Quarto, l’amministrazione risponde ai dipendenti

La giornata politica di Quarto è stata caratterizzata dallo stato di agitazione dei dipendenti comunali che hanno scoperto che, nel bilancio di previsione, non compare più la quota riservata al loro ticket per il pasto. Ad annunciare il clima di poca serenità lo striscione affisso, in mattinata, vicino l’ingresso del Municipio, ma soprattutto la loro presenza nell’aula Impastato in occasione del civico consesso. “Vogliamo il bene della città, ma anche la tutela dei nostri diritti – afferma un esponente delle maestranze – Tanti non ci sono riconosciuti ed ora cancellano anche quest’entrata, ma non eliminano le altre spese non così necessarie che ci sono. Noi non abbiamo voci accessorie ed indennità e se in un ente sotto organico i capisettori raggiungono gli obiettivi è anche grazie a noi. Siamo amareggiati per la poca considerazione nei nostri confronti che è ribadita con quest’atto. Ricordiamo che il comune è sull’orlo del dissesto e se ci sarà il fallimento il rischio maggiore è per noi”. Uomini e donne che hanno ricevuto la solidarietà del consigliere di minoranza Antonio Brescia. “Sono persone che lavorano non guardando l’orologio. Non dobbiamo penalizzarli, anzi premiarli e garantire i loro diritti. Per tenere in equilibrio il bilancio dobbiamo tagliare altre voci”. Dopo questa frase lui e la collega Russolillo hanno lasciato la seduta (così come aveva fatto in precedenza Alborino) facendo mancare il numero legale. Circostanza evidenziata dal presidente della commissione finanze Vincenzo Di Pinto. “Sono andati via dopo essere stati applauditi dai dipendenti che hanno battuto le mani alle persone sbagliate”. La loro assenza non ha permesso di verbalizzare i successivi interventi che, per correttezza ed onestà intellettuale, riportiamo. Rilevanti le parole dell’assessore al personale Donatella Alessi. “Abbiamo avuto un incontro con i rappresentanti sindacali ai quali abbiamo chiarito che è intenzione dell’amministrazione ripristinare i ticket nella misura che sarà confacente anche alle esigenze ed ai servizi che vogliamo erogare alla cittadinanza. Abbiamo chiarito che la corresponsione dei ticket non va considerata come una forma di retribuzione accessoria e che ci stiamo impegnando per introdurre dei meccanismi per incentivare i dipendenti sotto il profilo della produttività”. Un aspetto sul quale s’è soffermato anche il sindaco Rosa Capuozzo ril cui intervento è stato chiesto dai dipendenti. “Vogliamo recuperare gran parte dei ticket, ma soprattutto introdurre un’ottica diversa – sostiene – La meritocrazia è un concetto che manca nella pubblica amministrazione. Intendiamo migliorare la funzionalità degli uffici per soddisfare le esigenze dei residenti che, lavorando, la mattina non possono recarsi in Municipio. Vogliamo incontrare le maestranze per discutere di quest’idea ed iniziare un percorso diverso”. “Ho evidenziato al primo cittadino la necessità di mettere in discussione la pianta organica dell’ente, rivedere i ruoli, le funzioni, gli orari e le turnazioni – rilancia il capogruppo di Uniti per Quarto Giovanni Santoro Parallelamente dobbiamo trovare le risorse per ripristinare i ticket. Penso che si poteva tagliare poco in altri ambiti e mantenerli. La spesa globale del comune deve essere contenuta, ma in maniera equilibrata”. Il consigliere ha ricordato che, in cassa, sono rimasti i fondi non corrisposti ai 7 colleghi dimissionari (ovviamente dopo l’addio) e quelli per le 3 cariche assessorili che sono state vacanti per qualche mese. Non basta e per questo sono state modificate alcune voci. “Nel caso dei dipendenti non si tratta di cifre elevatissime (63000 euro complessive) – dice il capogruppo di Insieme per Quarto Gabriele Di CriscioAbbiamo tagliato anche 122000 euro al trasporto urbano, 26000 allo staff, 50000 di spese varie e 39000 per i pulmini per i diversamente abili”. Dopo questa cifra la platea è vocalmente insorta costringendo il presidente ad interrompere temporaneamente la sessione. Dopo circa mezzora non essendoci più il numero legale si è proceduto come fosse un’assemblea pubblica.

 





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