Santoro evidenzia alcuni aspetti

L’elezione del presidente del consiglio è la notizia politica saliente della giornata, ma in merito a questo punto il capogruppo di Uniti per Quarto Giovanni Santoro è intervenuto soffermandosi su questo ed altri aspetti. “Quest’elezione è frutto di una sorte di ragionamento fatto con il sindaco dopo il disastro di qualche mese fa – afferma – E’ un atto condiviso dal nostro gruppo, ma in virtù di alcune sottolineature fatte su alcune indicazioni programmatiche. Abbiamo cercato di evidenziare l’intento che ci poteva accomunare per il bene del paese. Noi votiamo per comporre tutte le realtà che ci devono essere per obbligo di legge, ma non ci sono i numeri di una volta”. Questa consiliatura è iniziata con i regolamentari 24 consiglieri, ma oggi dopo 9 mesi sono 17 e con equilibri diversi. “Siamo sempre disponibili a rimanere in quest’aula, ma non per lo sfizio di evitare le elezioni anticipate – precisa – Vogliamo pianificare alcuni problemi in modo che chi verrà dopo trovi la strada più spianata. Periodicamente dovremo esaminarci, fare autocritica. Nel momento in cui vedrò che il percorso non corrisponderà agli impegni assunti e che non siamo capaci di risolvere i problemi amministrativi, sarò il primo a dire che dobbiamo andare a casa. Finora abbiamo parlato di linee programmatiche, non delle modalità e dei criteri di gestione amministrativa. Possiamo anche non avere un assessore, ma in quel caso ci sarà una “giunta” parallela. I gruppi che sostengono il sindaco si riuniscano per arrivare in consiglio con una piena condivisione dei temi”. Così da evitare divergenze, magari voti negativi su determinati provvedimenti. Nel frattempo lui espone alcuni aspetti che ritiene importanti. “Come gruppo pretendo che tutte le consulte siano approvate da qui a 90 giorni per dare ai cittadini il potere assoluto di partecipare alle scelte della vita politica e amministrativa. Una volta che sarà completata la giunta, ci sarà un tempo per un primo esame. Se qualcosa non andrà dovrà essere detto e spiegare anche i motivi. Non dobbiamo essere legati alle poltrone. Se agiamo per amore della collettività questo è il principio distintivo del nostro mandato”. Parole chiare per delineare la rotta dei prossimi mesi. Ora tocca agli altri pronunciarsi, ma soprattutto trovare un’intesa. La matematica non è un’opinione. Le cifre sono precise e basta poco per lo scioglimento.





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