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Una mostra sul “vento sinistro che soffia sul pianeta rosa”

“Il vento sinistro che soffia sul pianeta rosa” è il titolo della mostra fotografica di Giusiana Maddaluno presentata, ieri, presso i saloni della Chiesa Gesù Divino Maestro. La 22enne ragazza, iscritta alla triennale di Ingegneria elettronica, ha proposto 8 scatti sul tema della violenza sulle donne. “Ho voluto rappresentare in istantanee un fenomeno tristemente diffuso, in un’epoca ritenuta avanzata e consapevole di alcuni comportamenti morali o presunti tali – spiega – Le donne non nascono per appartenere, nascono per essere. Finché l’uomo non imparerà il rispetto per gli altri e pretenderà solo il compimento di sé, sarà sempre la causa di enormi violenze”. Due le immagini che maggiormente colpiscono. “Nella prima c’è la donna ormai priva di fiducia in se stessa. Una donna che ha subìto il cosiddetto “sgretolamento dell’IO “. È un rompersi dell’anima e della sua dignità che lentamente viene persa. E mentre si dissolve, lei è lì aggrappata al ricordo di un uomo, che giurandole amore eterno le regalò un simbolo come promessa: una rosa rossa. Lei rimane assolutamente inerme, forse frenata dalla sua ingenuità, forse ingannata dal suo tenero amore”. L’artista è molto emozionata mentre racconta le sue opere. “Nella seconda invece, c’è il grido di quella donna, soffocato, arrestato, impossibile da ascoltare. Un grido sordo, che risuona struggente, che la accompagna nella ricerca dell’unica cosa che una donna e il popolo hanno in comune: la libertà!”. Un’esposizione possibile grazie alla cortese ospitalità di don Genny Guardascione. “Ringrazio lui e tutti coloro che hanno reso possibile questa mostra – sottolinea – Importante il contributo della splendida modella Giovanna Marrali, dei miei genitori, del mio ragazzo, Vincenzo De Stasio, dei Giovani Democratici e di tutti coloro che mi hanno sostenuta con la loro presenza”. Una vicinanza che rafforza la volontà di proseguire in questo percorso iniziato tanti anni fa. L’amore per questa “arte” è nato vedendo il padre immortalare, tramite scatti, molti istanti della vita familiare. È in quei momenti che Giusiana ha colto la “magia” della macchina fotografica. “Piano piano – racconta – dallo scatto tradizionale, ho cercato di acquistare sempre più la padronanza delle nuove tecniche di postproduzione e arte digitale. Ormai la fotografia non osta il raggiungimento dei miei obiettivi accademici, credo, infatti, che ci sia sempre spazio per far ciò che piace. La fotografia è il mezzo attraverso il quale riesco ad esprimermi al meglio. L’elemento visivo permette di condividere tutto ciò che la limitata facoltà delle parole è in grado di fare”.

 

 





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