PANORAMA

I comportamenti della gente di Quarto

Rispetto, onestà, lealtà, legalità sono parole belle, dal significato profondo, ma molte, troppe volte sono state trascurate, dimenticate, ignorate dalla gente di Quarto. Sindaci, assessori, consiglieri, tecnici, persone comuni: tutti loro hanno commesso errori agendo nella direzione opposta al senso di questi vocaboli che, poi, hanno sventolato come bandiere nelle manifestazioni pubbliche, nelle interviste. Ognuno di loro deve farsi un serio, scrupoloso, attento esame di coscienza e voltare pagina perché il baratro è vicinissimo ed inghiottirà tutti, senza alcuna distinzione. Non sarà Dio a giudicarci, ma sarà la natura ed il degrado ad emettere il suo giudizio ed in quel momento sarà troppo tardi. Oggi siamo tutti ancora in tempo per fermarci e concederci pochi minuti per riflettere, ragionare seriamente, senza ipocrisia, senza dimenticarsi del passato perché la storia non si cancellerà mai.

Ribadendo di non avere nessuna finalità elettorale, questa testata giornalistica ha iniziato un percorso di racconto dei problemi del territorio, di analisi, riflessione cogliendo spunti che derivano dall’osservazione della zona, dalle parole dei sacerdoti che vivono a stretto contatto con la collettività. La lettera aperta di don Gennaro Pagano è bella, dura, struggente, forte, lineare, dettagliata, ma può e deve essere integrata da particolari, dinamiche, aspetti che lui non conosce. Tre anni sono tanti, ma non sufficienti per conoscere interamente questo paese.

Il religioso ha posto l’accento sulla mentalità dei residenti, sulla “roba” di Verga. E’ tutto vero ed aggiungo che molti indigeni si sono arricchiti con l’esodo dei puteolani (post bradisismo) e dei napoletani che sono stati “attratti” in quest’area per i costi inferiori delle abitazioni (magari costruite abusivamente, spesso “locate” a “nero” e con mensilità di deposito) e per i trasporti (oggi inefficienti, inadeguati). L’incremento demografico ha generato l’aumento delle attività commerciali con dipendenti sovente sfruttati (tante ore di lavoro, ma salari bassi, non regolari). Pochi si lamentano perché non hanno alternative e seppure uno lascia, ce ne sono almeno 10 pronti a sostituirlo. Colpa della crisi e delle leggi che non tutelano la manodopera in tutti i settori (l’editoria non fa differenza) e dei mancati, precisi, dettagliati, controlli. Coloro che non accettano questa situazione emigrano. Quelli che non avendo peccati possono scagliare la prima pietra. In un modo o in un altro numerosi soggetti la moralità, l’integrità l’hanno gettata via. Difficile controbattere, negare, la sfilza dei comportamenti negativi che prosegue con:

  • mancata erogazione degli scontrini fiscali oppure rilasciati con un importo inferiore a quello effettivo;
  • non pagamento dei biglietti dei trasporti per viaggi lunghi ed anche brevi. Ci sono persone che “usano” i bus della CTP per passare dal centro al bivio, a via Masullo, alla macchia (e viceversa) e per quel tratto ritengono giusto non obliterare il ticket. Quella cifra non arricchisce gli autisti, i controllori, ecc.., ma contribuisce ad avere un servizio sempre migliore. Se gli utenti non sono onesti non possono protestare.
  • Stesso concetto vale per quanti non pagano la tassa sulla spazzatura
  • o la bolletta dell’acqua. E’ un bene essenziale per la vita e, quindi, non può essere tolto, ma ciò sembra autorizzare a non rispettare le scadenze. Spesso ci si trincerà dietro la mancanza del lavoro e, quindi, di un’entrata economica, ma poi quegli stessi individui vi parlano delle vacanze fatte, delle partite del Napoli viste allo stadio o alla pay tv, degli abiti griffati indossati, del super pranzo organizzato per comunioni, cresime, compleanni, matrimoni ed altre ricorrenze, della vettura nuova acquistata
  • e magari guidata senza patente oppure con “licenza” conseguita versando un “regalo” ai titolari dell’autoscuola. Vi siete dimenticati che una delle principali “realtà” locali del settore è stata chiusa per diversi mesi per un’indagine della Magistratura?? A giudicare dalle scene che ci sono sulle nostre strade più di un sospetto resta. E non tralascio la sosta selvaggia dei veicoli nei pressi di alcune scuole (Borsellino in via Crocillo, Gobetti e De Filippo al Corso Italia, Falcone a via Campana, don Milani in via Kennedy dove s’è creato un “tratto” infernale comprendente anche la farmacia, l’autolavaggio, il supermercato ed uno studio medico) e Chiese (Gesù Divino Maestro in via Marmolito, San Castrese in via De Curtis)

Un’altra “stranezza” è l’uso dei fuochi d’artificio, pirotecnici, per festeggiare alcune ricorrenze private. Sono “sparati” a tutti gli orari ed in ogni zona.

Il presidio notturno in via Crocillo del Movimento 5 Stelle è stato un atto forte, di impatto come lo fu la pulizia della villa comunale Giovanni Paolo II svolta (il 9 giugno 2013) dai volontari de Le Aquile con una delegazione di residenti (e molti altri preferirono trascorrere serenamente, beatamente altrove quella mattina). Un modo per spronare la collettività a tutelare, tenere pulita la città in cui tutti noi viviamo. Spesso ho sottolineato le mancanze della ditta preposta alla raccolta dei rifiuti, ma è anche vero che parte della gente fatica ad allinearsi alle regole della differenziata. Per mancanza di tempo, di voglia, per poca sensibilità sono ancora numerosi coloro che depositano la “monnezza” ovunque ed a tutti gli orari. Lo dimostrano le troppe discariche ritrovate in più punti del paese (al centro come in periferia). Molti conferiscono sperando che altri prelevino, ma questo vale se tutto è svolto nel rispetto delle norme, non nell’anarchia. Per tanto costoro devono vergognarsi dei propri comportamenti e cambiarli. La svolta deve essere veloce, netta. I luoghi pubblici sono di tutti e tutti devono tutelarli, rispettarli, salvaguardarli. Non penso che nelle proprie abitazioni (appartamenti o ville) vivano in queste pessime condizioni.

 

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