Alluvione 2005, muoversi con attenzione

L’alluvione del 2005 è in primo piano nell’agenda politica locale. La calamità naturale è ricaduta “come una cascata sull’attuale amministrazione”. Anche se i fatti risalgono al passato, “purtroppo ora tocca” a questa giunta “risolvere quest’annoso problema. Si parla di un tavolo di lavoro tra la Regione, la Protezione Civile, i sindacati ed il comune”. I membri del meetup#Quarto 3.0 si augurano, “per i lavoratori coinvolti, che si possa risolvere tutto fuori dalle aule giudiziarie, non tanto per le competenze dell’attuale amministrazione” su cui gli attivisti si astengono “da ogni commento, ma per la colorita e variegata costellazione politica che la sorregge ufficialmente” (tra consiglio e giunta, infatti, ci sono “esponenti appartenenti alla più disparata area politica: di destra, di sinistra, liste civiche ed indipendenti”) “ed ufficiosamente attraverso personalità politiche di Quarto che, seppur fuori dal palazzo, partecipano comunque alla gestione della cosa pubblica”.
In un’intervista televisiva l’avvocato Capuozzo inserisce tra le possibili soluzioni anche il ricorso a 2500000 euro presenti in “un fondo vincolato esistente di 2500000”. “Premesso che bisogna muoversi con attenzione per non cadere in un possibile danno erariale – evidenziano gli attivisti che poi ricordano che “si deve operare anche una verifica sull’effettiva esistenza del predetto fondo. Il fatto che sia scritto sulla carta non significa che in tesoreria vi sia la disponibilità”. Il dubbio “sorge, perchè, come detto nella stessa relazione del piano di riequilibrio, i fondi vincolati utilizzati nel 2014 e 2015 non sono stati completamente ripristinati, come sembra che non siano stati completamente ripristinati i 900000 euro circa stanziati dalla Regione nel lontano 2004/05 per lavori urgenti” nel rione 219 di via De Gasperi. “L’ultima notazione evidenzia come la struttura pubblica sia alquanto carente, non è comprensibile che dopo tanti anni la Regione non abbia ancora chiesto la rendicontazione di tale importo ed il loro effettivo utilizzo”. In quegli edifici “solo ultimamente si stanno facendo dei lavori” e con una spesa “molto al di sotto dell’importo stanziato”.

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