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Secondo Lo Sardo nessuno ricorda il passato

Le carenze della pubblica illuminazione sono state al centro della comunicazione del consigliere Giovanni Lo Sardo che, dopo aver sentito e letto “le tante lamentele sulle molte strade che sono al buio” si è posto due domande “E’ possibile che il sistema è collassato nell’ultimo periodo? Come si stava nel passato?” Per darsi una risposta ha chiesto all’ufficio tecnico una relazione sullo stato dell’impianto. Pochi giorni fa, “insieme ad altri 5/6 testi che non servivano”, gli è arrivato il documento firmato dal geometra Baiano e dall’ingegner Bramante in cui “sono elencate le criticità emerse” durante i sopralluoghi effettuati. Parallelamente ha visto che, fino a settembre, il Comune ha versato 463000 euro all’ENEL. Considerando i 4 mesi mancanti al termine del 2016 l’ente avrà pagato “circa 600000 euro nell’intero anno” mentre a bilancio “sono stanziati 675000 euro”. Emerge una “differenza che è dovuta alla mancata luce che, però, si deve fare per l’intero periodo notturno” che, approssimativamente, in inverno, va dalle ore 17.30 alle ore 5.30 (circa 12 ore che calano in primavera e, soprattutto, in estate). Un lasso di tempo in cui non tutte le lampadine sono accese.
Da una vecchia relazione del 2007 è emerso che, sul territorio, ci sono 2994 pali (tutti con le luci presenti e funzionanti?). “Già in quel periodo – sottolinea – alcune strade (via Segaetano, via Crocillo, via Campana ) erano, totalmente o parzialmente, al buio, ma nessuno se lo ricorda. Potrei continuare perché, salvo rare eccezioni, di casi ce ne sono altri. Ricordo che, per quell’anno, fu stimato un consumo di 2,5 milioni di kw/h, ma il paese fu illuminato solo per il 67% delle ore ipotizzate, mentre oggi quelle di buio sono il 10%”. Un percentuale che ha determinato dividendo i 75000 euro che non saranno spesi a fine anno per 0,26 euro (costo di 1 kw/h). Il risultato è 250000 kw/h.
Dopo quest’operazione matematica, il consigliere ha sottolineato che “si potevano numerare i pali, ma non si è fatto nulla” e non “deve essere la politica a dirlo, ci sono gli uffici preposti all’organizzazione” e, quindi, loro dovevano proporre questa più precisa identificazione dei tralicci sulla quale è tornato pure il consigliere Giovanni Santoro suggerendo di chiedere “ausilio agli operatori, retribuiti con i voucher, per segnarli con una pittura speciale” che non ha un costo eccessivo. In questo modo si ha una mappatura reale di Quarto in cui “non si capisce dove, come e quando si sostituiscono i pali”. Parallelamente propone di “rivolgersi ai privati per sapere perché un tratto si è guastato”. Relazioni gratuite per avere piena contezza dell’entità del danno dato che, oggi, “ci sono 15000 che non sono sufficienti per far fronte” a tutte le carenze.
Il discorso del consigliere Losardo è interessante, formativo, ma si presta ad alcune considerazioni. Come mai è stato pronunciato solo dopo la lettera inviata al Prefetto dal meetup#Quarto 3.0 e dopo la pubblicazione su facebook, da parte del signor Domenico Brescia (non un grillino), delle foto in cui mostra le numerose strade al buio? La maggioranza si è lamentata spesso della lentezza con cui gli uffici comunali rispondevano alle loro richieste, sollecitazioni, ma non ha mai anticipato, in aula oppure tramite comunicati stampa, di aver chiesto informazioni in merito alle condizioni dell’impianto nel passato. Eppure poteva essere utile informare la collettività che, da settimane, protesta per il buio.
Sapere che, nel 2007, la situazione era negativa non è un motivo d’orgoglio, anzi rattrista ulteriormente perché evidenzia, semmai ce ne fosse ancora bisogno, come il territorio sia stato trascurato, mal gestito da giunte di ogni colore. Ora tocca reagire, ripartire e la gente aveva riposto molta fiducia nei candidati tra le fila del M5S che si proponevano come forza mirata ad un reale, netto, cambiamento che la popolazione attende ancora. Finora ha visto poco e questo discorso sembra un anticipo di campagna elettorale. Di riferimenti agli errori del passato ne sono stati pronunciati tanti nella primavera 2015. Ora, nel 2017, è tempo di agire , come ha detto, nella stessa seduta, successivamente, il consigliere Giorgio Fontana di “volgere lo sguardo al futuro, a quello che possiamo dare al paese”.

 

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