Quarto, rinviata l’elezione del presidente del consiglio comunale

Un consiglio comunale tecnico, lento, particolare. La prima seduta è vissuta tra qualche incertezza, empasse dovuto al cattivo funzionamento di diversi microfoni che ha reso complicato ascoltare gli interventi (anche e soprattutto ai numerosi cittadini giunti nell’aula Impastato per seguire i lavori nonostante l’ora mattutina). Non sono mancate le frecciate, le polemiche. In apertura il consigliere Gabriele Di Criscio ha annunciato che è stato asserito che lui non aveva pagato alcune multe risalenti al 2005, ma lo ha fatto nel 2009 (entro i termini previsti). Tale cifra è ancora nel residuo attivo del bilancio e non è stata contabilizzata. L’assessore al ramo Umberto Masullo ha chiarito che si sta occupando di queste voci del documento ufficiale ed ha invitato a giudicarlo per il suo operato e non per le modalità con cui è stato scelto.

Poco dopo un nuovo colpo di scena. Sempre il dottor Di Criscio ha mostrato un volantino anonimo che ha trovato nella sala. I consiglieri Biondi, Rossi e Santoro hanno chiesto che fosse reso pubblico il contenuto del foglio, anche per rispetto della gente, ma il facente funzioni di presidente del consiglio Giovanni De Robbio ha replicato che sarà all’ordine del giorno del prossimo civico consesso perché saranno effettuati i dovuti accertamenti. Il consigliere Giovanni Lo Sardo ha fatto notare come fosse disponibile una sola copia del volantino e, questo, ne riduce molto l’attendibilità. “C’è ancora la mania di inquinare il paese – sottolinea Giovanni SantoroRicordo il manifesto anonimo con le manette, quello successivo con le accuse contro di me, Capuozzo e Di Criscio. Su quest’ultimo era annunciato l’invio alla locale Tenenza dei Carabinieri che non lo ha mai ricevuto. Ora questo testo che deve essere messo agli atti”. “Noi siamo persone serie, non politici inadeguati come è stato sostenuto nelle interviste rilasciate a “Napoli Canale 21” ed a “Il Mattino” dall’attuale sindaco – attacca Di Criscio – Ricordo che è stato detto che la parte sana della popolazione ha votato lei e che io ho fatto una cattiva gestione, creando un buco nel bilancio. Chiederò, con una mozione, il varo di una commissione di inchiesta sui miei 14 mesi di governo, una verifica del mio operato. Se non emergerà nulla di negativo, sbagliato l’attuale primo cittadino dovrà dimettersi”. Non specificate le motivazioni di tale eventuale “abbandono”. Non si preannunciano settimane tranquille per la neo fascia tricolore che deve registrare la mancata elezione del presidente del consiglio. Era tra i punti da trattare ed è stato esposto, ma non è stato deliberato nulla perché il consigliere pentastellato Alessandro Nicolais ha chiesto il rinvio della votazione per un approfondimento politico sulle candidature. La proposta è stata accolta favorevolmente da 15 eletti (2 gli astenuti, 7 i contrari). Si dovranno attendere circa 10 giorni per conoscere il titolare definitivo di questo ruolo. Pare che siano due i nomi proposti e depositati. Giovanni Santoro li ha voluti leggere e, poi, ha chiarito che “non avendo i numeri” lui “non ne ha presentato alcuno” depennando, quindi, due ipotesi (sui 24 possibili). Chi saranno i “papabili”? Sarà questo il tema caldo dei prossimi giorni. Qualcuno rumoreggia di prime crepe interne alla maggioranza. Voci tutte da verificare. Certo l’atmosfera nel consiglio comunale non è idilliaca, c’è attenzione al regolamento, alla forma da ambo le parti con Di Criscio che ha puntualizzato alcuni aspetti delle procedure. “Per ogni votazione va detto chi è favorevole, chi è contrario e chi si astiene”. La trasparenza è anche questo ed il presidente del consiglio provvisorio ha accettato la precisazione ed ammesso la dimenticanza che non s’è ripetuto nell’elezione dei membri della commissione elettorale comunale (Lo Sardo, Perotti e Russolillo i titolari, con Fontana, Aprile e Santoro Giovanni riserve).

 

 





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