Della Ragione: “Un atto scellerato contro il popolo”

C’era chi era scettico, chi ci credeva, chi invece aveva pronosticato la caduta di Josi Gerardo Della Ragione ammettendo che a due anni di mandato non sarebbe arrivato. Le considerazioni erano tante verso questo giovane Sindaco che aveva dato  molte speranze ai bacolesi. Il programma che fu presentato tredici mesi fa era interessante e forse , poteva veramente essere uno spiraglio di luce ma come dice il detto: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e con molta probabilità questa nuova giunta in fase di lavorazione aveva fatto qualche conto sbagliato, tanto che alla fine si è creato un disaccordo anche tra loro. A Maggio succede lo scompiglio: cinque consiglieri della maggioranza (Dario Perreca, Valentina De Cicco, Alessandro Radice, Antonio Carannante e Alessandro Capuano) si dichiarano indipendenti formando un gruppo a parte chiamato Bacoli Libera. Le motivazioni del distacco sono varie ma le più influenti riguardano l’ assenza di comunicazione con il Sindaco, i metodi adoperati e il non seguire più il programma stipulato in campagna elettorale. Da questo momento la tensione cresce e tutto si rimette in discussione fino al 4 Luglio, giorno in cui i cinque “dissidenti” e i quattro del centro destra presentano le dimissione alla segreteria comunale del municipio dando cosi la sfiducia al Sindaco e mettendo la parola fine alla sua avventura come primo cittadino. Al  termine del corteo tenutosi lunedì pomeriggio, organizzato da alcuni sostenitori del sindaco, Della Ragione ha detto: “Vi ringrazio per questa solidarietà dovuto ad un atto scellerato fatto contro il popolo, avevamo detto a chi faceva il doppio gioco di presentarsi d’ avanti ai cittadini per avere il coraggio di dire che questo Sindaco non lo volevano. A chi pensava che presentando un documento di prima mattina senza neanche farlo di prima persona  e credeva di far del bene è stato soltanto chiamato traditore dal popolo”. Nel suo discorso, ammette di avere avute divergenze con i dissidenti perchè lui non sarebbe sceso a compromessi  con nessuno: “In questi ultimi giorni mi sono chiesto cosa stavo sbagliando  e se dovevo piegarmi a qualche ricatto. Non ci sono riuscito e non l’ ho fatto“.  Le sue parole sono state forti verso i cinque ribelli, ha messo addirittura in discussione  la loro forza politica: “Sono venuti in Municipio a dire che rappresentano il popolo ma con quattro voti che hanno cosa devono rappresentare?”.  Dario Perreca, capogruppo di Bacoli Libera ha militato e protestato insieme a Josi Della Ragione con Free Bacoli, tante sono state le loro lotte ed i loro successi. Ora bisognerà vedere come eventualmente cambiano gli equilibri nell’associazione dopo questa rottura avvenuta per diversi motivi (assolutamente non trascurabile la gestione futura del Centro Ittico Campano). Sulla sua pagina facebook Valentina De Cicco ha scritto“Nessuna alleanza è stata fatta, ma siamo stati un pò machiavellici nelle azioni, in fondo dobbiamo ammettere che la scuola era quella – aggiunge – Non ho ricevuto  nessun piacere , nulla in cambio dalla destra  e tanto meno mi potrei candidare tra le sue file. Bacoli ha bisogno di molto di più di una politica fatta di slogan, di populismo, di tifo da stadio, insulti e illazioni. Invito tutti i partiti  a riflettere, i cittadini a istruirsi e a non credere a slogan precostituiti, ma a ragionare”. Nello Savoia, consigliere d’ opposizione scrive, invece sul suo profilo Facebook: “La sua politica fatta di teatrini,  narcisismi e bolle di sapone non poteva reggere. Il suo lavoro, in questi 12 mesi, é stato di costante propaganda virtuale, mediatica e irreale, intento esclusivamente alla costruzione del suo personaggio, perdendo di vista la realtà e lo scopo per il quale era stato eletto, distruggendo totalmente l’idea di gruppo e di coesione, fondamentali per una sana amministrazione – continua – chi ha tradito i cittadini, usandoli e illudendoli, è proprio lui. Aveva promesso di seguire alla lettera il programma elettorale, ma ha fatto l’esatto contrario di quanto diceva, tradendo chi si è impegnato per lui, perché credeva nella promessa di un cambiamento.  La bugia è ciò che lo ha identificato, e ciò si evince anche da tutti i meriti che ha tentato di appropriarsi, indistintamente, provenienti da terzi”.





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