Approvato il Piano di Riequilibrio Finanziario decennale

E’ stato approvato all’unanimità dei presenti (assenti Brescia, Biondi, Russolillo e Passaro) il “Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale della durata decennale” elaborato dall’assessore al Bilancio e Tributi Vincenzo Campanile, pure sulla base delle relazioni ricevute dai caposettore, che ha sottolineato come si tratti di un provvedimento di “alto e profondo senso di responsabilità” che “non trova precedenti nella storia di” Quarto che, come ha “avuto modo di analizzare in questi mesi” ha profonde “criticità e difficoltà finanziarie” ed è un ente, già deficitario. “Le cause sono da ascriversi a contenziosi legali vecchi, ad una notevole massa di residui (attivi e passivi) pregressi ed alla copertura del disavanzo”. Tutto ciò determina un deficit di oltre 42 milioni di euro che “da il senso delle difficoltà” vigenti. Da ciò è “emersa l’urgenza di predisporre un piano di riequilibrio, uno di riorganizzazione della macchina comunale istituendo un responsabile tributi diverso da quello economico finanziario”. Con questo piano l’amministrazione mira “al risanamento finanziario” dell’ente e ad “un miglioramento dell’assetto”.
Il membro della giunta ha, poi, illustrato le cifre relative alle entrate ed alle uscite. Per il primo capitolo ha rimarcato l’avvio di “azioni” ed il potenziamento di “misure già in essere” per la riscossione dei tributi evidenziando che, nel 2016, sono stati “installati 900 nuovi contatori dell’acqua” e ciò ha determinato un introito pari a 311000 euro. Sono stati emessi ruoli esattoriali per 1,6 milioni di euro frutto di accertamenti sul solo 2016. Saranno valutate le pratiche di richiesta dei condoni e di permessi a costruire (per potenziali 1,05 milioni di euro). C’è poi la quota derivante dalla dismissione del patrimonio immobiliare e dai parchimetri. C’è stata una riduzione complessiva di 250000 euro delle spese superflue.
Nel secondo capitolo sono inseriti, tra gli altri, i 670000 euro per la copertura di futuri rischi legali, la rata annua (112000) per coprire lo squilibro, i 570000 euro per la manutenzione ordinaria.
Freddi numeri che, come ha puntualizzato il consigliere Giovanni Santoro non interessano al cittadino che si concentra “molto di più sulla qualità della vita” e questa è determinata da altri aspetti. Il capogruppo di Uniti per Quarto ha ricordato che il “programma economico finanziario detta le linee guida, il Piano Regolatore Generale stabilisce tutte le previsioni di come vivere nel paese (servizi, infrastrutture, ecc..). “Negli ultimi anni tutto questo non c’è stato, ogni cosa ha camminato singolarmente, senza condivisione”. Loro ereditano le mancanze del passato di cui alcuni sono stati già protagonisti (in maggioranza o in minoranza). Rimembrarlo è sempre utile così come lo è ancor di più guardare avanti in maniera proficua, realmente costruttiva, eseguendo fatti e non limitandosi alle parole.

Con questa delibera si intende istituire un settore per il recupero dei crediti vantati dal comune: è un’idea che avevo proposto 8 mesi fa e fu bocciata – precisa Gabriele Di CriscioA posteriori ho avuto ragione, ma non doveva essere il caposettore a suggerire la novità, ma la politica. Da domani si deve mettere mano all’organigramma per individuare persone idonee a quest’attività. Dobbiamo combattere l’evasione tenendo conto degli effetti della crisi economica e, quindi, predisporre rate per i morosi, ma anche verificare se ci sono accertamenti sbagliati ed approfondire le domande di condono”. Una voce per rimpinguare il bilancio e poter rivedere il piano di riequilibrio che è dinamico, “cioè la legge consente di rivederlo” in corso d’opera. “Sino a ieri sera il mio gruppo era orientato all’astensione – svela il leader di Insieme per Quarto – Questa mattina sono arrivate due relazioni, tra cui la nuova del caposettore economico finanziario che ha recepito la volontà della giunta e, quindi, noi ci esprimiamo favorevolmente. E’ un voto affettivo, di incoraggiamento all’amministrazione che, per non indebitare ulteriormente il Comune, non ha chiesto il finanziamento (sino a 12milioni di euro) consentito dalla legge” e che avrebbe permesso di “risolvere il problema della Multiservizi e dell’alluvione del 2005” pagando le ditte che operarono dopo quella calamità. Dovranno ancora attendere perché l’ente ha altre priorità più vicine alla collettività che solo nei prossimi mesi comprenderà pienamente la portata di questo provvedimento che è stato votato anche dal consigliere Vincenzo Di Pinto.
Sono favorevole sia per la mancanza di richiesta al Fondo di Rotazione che avrebbe ulteriormente indebitato l’Ente, sia perchè sono fiducioso che questa Amministrazione possa premere finalmente il piede sull’acceleratore delle riforme la cui conseguenza è quella di portare a termine la strategia economica ipotizzata nel riequilibrio. Ma soprattutto su quelle azioni che porteranno alla riformulazione dei vari settori”. Il portavoce indipendente ha sottolineato che “dall’allegato C del Piano si evince un netto contrasto tra la parte politica e il settore economico finanziario, nella persona della dott.ssa Bruno. Un disaccordo che sfocia nel parere non favorevole al Piano, nonostante si sia raggiunto un equilibrio formale. Evinco una serie di incongruenze messe in evidenza ed una serie di consigli non presi in considerazione da un lato, mentre dall’altro lato una serie di correzioni e richiami alle giuste procedure”. Un fatto che segue “18 mesi” in cui “non sono state messe in campo tutte le competenze necessarie ad uscire da questo buio tunnel” e “la mancata sinergia tra l’organo politico e quello gestionale è, oggi più che mai, sintomo che non tutte le scelte e gli atteggiamenti sino ad oggi presi dal sindaco e dall’amministrazione, siano state scelte… per così dire… “azzeccate”,
Infine ha lanciato una bella “frecciata” ai politici che, per motivi diversi, non siedono nell’aula consiliare. “Siamo ad un passo dal dissesto e di certo, per onestà intellettuale, non possiamo addebitare tutte le colpe all’attuale amministrazione, che ha ereditato buona parte del disastro economico dell’ente. Disastro che si è aggravato di anno in anno sempre più, probabilmente a causa del fatto che a questo Comune è mancata una continuità politico-amministrativa che di volta in volta ha lasciato spazio agli interessi di parte dominanti. Quindi non posso accettare “consigli di voto” e “lezioni di economia politica” da chi è stato causa e parte della situazione economica finanziaria odierna. Se ci sono dei talentuosi fuori dalla macchina amministrativa, noi siamo sempre pronti ad ascoltarli, saranno sempre ben voluti. Il talento, se esiste, va condiviso!”. A quest’aspetto si è accodato il collega Santoro ricordando che “alcuni mesi fa” aveva suggerito di “prendere in considerazioni tutte le proposte provenienti dai cittadini e dai partiti esclusivi”, ma finora non ne ha ricevuto alcuna e lui resta in attesa, anche dalle opposizioni in seno al civico consesso.

 

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