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E’ la scoperta dell’acqua calda

Le parole pronunciate dal capogruppo di Insieme per Quarto Gabriele Di Criscio hanno destato l’attenzione del Meetup#Quarto 3.0 che ha diffuso un comunicato in cui riprende i passaggi salienti di quell’intervento pubblico (“C’è mancanza di organizzazione e professionalità; occorre migliorare la macchina comunale; abbiamo debiti fuori bilancio vecchi di due/tre anni per colpa dell’ufficio legale; urge mettere più gente a lavorare”) per poi sottolineare che “in buona parte è la scoperta dell’acqua calda”. Infatti “basta rileggere quanto evidenziato al sindaco con la nota n. 29311 del 02 ottobre 2015 in cui” l’ex assessore alle Finanze e Tributi Umberto Masullo sottolineava alcune “carenze organizzative e contestualmente” delineava “i correttivi per rendere più produttivo l’iter operativo” (quel documento è riportato sotto, in coda a questo).
In merito ai debiti fuori bilancio gli attivisti hanno “qualche perplessità riguardo alle colpe dell’ufficio legale. Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio – ricordano – segue un iter ben preciso con una tempistica da rispettare onde evitare ulteriori danni economici al Comune. Sicuramente il debito si riferisce ad un periodo vecchio di due/tre anni ma l’esecutività (ovvero l’effettiva quantificazione e certezza del debito) sarà di certo relativamente recente. D’altronde rileggendo l’elencazione tassativa dei debiti fuori bilancio previsti dall’art. 194 del TUEL, imputabili all’ente mediante apposita deliberazione consiliare, essa si articola nelle seguenti fattispecie:
a) sentenze esecutive (la quasi totalità dei debiti da riconoscere da parte del Comune di Quarto, quindi una tempistica ben precisa)
b) coperture di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni (il Comune di Quarto non dovrebbe avere tale tipo di debiti da riconoscere);
c) ricapitalizzazione di società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici locali (idem come sopra)
d) procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità (attualmente poco probabili)
e) acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l’ente (poco probabili in quanto comporterebbe una responsabilità diretta di colui che ha autorizzato la spesa)”.

Nel civico consesso del 31 dicembre scorso Di Criscio disse “urge mettere più gente a lavorare”, “un’espressione priva di significato e fuori luogo per un Comune che ha presentato un piano di riequilibrio in cui è previsto espressamente la riduzione del costo del lavoro”, quindi, l’esatto opposto. Il meetup#Quarto 3.0 evidenzia come “forse era il caso di sottolineare la necessità di utilizzare al meglio la forza lavoro disponibile. Infine” gli attivisti suggeriscono di dare “uno sguardo al fondo politiche sociali” dove “si trova il 10% dei rimborsi che i consiglieri si sono decurtati”.
Il 1° ottobre 2015 l’Assessore al Bilancio in carica scrisse al sindaco (nota n. 29311 del protocollo generale). E’ quanto meno insolito, strano che un membro della giunta (per di più delegato ad un settore importante dato che l’ente locale aveva circa 42 milioni di debito) per conferire con il suo superiore deve ricorrere ad una lettera. Ciò accadeva solo a meno di 3 mesi dalla nomina
Da una prima sommaria ricognizione delle modalità lavorative dell’Ufficio ruoli e tributi, ufficio la cui attività lavorativa compete al mio assessore, ho rilevato notevole carenze dal punto di vista organizzativo dovute essenzialmente all’inadeguatezza del software gestionali.
In primis – si deve constatare che gli ufficio Anagrafe – Tecnico e Ruoli non colloquiano tra di loro o lo fanno in modo limitato ad alcune procedure. Necessita installare una procedura di interscambio dati in tempo reale tra i predetti uffici al fine di velocizzare le procedure di accertamento e continuare in modo più incisivo alla ricerca di coloro che evadono le imposte ed i tributi in genere.
Questo avrebbe dei vantaggi sul piano organizzativo del personale con tempi ridotti nel disbrigo delle pratiche e conseguente ottimizzate del servizio sia per il Comune che per l’utenza.
Nell’ambito lavorativo del comparto ruoli e tributi corre l’obbligo di sottolineare come la meccanizzazione del lavoro sia molto limitata, nell’ambito dello stesso servizio si opera ancora manualmente per lo scrocio dei vari dati nonché per l’effettuazione di eventuali ricerche.
Questo implica un dispendio di forza lavoro ed un uso non ottimale della stessa. Considerato che, nell’ambito di tale settore riscontro (anche perché è quello sotto la mia diretta osservazione) che i dipendenti sono competenti e motivati a svolgere il servizio al meglio si dovrebbe fornire all’intero comparto un software gestionale che ponga fine all’amanuensità di molte operazioni consentendo di svolgere con una tempistica rapida ed ottimale alcune operazioni fra cui;
– l’abbinamento computerizzato dei ruoli con le riscossioni
– la produzione in tempo reale dei tabulati di riscossione dei vari tributi
– la velocizzazione delle operazioni di ricerca mediante l’immissione del semplice codice fiscale ed altri adempimenti consequenziali all’implementazione di tale software gestionale.
Questo, come detto, favorirebbe un’attività di controllo più rapida e puntuale nonché un uso ottimale della forza lavoro disponibile.
Il risanamento del Comune passa necessariamente dall’ottimizzazione dei sistemi informatici, questo è solo il primo scalino di un percorso di rinnovamento e controllo al fine di evidenziare criticità lavorative ed, eventuali responsabilità unitamente ad un’accurata ricognizione contabile (leggi residui attivi e passivi) sulla reale esistenza di alcune poste di bilancio”.

 

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