisti sparsi per l’Italia. Tutti vogliamo mantenerlo e sfruttarlo per realizzare i 20 punti del nostro programma. Alcuni sembrano da pazzi, ma non lo sono”.Ha, poi, raccontato l’iter terminato con la sua elezione a numero due di Montecitorio. “Ogni gruppo doveva proporre due nomi, in questo caso, io e Massimiliano Artini. Alle altre forze politiche abbiamo chiesto di rispettare le proporzioni dei voti espressi dalla gente. Il PD ha votato il nostro candidato senza alcun accordo. Venerdì scorso – prosegue – ho partecipato al primo ufficio di presidenza, una seduta per esprimere i nostri intenti. In quell’occasione ho scoperto d’aver diritto ad un’indennità in quanto parlamentare, una come vice presidente (3000 euro netti), altri 13000 per le spese di rappresentanza, l’uso di una delle 20 auto blu, l’alloggio privato, la diaria, i rimborsi telefonici (in tutto circa 30000 euro). Ho ribadito che prenderò solo i 2500 della quota ridotta da deputato. Anche alcuni miei colleghi hanno manifestato l’intenzione di rinunciare a qualcosa. Se le confermeranno e la spendingreview riguarderà la Camera avranno il nostro sostegno”.

L’incontro gli è servito anche per capire le funzioni dei singoli membri dell’ufficio di presidenza. “I questori sorvegliano sui bilanci, sul rispetto dei regolamenti in materia di finanziamento ai gruppi, rimborsi elettorali, indennità. Il bilancio deve essere vagliato dall’ufficio dove, noi siamo in tre ed abbiamo le idee chiare su questi temi. Se il paese deve fare sacrifici, chi governa deve essere il primo”. Intanto prossimamente dovranno essere assunte delle persone senza le quali ogni commissione non può accedere a determinati fondi che servono, poi, per lavorare. Tali individui vanno scelti da due liste precostituite denominate Allegati A e B. “I primi riceveranno uno stipendio di 6000 euro netti al mesi e non è giusto – riferisce – La cifra per i secondi va concordata. Di tutti i nomi non ci sono curriculum, informazione per capire chi sono e le loro capacità. Abbiamo chiesto, con una lettera, al presidente Boldrini di sospendere l’istruttoria del collegio in merito a questi elenchi e farli discutere nel prossimo consiglio di presidenza. Stiamo lavorando molto su quest’argomento perché vorremmo assumere persone eccellenti, con curriculum idonei alle mansioni”. E non i tanti collaboratori delle passate legislazioni.

Ad accompagnarlo c’era l’onorevole Salvatore Micillo. “Aver tolto lo scranno ai dinosauri della politica è già una grossa rivoluzione che proseguirà con il comportamento dei parlamentari che devono avere le competenze giuste. In queste settimane stiamo studiando i regolamenti e la composizione delle commissioni che, però, saranno varate solo dopo la nascita del Governo e questo ci penalizza perché non ci consente di lavorare. Noi siamo perfettamente operativi, ragionando quotidianamente su ogni aspetto e con calma risponderemo anche a tutte le mail che riceviamo”. Il contatto con la popolazione che sarà costante. “Tutto è aperto, avremo anche uno strumento per essere in contatto in tempo reale – aggiunge Di Maio – Ribadisco che nel Movimento 5 Stelle non ci sono tessere ed anche gli iscritti al meetup (piattaforma per discutere) non sono tutti attivisti. Sarà così anche per le amministrazioni locali. Una strategia che, in alcuni stati europei, è adottata già da 20 anni”.

Immancabile la domanda sulle consultazioni che, in questi giorni, sta svolgendo Pierluigi Bersani con i rappresentanti dei diversi schieramenti. “L’elezione del presidente del Senato è stata un’imboscata – afferma Di Maio – La candidatura di Schifani non era prevista, è stata avanzata al 2° scrutinio. Alcuni di noi sono stati coerenti con la linea decisa ed hanno lasciato la scheda in bianco oppure l’hanno annullata, altri hanno optato per la soluzione meno peggiore (Grasso). Sappiamo però che la fiducia ad un Governo è un atto diverso e soprattutto è palese, quindi, in tempo reale sapremo come ha agito ogni eletto. Non sosterremo un esecutivo che andrebbe nella stessa direzione di quello guidato da Monti e, quindi, adottante una politica di austerity con aumento della pressione fiscale sui liberi professionisti, sui lavoratori, sui dipendenti pubblici senza una seria lotta agli evasori. La popolazione non sa che finora è stato pagato soltanto l’interesse sul debito pubblico e non sappiamo a quanto ammonta”. Ma quindi, avete già presentato qualche proposta di legge? “Non ancora – chiarisce Micillo – Abbiamo le idee ben chiare su tutti gli argomenti. Per quanto riguarda l’ambiente, tema molto caro a quest’area geografica, sono 6/7 anni che lo stiamo studiando. Noi continueremo a monitorare tutto ed ascoltare le istanze della gente. Ci relazioneremo con voi con le dirette streaming ed altri mezzi”. A questo punto è stato chiesto se fosse possibile abbinare al web, la presenza su altri media per raggiungere anche quei cittadini che non sono pratici di internet. “Noi miriamo ad un senso diverso della comunicazione – risponde Micillo – Con le dirette informiamo ed aiutiamo a comprendere i titoli dei giornali. Chiarisco, poi, che noi non partecipiamo ai talk show televisivi, ma rispondiamo alle domande dei giornalisti sui temi politici legati alle nostre idee non ai quesiti di gossip”. “Il giorno della mia elezione a vicepresidente ho rilasciato ben 20 interviste, ma – rivela Di Maio – di tutte le mie dichiarazioni sono state pubblicate solo le parti relative al mio essere fuori corso all’Università. In poche parole è riportato quello che vogliono e che spesso hanno in mente già prima di intervistarci. Abbiamo capito che i giornali vendono scrivendo di noi come vogliono loro, scovando nelle nostre vite private”. Un po’ l’operazione che alcuni media stanno compiendo con il nuovo Papa. Non c’è giorno che non è “interrogato” un parente lontano, un conoscente per aneddoti, sensazioni per arricchire il quadro del personaggio Francesco.

 

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