Josi Della Ragione e la democrazia partecipativa

Torniamo a Bacoli stavolta per ascoltare le parole di uno fra i più giovani (28 anni) sindaci di Italia, Josi Gerardo Della Ragione. Non si è mai arreso per il cambiamento della sua amata città neanche a fronte di atti intimidatori subiti negli anni passati. Si può essere più o meno favorevoli agli atti varati dalla sua giunta, ma è incontestabile l’amore per il suo territorio che esprime nel suo costante e continuo lavoro prima come attivista di Freebacoli e consigliere comunale di opposizione, oggi come Sindaco. Un amore che traspare anche dai suoi occhi mentre parla dei tesori finora poco valorizzati del territorio. Le sue parole ti convincono che tutto è realizzabile ed i fatti te lo dimostrano. Ha fatto in modo di risvegliare il dibattito politico nel suo paese, a favore o contro. Alla sua proclamazione un plebiscito, una vera e propria rivoluzione democratica, anche attraverso i nuovo messi di comunicazione. Attento e vicino negli anni passati alle lotte soprattutto ambientali dei paesi limitrofi. Con lui abbiamo affrontato questi iniziali mesi di governo.

Come sono stati questi primi mesi di governo? Quali difficoltà avete riscontrato? “Sono stati complicati. La difficoltà maggiore è stata nell’adattare il ritmo della volontà, della voglia di fare ai tempi della burocrazia. Bisogna entrare in questi meccanismi per comprenderli, ma non bisogna farsi assorbire da questi, altrimenti si cade negli errori del passato. Noi vogliamo entrare nell’ingranaggio per accelerarlo. Per farlo abbiamo dobbiamo riorganizzare la macchina comunale sia dal punto di vista amministrativo che democratico, per l’ascolto della cittadinanza. Abbiamo già ridotto da 17 a 9 i settori e puntato ad avere meno sergenti e più soldati per dare un servizio migliore alla cittadinanza. Presto ci saranno i primi atti utili anche per risanare il bilancio: il prepensionamento di 50 dipendenti ci permetterà un risparmio di oltre un milione di euro all’anno. Una nota della corte dei conti ci avvertiva che il comune era vicino al predissesto ed entro 6 mesi dovevamo presentare un piano di recupero che stiamo strutturando. Parallelamente stiamo costruendo i comitati di quartiere per avere un ulteriore strumento di ascolto delle istanze popolari per migliorare questa città”.

In che modo state attuando la cosiddetta partecipazione dal basso promossa da voi nelle vostre battaglie da attivisti. Come pensate di incentivarla ulteriormente? “In primis ricordo che l’associazione freebacoli esiste ancora (con una nuova dirigenza) e collabora con noi, ma mantenendo lo status di realtà autonoma. Anche per permettere a tutti coloro che oggi non sono in amministrazione da un lato di aiutarci ad amministrare, dall’altro di essere un collante fra la macchina amministrativa e la cittadinanza . Come giunta stiamo utilizzando meglio gli strumenti moderni quali i social network tramite i quali informiamo la collettività e chiediamo pareri. Su facebook sono stati attivati anche dei gruppi di lavoro, affinché la cittadinanza sappia quali sono i processi che portano a un tipo di scelta. Finora le sedute del consiglio comunale si sono tenute anche a Torregaveta, al Fusaro e al centro: rendendolo itinerante stiamo portando l’istituzione tra la gente. Al Municipio, poi, i cittadini sono ricevuti e ascoltati. Personalmente ricevo tanti messaggi, su watsapp e facebook, e riesco a rispondere a tutticosì come fanno gli assessori ed i consiglieri comunali”.

Il PD vi ha criticato perché il consiglio comunale non è stato convocato per più di due mesi. “Tra luglio ed agosto si sono tenute tre consigli. Una è stata fondamentale perché abbiamo deciso per la liquidazione del centro ittico campano. Dopo ci siamo imbattuti nella specifica burocrazia ( nomina del notaio, stesura del piano di rilancio, ecc..) che ha richiesto del tempo. Abbiamo preferito concludere questo iter prima di convocare il consiglio comunale, anche perché non c’erano atti urgenti da discutere. Sicuramente i consigli comunali servono per comunicare quello che si fa ed in futuro ne terremo anche più di uno al mese, perché sono convinto che sia giusto discutere e attivare i processi democratici che permettono, anche alle minoranze, di portare le proprie istanze e di ascoltare la loro opinione. Alle prime sedute hanno assistito 100/150 persone: un dato meraviglioso ed una dimostrazione che i social network non confinano i cittadini alla poltrona ma li stimolano a partecipare”.

Tornando alla liquidazione del centro ittico campano, può darci dettagli? “L’atto di liquidazione è stato firmato anche dinanzi ad un notaio. Come capita sempre in questi casi, il primo presidente temporaneo è quello passato, ma le linee guida della gestione sono date da noi. Abbiamo pensato di dividerlo in più realtà. I beni culturali e archeologici (casina vanvitelliana, parco vanvitelliano, sala ostrichina, gli “stalloni”) affidati ad un gruppo (fondazione o similare sempre di matrice pubblica comunale). I beni di pregio (parco della quarantena, le cinque lenze) che non sono assolutamente valorizzati, ma rappresentano il polmone verde ed economico di Bacoli ,saranno acquisiti dal Comune a compensazione del credito vantato (oltre un milione di euro di ici ed imu). Per i beni dati in concessione (purtroppo per l’ 80/90 % abusivi, in area sic di interesse comunitario) si farà in modo di far pagare chi non lo fa. Inoltre metteremo a bando quelli che non sono stati dati in concessione. Stessa sorte per quelli che sono occupati abusivamente. Per il lungo lago si punta alla valorizzazione paesaggistica ma anche e soprattutto sul lavoro con la presenza di chioschi, parchi giochi”.

Abbiamo letto di alcune critiche per la chiusura di dialogo e assenza di presenze del comune Quartese, ma il 31 avete partecipato ad un assemblea a Quarto sul tema dell’acqua convocata dal comitato acqua e territorio, dove erano presenti ovviamente le istituzioni locali del m5stelle. Sono migliorati i rapporti in vista di un obiettivo comune? “Sul tema dell’acqua pubblica il rapporto non si è mai incrinato, ma in generale non lo è mai stato. Riteniamo che per perseguire il bene comune e la valorizzazione del territorio tutti andiamo nella stessa direzione, ma seguendo strade tangenti o parallele. Con Quarto stiamo percorrendo le seconde, mentre con Monte di Procida e Procida le prime, ragioniamo in osmosi siamo una realtà di 50.000 mila abitanti, con tre sindaci, ma un unico popolo. In ogni caso da parte nostra non c’è ostilità verso alcuna amministrazione soltanto che dinanzi ad iniziative che riteniamo essere flegree invitiamo tutti ed ognuno è libero di partecipare. Per noi qualunque sia il colore comunque ci sarà dialogo. Ritengo che, in questa particolare fase storica, tra civiche, PD, M5S veramente l’area flegrea possa avere un obiettivo comune. Oggi ha una base di partenza che è simile e bisognerebbe valorizzarla e tutti dovrebbero comprenderla: i comuni più grandi dovrebbero essere i capofila e se non lo fanno, lo facciamo noi”.

Come mai non avete siglato l’accordo sui piccoli impianti geotermici nel vertice tenutosi a Quarto. Sappiamo che lei è molto sensibile al tema ambiente? “Quel giorno non potevo esserci e così ho firmato l’accordo nell’incontro successivo tenutosi a Monte di Procida. Ho firmato anche l’accordo sulla bonifica del litorale per cercare di far si che i fondi che vengono spesi per il depuratore di Cuma e per eseguire effettivamente per la bonifica” .

Abbiamo notato la vostra vicinanza al clero locale e la visita in vaticano. In un momento così particolare, con l’istituzione anche a Napoli del registro per le coppie di fatto, non crede che laicità sia un valore necessario per le istituzioni? E se lo crede , non pensa che così facendo , vi sia una commistione fra i due poteri? “Anche noi crediamo nell’istituzionalizzare le coppie di fatto. E’ un obiettivo di assoluta civiltà. Oggi in Italia ed a Bacoli le persone sono fortemente legate ai valori cristiani–cattolici. Sul nostro territorio ci sono tante parrocchie in alcune zone e rappresentano l’unico luogo sano di aggregazione. In qualità di sindaco è un dovere, ma soprattutto, un piacere relazionarmi con loro, poi da lì porteremo loro nei cinema che non ci sono, nei teatri che non ci sono , nei parchi giochi pubblici che non ci sono, nelle ville comunali che se ci sono o sono abbandonate o chiuse. Ci sarà un processo graduale che farà si che quel concetto di parrocchia oggi inteso solo in termini cattolici possa diventare una sorta di parrocchia civile. La visita in Vaticano mi è stata proposta da don Giovanni (Chiesa di San Gioacchino). Incontrare Papa Francesco è stato meraviglioso per la città di Bacoli e per i 170 concittadini. Tutti hanno voluto vivere una giornata di spensieratezza, divertimenti, allegria come poche altre vissute a Bacoli. Ribadisco che i valori diffusi dalla chiesa sono sani, positivi ed un quid aggiunto da cui partiremo. Si può fare qualsiasi tipo di rivoluzione ma anche Marx sosteneva che bisognava comunque basarsi su un dato di realtà: analizzandola, la conoscendola, vivendola e l’obiettivo finale non è quello di imporre il proprio metodo ma di raggiungere insieme lo stesso scopo. Credo molto nella laicità dello Stato, ma questo non significa che non si possa comunicare con tutte le comunità religiose. Stiamo cercando una sede anche per quella evangelica”.

Quali sono i prossimi progetti sui quali siete concentrati? “Premetto che governiamo, effettivamente, da circa 5 mesi e subito abbiamo dovuto affrontare i problemi derivanti dal turismo e, quindi, l’assenza di un piano spiagge e di quello per la viabilità. Superata questa fase di quasi emergenza, possiamo programmare altri punti del nostro programma che, ricordo, deve essere attuato in 5 anni. Alcuni (tipo le auto blu) possono essere concretizzati velocemente, altri richiedono più tempo. Ascolto e comprendo le riflessioni di tutti, ma oggi già abbiamo una Bacoli che si sta risvegliando, che crede nel proprio territorio, nell’attuazione di alcun cose che sembravano difficili, forse impossibili. Lavoreremo ancora per attuare tutto il programma con la massima partecipazione dei cittadini. Parallelamente vogliamo esportare la rivoluzione democratica bacolese. Tutte le realtà che, negli anni scorsi, che abbiamo conosciuto associative e di attivisti che si sono impegnate in battaglie sul territorio hanno il dovere morale di provare a prendersi le chiavi della città. In un’area geografica con un forte radicamento di voto clientelare, partendo da zero Free Bacoli è riuscito a vincere le elezioni, quindi è possibile ovunque. Bisogna smetterla di dire che tanto non cambia niente, i cittadini non vogliono cambiare laddove non riescono a percepire una realtà realmente differente. Ritorno all’assunto di Marx , noi possiamo avere tutte le migliori idee del mondo ma dobbiamo anche essere in grado di comunicarle: il cambiamento non deve essere imposto ma consigliato. Ogni gruppo si mobiliti e utilizzi strumenti comunicativi idonei a farsi comprendere dai cittadini . E’ finito il tempo dell’attivismo part time. Sono fortemente convinto che possiamo creare una rete di comuni virtuosi e di democrazie dal basso che può essere una palestra politica importante per il sud e per l’intera Italia”.





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