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Dal bene confiscato al bene comune

È di questi giorni la notizia che l’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata ha consegnato al Comune di Quarto le ville confiscate al Roberto Perrone, ex capo locale del clan dei Polverino attualmente collaboratore di giustizia. Per amore della verità ricordo che le procedure sono state avviate sia dei Commissari Prefettizi sia dal sottoscritto quando era assessore alla legalità. Con il consigliere Vincenzo Di Pinto partecipammo alla prima riunione organizzativa che si tenne, qualche mese fa, presso la Prefettura di Napoli per pianificare l’operazione concretizzatasi in questi giorni. È sicuramente un bel risultato, ma devo dire – a mio modesto pare, da anni impegnato nell’educazione alla legalità – che, per ora, è una mezza vittoria. Sarà piena, totale quando le 3 lussuose ville site in via Campana nella zona di Monteleone (al confine con Marano) saranno nella disponibilità del patrimonio comunale di Quarto e, poi, affidate per la gestione ad associazioni. Questo è infatti lo spirito della legge n. 109/96, promossa dall’associazione Libera, sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie che li hanno accumulato in maniera illecita. La normativa prevede l’assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti (Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni) in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro. La regione Campania ha costituito la Fondazione Pol.i.s. al fine di consolidare il sistema di governance in materia di riutilizzo dei beni confiscati (delibera Giunta n. 2352 del 2007).
In tale ambito ricordo che il 30 settembre 2014 i commissari prefettizi presso il Comune di Quarto promulgarono la delibera “Regolamento per l’affidamento in concessione a favori di soggetti privati dei bene confiscati alla criminalità organizzata” e, poi, il 14 aprile 2015 scrissero una “Manifestazione d’interesse all’utilizzo del bene confiscato in Quarto – via Campana – ex art. 2/ter della legge 575/1965e ss.mm.ii.” Sulla scia di quanto già fatto, auspico che l’attuale amministrazione dirami, quanto prima, l’avviso pubblico per affidare il bene ai soggetti previsti dalla normativa vigente. Auspico, inoltre, che a Quarto vi sia un “profondo” cambiamento di mentalità su questi argomenti ed i cittadini siano liberati dalla paura. “Roberto Perrone era il padrone di questa villa” dire ed ascoltare, oggi, queste frasi, pronunciate ad alta voce dai giovani e non, significa potersi rendere conto di quanta strada sia stata fatta. Anni fa nessuno si sarebbe immaginato che qualcuno le potesse pronunciare. La vittoria piena sarà il giorno in cui si potrà affermare “dal bene confiscato al bene comune”.

PROFESSOR FRANCESCO PISANO – vice presidente Protagonismo Sociale

 

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