DOMENICO MAZZELLA BIS

Mazzella: “Essere così giovani è un vantaggio”

ESCLUSIVA RM. E’ inutile negarlo l’entusiasmo ti travolge quando si entra nel piccolo comune di Bacoli, il voler essere titubanti per la loro giovane età cede dinanzi alle loro idee chiare. Sicuramente l’aver già dimostrato, con le varie ordinanze e con l’ultimo consiglio comunale, che le promesse della campagna elettorale stanno diventando concrete realtà, se le scelte sono giuste ce lo dirà il tempo. La forte umiltà che trovi negli occhi dei tuoi interlocutori ti ricorda e ti ricordano che chi siede su quelle poltrone, come loro più volte hanno sottolineato, è un onore e non un privilegio, che loro sono al servizio della cittadinanza. Pensiero non scontato in un momento storico dove la politica, soprattutto nazionale, ci ha convinto che il nostro diritto a un’amministrazione protesa al bene comune sia una gentile concessione. Domenico Mazzella è uno fra i più giovani Presidenti del Consiglio Comunale d’Italia. Sperando che sia di esempio ai tanti giovani che si sono dimenticati che fare politica e cercare di comprendere, che è un diritto – dovere interessarsi alla cosa pubblica, e soprattutto non un limite alla propria crescita, ma anzi uno stimolo. Ci insegnano sicuramente che amare e conoscere il proprio territorio è un punto di partenza importante, essere radicati e conoscerne potenzialità e limiti per poi poter, una volta al governo, incidere concretamente e per il bene della popolazione .

Domenico qual è stato il tuo percorso politico? Come hai iniziato? E perché? “Ho iniziato a 18 anni e sono entrato in contatto con questa nuova realtà, fondata un anno prima da Josi Gerardo della Ragione (sindaco in carica ) e da altri due ragazzi, chiamata Freebacoli. Sono stato immediatamente coinvolto in questo progetto. All’inizio nacque come campagna di informazione. In seguito si è allargato a un numero di persone sempre maggiore e abbiamo iniziato a dargli una struttura più definita,avendo come riferimento Josi che al tempo era consigliere comunale, per noi  il “terminale” di tutti i nostri progetti: oltre la campagna di informazione abbiamo varato anche progetti di carattere culturale-associativo, ad esempio Monumentiamo che è arrivato a due edizioni e contiamo di fare anche la terza,  punta a far rivivere i nostri monumenti legandoli alla musica e all’enogastronomia locale. Cercando quindi di creare anche reddito attraverso la cultura. Il nostro programma di governo ha puntato soprattutto su tali punti. La nostra idea di economia del territorio parte dalle tante risorse mai sfruttate;  l’archeologia, che  è la nostra prima risorsa, è incastonata in un contesto naturale molto suggestivo che costituisce anche esso una risorsa,puntare sul turismo è un nostro obiettivo. Inoltre noi abbiamo curato i rapporti sia con le realtà locali, ma anche con quelle dei territori limitrofi come Quarto, Pozzuoli ed anche più lontano. Abbiamo cercato di portare il nostro messaggio all’interno del paese e poi all’esterno, affinchè poi ritornasse all’interno. Noi come associazione in questi anni abbiamo raccolto le forze della cittadinanza attiva, abbiamo riunito varie realtà associative e siamo quindi arrivati a questo enorme risultato. Almeno personalmente all’inizio non c’eravamo posti tale obiettivo, però poi ci si accorge che quando si propone un’alternativa,dopo ci si sente in obbligo di continuare e a proporre te stesso come alternativa. Parlano in numeri la cittadinanza questo l’ha capito e l’ha premiato”.

Voi siete riusciti ad avvicinare e coinvolgere realtà molto diverse fra loro e persone di varie generazioni . Come ci siete riusciti? “Noi abbiamo avvicinato tante persone giovani che non si erano mai interessate di politica e tanti che si erano allontanati dalla vita politica e civica del paese. Questa è stata la prima grande vittoria. Questo perché il nostro messaggio non ha colore politico, noi siamo sempre stati molto aperti, ed inoltre è stato oggettivo che noi miriamo al bene del paese, forse anche per  demerito delle amministrazioni degli ultimi vent’anni, alcuni cicli si esauriscono ed ora ne è iniziato un altro”.

Qual è secondo te il modo migliore per avvicinare i giovani alla politica ? “Il modo migliore è far vedere concretamente che i risultati arrivano. Dimostrando che la politica non è un contenitore vuoto, una serie di sedie vuote. Dimostrare che, in tempi relativamente brevi, i risultati arrivano e che la cosa che si realizza porta dei benefici diretti alla popolazione. Il comune è la prima istituzione con la quale si interfaccia la cittadinanza e i vantaggi  si devono vedere subito, dalla pulizia delle spiagge alla viabilità. Inoltre attraverso l’attività di informazione, sollevando problemi di interesse collettivo, le persone sono state mosse dalla curiosità e si sono attivate e avvicinate ancora di più. Il nostro obiettivo è quello di allargare al massimo la partecipazione anche attraverso il consiglio comunale che è il momento ultimo e di sintesi della vita amministrativa del paese. Per questo vogliamo trasmettere il consiglio comunale in streaming, cercare di farlo all’aperto per quanto possibile per i chiari limiti tecnici. La nostra idea è anche di fare il consiglio comunale partecipato dove i cittadini hanno diritto di parola al pari dei consiglieri ma non partecipando al voto così come è stato fatto in vari altri comuni di Italia. La voce del cittadino si deve sentire, al momento non è possibile dovendosi modificare statuto e regolamento e quindi da realizzarsi con i dovuti tempi”.

 

Quando hai presieduto il tuo primo consiglio comunale ,quali sono state le sensazioni provate ? “E’ stato molto emozionante. In questi anni abbiamo assistito a tante sedute, però non potevamo intervenire, abbiamo parlato a tanti microfoni ma mai ad uno istituzionale, tranne il sindaco che era consigliere comunale. Fare il primo intervento in consiglio comunale dal banco della presidenza, accanto al sindaco, è stata una grande emozione ed è sicuramente anche una grande responsabilità. Non è che io non ne senta il peso ma credo che una cosa ci voglia più tempo a dirla che a farla , ed ora noi stiamo facendo, non è neanche un mese che siamo stati proclamati ed abbiamo già fatto tre consigli e stiamo agendo. Il ruolo che rappresento è sicuramente complicato, anche delicato perché bisogna essere una sorta di “arbitro” e potrei trovarmi a dover riprendere quelli che sono stati i miei compagni di avventura, anche se ancora non è successo. Ma sono certo che loro non mi metteranno in difficoltà , saranno corretti, come lo sono stati finora. Quando sediamo la nostra età non conta, noi siamo rappresentanti delle istituzioni, e cerchiamo di farlo al meglio. Noi è vero siamo giovani, ma in questi anni abbiamo fatto una grande palestra; la nostra non è incoscienza è tutto pensato e ci siamo preparati per farlo”.

Quali possono essere i limiti o le potenzialità nel rappresentare un ruolo così importante alla tua giovane età? “Essere così giovani è un vantaggio e non un limite perché ho tanto tempo da donare, è un servizio per la città”.

Nei primi tre consigli comunali quali sono stati gli atteggiamenti verso di te, soprattutto da parte dei più esperti e da coloro che avevano già svolto tale ruolo in passato? “Venire comunque attaccati nell’agone politico fa parte del gioco. L’importante è non farsi trovare impreparati e seguire il regolamento. Finora si è trattato più di osservazioni che di attacchi veri e propri. Non penso che ci siano attacchi personali per la mia età, anzi credo che comunque ci sia rispetto reciproco. Io ci tengo a dirlo ho anche un consigliere fra i banchi dell’opposizione che mi stimola di più, ma non svelerò il nome”.

Come pensi di svolgere il tuo ruolo ? “Oltre il primo dove sono stato eletto, gli ultimi due sono stati convocati da me, in maniera repentina e con poco preavviso, seppur entro le regole. Infatti il nostro regolamento prevede che si possa convocarlo d’urgenza  24h prima, mentre per quello ordinario è previsto un preavviso di cinque giorni. Convocarlo d’urgenza non mi piace come modus operandi,perché anche se  abbiamo analizzato per bene i punti, ci dev’essere la giusta calma, a meno che non sia dovuto, ed in questi casi era assolutamente dovuto. Una cosa alla quale inoltre tengo molto è che dall’amministrazione precedente non è stata fatta, riguarda le commissioni consiliari che possono sembrare contenitori inutili, ma invece se usate bene servono a snellire il lavoro in consiglio. In commissione ci può essere un punto di incontro con le minoranze. Queste ultime rappresentano una parte della cittadinanza e portano delle istanze che possono essere condivisibili o meno, ma vanno ascoltate e ponderate nelle giuste sedi, come appunto le commissioni consiliari. Io in quanto presidente del consiglio posso darne impulso e coordinare i lavori”.

Come fai a conciliare la tua vita personale con un impegno politico così importante? “È sicuramente complesso: noi siamo operativi per 14 ore al giorno e lo facciamo con passione. Sicuramente questo non è tutto, ma una gran parte di soddisfazione lo traggo dall’attività politica. Noi anche nei 5 anni precedenti abbiamo svolto un attivismo politico quotidiano e quindi abbiamo imparato a gestire i nostri impegni politici e personali”.

In concomitanza della vostra elezione vi è stata quella del comune di Quarto. Cosa ne pensi del neoeletto consiglio? “Fa parte del grande vento di cambiamento nel territorio nell’aerea flegrea. Sicuramente il movimento 5 stelle è decisamente un segno di discontinuità. Spero che metta fine ai commissariamenti che si sono avuti in quel paese potendoci così interfacciare con una realtà politica. Noi abbiamo bisogno come area flegrea anche e soprattutto di Quarto”.

Come immagini e se immagini una rete con i comuni di Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli? “Tutte le idee che abbiamo inserito nel nostro programma elettorale erano tutte iscritte  nel biodistretto, la rete flegrea, quindi noi abbiamo bisogno di tutte le realtà vicine a prescindere del colore politico. Sono temi dove non ci può essere politica contrastante, ma una visione di insieme, di cui Bacoli ha assolutamente bisogno per poter rinascere insieme a tutto il territorio flegreo con Pozzuoli capofila,essendo anche la più grande. I campi flegrei è la base da cui dover ripartire”.

 

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