Paparone presidente, Rossi lascia l’aula

Lorenzo Paparone è il nuovo Presidente del Consiglio comunale di Quarto. E’ stato eletto con 16 voti favorevoli, 7 contrari, una scheda bianca. “Dopo anni di continui commissariamenti e di giunte veloci sono sicuro che insieme riusciremo a rappresentare al meglio l’istituzione ed operare per la rinascita del paese – commenta a caldo – In quest’aula tornerà la buona politica, renderemo il lavoro trasparente, operando una scelta di sobrietà morale ed intellettuale. La campagna elettorale è finita, alle spalle ed io mi impegnerò affinché la mia funzione sia di garanzia per tutti, a favorire il dialogo istituzionale”. Un incarico prestigioso, ma duro, complicato in un’assise dove ci sono diverse correnti con idee, mentalità differenti che sono emerse chiare, forti in queste prime due sedute dove c’è stata molta attenzione alle regole, al loro rispetto, alla salvaguardia di quella legalità che, da più parti è stata sbandierata, prima dell’apertura delle urne (il 31 maggio ed il 14 giugno scorso). Un vessillo che deve continuare a sventolare perché la “ricostruzione” del territorio e la riqualificazione morale è fondamentale e passa da questo valore. La discussione, il confronto sono il sale della democrazia, l’auspicio è che siano sempre realmente costruttivi e non ostruzionistici perché ci sono tanti problemi che attendono risposte. Con la sessione odierna ci sono gli organismi per affrontarli e questi devono essere i temi dei futuri consigli comunali. Oggi il punto delle elezione del presidente è stato molto dibattuto con il consigliere Luigi Rossi che ha abbandonato la sala in profondo disaccordo con quanto stava accadendo. “C’è stata un’irregolarità formale nella presentazione della candidatura di Paparone. Non sono stati concessi ai consiglieri i 5 giorni previsti per valutare la proposta che, il 20, è stata protocollata presso l’apposito ufficio che non è un di più. E’ una questione di rispetto delle regole che valgono per tutti. Ne vale la credibilità del consiglio verso la gente”. “L’ufficio protocollo da validità agli atti – aggiunge il consigliere Gabriele Di CriscioIl segretario comunale può fare anche un protocollo privato. Manca la rinuncia formale del consigliere De Robbio cui suggerisco di scriverla e depositarla ora così da avere una votazione che non sia assolutamente impugnabile da alcuno”. “C’è un problema etico e politico – rilancia il consigliere Giovanni SantoroCi sono consiglieri che hanno sottoscritto due candidature”. Con grande pacatezza, precisione il neo segretario generale del Comune ha spiegato che “tutta la procedura è stata avviata prima del suo insediamento” e non essendoci alcun “problema giuridico, ma solo politico” ha rimesso all’assise “la decisione di votare o meno”. S’è svolta ad una votazione sulla volontà o meno di procedere all’elezione del presidente del consiglio: 1 astenuto, 15 favorevoli e 9 contrari. “Questa è una maggioranza assoluta che non vuole il bene del paese. E’ stata persa un’occasione di democrazia, di condivisione” l’accusa di Luigi Rossi prima di abbandonare definitivamente la seduta.

 

 





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