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Quarto, crisi nella maggioranza??

Aumenta la tensione in seno alla variopinta maggioranza di Quarto. Dopo gli screzi registrati nei precedenti civici consessi, nella seduta di ieri è stato raggiunto un livello più alto, forte. Ad accendere la miccia, durante le “comunicazioni” è stato il consigliere Giovanni Santoro (Uniti per Quarto) che ha annunciato come lui ed il suo gruppo “non sono soddisfatti dell’andamento del comune” e si può già “iniziare a ragionare come fosse un conto alla rovescia” (tradotto in parole povere: ipotesi di elezioni in primavera). Il loro malessere deriva da più aspetti che evidenzia immediatamente. Come si evince dai documenti “le informazioni richieste non arrivano. C’è uno scollamento perché non c’è coordinamento, rapporto tra la giunta, i consiglieri e gli uffici cui spetta la gestione su indicazione degli assessori”. E’ uno scenario in cui tutti si lamentano dell’altro e ciò rallenta l’operosità, la risoluzione dei problemi che attanagliano il territorio ed i cittadini cui non si riesce a dare risposte adeguate, precise, chiare. “Per anni – sottolinea – il paese ha vissuto con difficoltà che oggi diventano molto pesanti” anche per l’eccessiva lentezza che si protrae nonostante “da mesi si parli della riorganizzazione degli uffici” che non c’è ancora stata così come la scelta dell’assessore ai fondi europei. “Era nata l’esigenza di allargare la squadra di governo – ricorda – Un’idea che riteniamo valida e che si era bloccata per la necessità di rispettare le quote rosa. Ora che quest’intoppo è stato superato, si deve chiarire perché l’altro delegato non è stato nominato”.
E’ trascorso oltre un anno dall’annuncio che fu fatto durante una conferenza stampa, sono circolati anche alcuni nomi, ma la fumata bianca appare sempre lontano I nodi da sciogliere potrebbero essere sostanzialmente due: quale professionista ha le capacità, le qualità idonee a questa mansione? L’incaricato deve essere espressione di quale gruppo politico? Ad oggi la giunta è composta da 3 assessori in quota Capuozzo (con 7 consiglieri), 2 a Di Criscio (con 3), 1 a Santoro (con 2). A chi toccherà la persona in più? Nel recente passato, sempre in aula, avevano discusso della possibilità di ampliare la maggioranza, ma con chi? Più volte Brescia, Passaro, Biondi e Russolillo hanno ribadito di essere opposizione e Di Pinto di non volere assessori, quindi, qualcuno mente oppure il settimo delegato sarà un “tecnico”, senza tessere e legami.
In attesa della risoluzione di questo rebus il capogruppo di Uniti per Quarto ha chiarito che lui e Traverso faranno il “12° ed il 13°” consigliere e mai faranno “venire meno il numero legale per lo svolgimento delle sedute, ma non è scritto da nessuna parte che le delibere si votano in 13, ma con la maggioranza dei presenti”. Da qui l’invito ad “essere più disponibili, a confrontarci più volte” prima e “non dopo” e l’ipotesi di avere gli assessori alla conferenza dei capigruppo così che possano “dare spiegazioni sui problemi che non si risolvono”. “Le parole di Santoro sono il segnale dell’apertura di una crisi politica locale – sentenzia Gabriele Di Criscio (Insieme per Quarto) – Ha manifestato un disagio un componente della maggioranza. Adesso è inevitabile una riunione, da indire già per la prossima settimana, per valutare i provvedimenti essenziali, prioritari da approvare e le scadenze entro cui vararli”. I leader delle principali tre forze devono incontrarsi e, guardandosi negli occhi, devono sinceramente, seriamente dire cosa pensano, politicamente, l’uno dell’altro e come proseguire questa travagliata consiliatura. “Quando abbiamo costituito la nuova maggioranza avevo chiesto ai cittadini di pazientare un anno – ricorda Di Criscio – Sono trascorsi 7/8 mesi, penso che per aprile qualcosa si possa vedere in termini di miglioramento. Stiamo operando per la riorganizzazione dei settori ed il recupero dei crediti. Presto la gente noterà i benefici dei lavori pubblici stradali che sono in corso” (via Seitolla, via Pantaleo, via Marmolito e, poi, via Kennedy e via Casalanno). Intanto osserva i cantieri e legge di queste diatribe che, ormai, sono tipiche dei civici consessi. “Quando decidemmo di proseguire eravamo ben consapevoli che il rischio più grande fosse la frustrazione – afferma Giorgio FontanaOggi è esplosa in maniera eclatante. Mi dispiace che sia stata manifestata in aula e non nelle altre sedi  (così da avere meno testimoni, osservatori). “A tutto c’è rimedio. Da parte nostra c’è l’intenzione di realizzare qualcosa che sia utile alla collettività. Nessun’altra motivazione si cela dietro la prosecuzione del nostro mandato. Non c’è prestigio, onore, guadagno o altro scopo. A titolo personale aggiungo di aver capito, da qualche mese, che fare politica significa indicare soluzioni per risolvere i problemi. Non voglio più guardare alle condizioni presenti, derivanti dal passato, ma volgere lo sguardo al futuro, a quello che possiamo dare al paese” che ha bisogno di molti fatti concreti e poche parole, soprattutto polemiche. Negli ultimi tempi le seconde abbondano ed il degrado, la sofferenza aumentano.

 

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