IMPERATORE 33

Quando la fotografia racconta una storia

Henri Cartier-Bresson, uno dei più grandi fotografi di sempre, inventore del foto-giornalismo, ha detto: “Scattare fotografie vuol dire trattenere il fiato quando tutte le facoltà convergono sul volto della realtà sfuggente. È in quell’istante che padroneggiare un’immagine diviene una gioia fisica e intellettuale”. Un attimo in cui l’occhio del fotografo vede un pezzo di realtà e la trasforma in immagine, a volte in arte. Questo è quello che cerca di realizzare, con tutte le sue forze e il suo talento, un giovanissimo fotografo; così giovane che sembra incredibile che alla sua età abbia già iniziato una personale ricerca artistica della fotografia.
Parliamo di Marco Imperatore, 21 anni. Frequenta l’ultimo anno del corso di Graphic Design all’Accademia di Belle Arti di Napoli e, contemporaneamente, segue un Master di livello avanzato per aggiornarsi e comprendere al meglio la suite Adobe (programmi come Photoshop, illustretor e simili). Ciò che più lo appassiona sono i volti umani e catturare le emozioni della gente è il suo obiettivo primario. Quando è stato a New York, in uno dei suoi viaggi di ricerca, ha fotografato una serie di persone in metropolitana: visi stanchi, assonnati, meravigliati, attenti, annoiati, immersi nella lettura. Attraverso lo sguardo di Marco scopriamo un microcosmo, quello della metro newyorkese, vivo, anzi vivissimo, fatto di tante piccole storie. Ogni individuo racconta qualcosa, che poi è il miracolo della fotografia, quello di riferire tutto il possibile in uno solo scatto.
Lo abbiamo intervistato.

Quando hai iniziato ad appassionarti alla fotografia e come mai?
Mi accompagna sin da quando ero piccolo e scattavo fotografie, insieme a mia madre, con la sua macchina a rullino. All’età di 14 anni ho iniziato a scattare qualsiasi cosa, persona, mi piaceva l’idea di immortalare qualcosa e portarmela con me per sempre. Crescendo ho, poi, intrapreso, strade diverse, facendo in modo che questa rimanesse soltanto una passione. Ma questa è stata solo una fase passeggera, perché poi ho capito che la fotografia era la cosa che più mi faceva stare bene, mi faceva sorridere come niente al mondo, e ho deciso che l’avrei fatta diventare il mio lavoro”.

Che cosa significa per te fotografare? E che tipo di foto fai?»
Scattare significa rendere visibile quello che ho nella mente, dare vita a quello che penso e mostrarlo agli altri. Mi occupo di fotografia di moda, mi piace l’idea di dover valorizzare gli abiti e di operare con un team: truccatori, stylist, set designer ecc. Nel lavoro di gruppo, unendo cervelli creativi, si può realizzare davvero qualcosa di speciale.

Il viaggio e la fotografia sono un connubio perfetto, giusto?
Viaggiare, insieme alla fotografia, è una delle cose che più mi piace fare. Ho visitato alcune capitali europee, ma il viaggio più bello che abbia mai fatto è stato quello in America, a New York. Questa città mi ha stimolato tantissimo a livello fotografico. Durante i miei spostamenti in metropolitana ho immortalato alcuni dei visi che più mi hanno colpito. Non ci sono filtri alle immagini per il semplice motivo che i colori della subway newyorkese erano davvero troppo belli per essere modificati. Ma anche il nostro paese ha la sua bellezza da immortalare. Durante un soggiorno a Firenze, ad esempio, insieme ad una mia cara amica fotografa, Viviane Izzo, abbiamo ideato un editoriale di moda per una rivista di New York“.

Attualmente di cosa ti stai occupando?
Sono un freelance e lavoro su commissione. I miei impegni variano tra book fotografici, editoriali, campagne pubblicitarie e lookbook. La mia ricerca fotografica si dirige soprattutto verso le persone, i loro volti e sguardi. Provo ad immortalare i loro stati d’animo“.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Voglio trasferirmi a Milano per avvicinarmi sempre più al mondo della moda e alla fotografia. Non sarà facile ma stringerò i denti e combatterò per i miei sogni. Mi dedico con tutto me stesso alla fotografia e spero vivamente che un giorno sarà il mio futuro“.

ASSUNTA LUTRICUSO – articolo tratto dal numero di maggio del mensile Quarto Magazine

 

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