FOTO 2

A scuola di fotografia da Enzo e Nicola Buono

A Pozzuoli, il 4 e 5 giugno, una mostra concluderà il corso di fotografia del progetto Garanzia Giovani. Il corso di formazione, iniziato a metà marzo, si è tenuto presso la sede di Micro Hub Flegreo, gestito da “Progetto Uomo onlus”. L’esposizione si terrà in piazza della Repubblica, nella Cassa Armonica; ad organizzarla i quindici ragazzi del corso insieme ai loro maestri, Enzo e Nicola Buono.
Durante questi mesi gli aspiranti fotografi hanno seguito diverse lezioni di teoria e pratica, per passare poi alla post-produzione. Per i docenti, padre e figlio, parlano i loro lavori e le numerose esperienze fatte in molti anni di carriera. Enzo, fotoreporter professionista, inizia a scattare immagini da autodidatta fin da ragazzino, negli anni 70 , quando c’erano ancora rullino e camera oscura. Dopo i primi esperimenti con gli amici, inizia a lavorare nel mondo della musica, riuscendo ad immortalare i più grandi di sempre: Bruce Springsteen, Mick Jagger, Tina Turner, i Pink Floyd e molti altri. Ma le soddisfazioni arrivano anche dallo sport, perché, come freelance, segue sia il primo sia il secondo scudetto del Napoli di Maradona. Collabora per “Il Mattino” e per “La Repubblica” occupandosi anche di cronaca e pubblica due libri fotografici, uno su Sofia Loren e l’altro su Paul McCartney. Appassionato di viaggi, scatta foto nei posti più diversi e lontani; il suo ultimo fotoreportage, nel 2015, lo porta in Palestina.
Nicola, nonostante la giovane età, appena 28 anni, non è da meno. Fin da piccolo respira il mestiere paterno e ne apprende tutti i segreti, ma non è convinto di voler fare il fotografo fino a 5 anni fa, quando decide di dedicarsi anima e corpo a questo lavoro e fa centro. Nel suo curriculum, infatti, può già vantare il titolo di direttore della fotografia del cortometraggio, in concorso ai David di Donatello 2015-2016, “Il ballo dei pomodori”. Fotografo di eventi, moda e pubblicità e non solo, perché la sua ricerca si spinge oltre il semplice lavoro, attraverso viaggi e sperimentazioni di ogni tipo. “Mi piace stupire chi guarda l’immagine – rivela – al mio “spettatore” ipotetico voglio mostrare qualcosa che non ha mai visto prima”. Nonostante la predilezione per le geometrie e per la perfezione delle linee, è interessato anche ai volti e alle persone.
Ai ragazzi (di età compresa tra i 18 e i 29 anni), questi due grandi maestri, hanno trasmesso tutta la loro esperienza, cercando di svelare i trucchi del mestiere, partendo dall’abc della macchina fotografia: tempo, diaframma e iso. Diverse le lezioni su come fare una buona inquadratura, su chi e cosa scegliere di fotografare e perché; sulla luce, come gestirla e valorizzarla. Il corso, diviso in più fasi, ognuna caratterizzata da una sezione della fotografia (paesaggi, ritratti, foto macro, reportage, foto in studio con flash e pannelli), è passato, dopo poche lezioni, dalla teoria alla pratica. Così sono seguite le varie esterne in strada per sperimentare sul campo le cose apprese in classe. Questi i luoghi visitati e fotografati: anfiteatro Flavio, mercato ittico, lungomare e porto di Pozzuoli, Darsena, monte Gauro, e Napoli centro, da Montesanto a piazzetta Nilo, passando per piazza del Gesù. Un’altra fase molto importante del corso ha riguardato la post-produzione, ovvero l’utilizzo dei programmi per modificare le foto, come Photoshop e Lightroom.
Un percorso didattico fatto anche di tanti momenti di divertimento, scoperta e crescita umana. I ragazzi si sono positivamente influenzati a vicenda, ognuno portatore di una propria sensibilità e creatività e per alcuni quest’esperienza rappresenta solo l’inizio di un percorso per fare della fotografia un lavoro. Ne è un esempio Gessica che dice di amare da sempre quest’arte e che ora, finalmente, ne ha appreso la tecnica, ed è sicura che continuerà a coltivare questa sua passione. Anche Jennifer è convinta di voler continuare con la fotografia: “Ringrazio Nicola e Enzo per il tempo che ci hanno dedicato e perché, fin da subito, mi sono sentita a mio agio. Non ero mai stata a contatto con persone che avevano la mia stessa passione ed è una cosa fantastica”. La fotografia ha unito i ragazzi con un filo invisibile ma forte: tutti diversi, ognuno con la propria esperienza di vita, si sono trovati legati l’uno all’altro dalla condivisione. E, infatti, Nicola lo ha ribadito più volte durante il corso: «La fotografia è condivisione».
Infine, il fotografo altro non è che un cantastorie, uno che ha davanti la realtà con il potere, però, di cambiarla e farla vedere in modo diverso. Di una persona ti rivela pensieri, sentimenti e turbamenti più reconditi; di un animale ne cattura l’anima, il luccichio negli occhi; di un oggetto la vita che si porta dietro perché legato ad un essere umano a cui appartiene o è appartenuto. Il fotografo solo non lo è mai, in qualunque posto del mondo si trovi ha la sua macchina fotografica con cui guardare le cose per restituircele, sicuramente, migliori.
ASSUNTA LUTRICUSO

LA FOTO INSERITA E’ DI NICOLA BUONO

 

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.

 





Commenti