In tutte le cose c’è il rovescio della medaglia

Quarto ha ricevuto un finanziamento dalla Regione. La notizia, diffusa dall’ufficio comunicazione dell’ente di via De Nicola, è stata pubblicata da diverse testate telematiche (noi compreso) ed ha destato l’attenzione del meetup#Quarto 3.0 che ha diramato la seguente nota
La notizia è importante e le aspettative che essa nasconde dovrebbero essere positive per il Comune di Quarto , ma come in tutte le cose vi è il rovescio della medaglia. La prima cosa da evidenziare è che il finanziamento di euro 230000 rappresenterà un debito per il Comune, ovvero dovrà essere restituito. La seconda precisazione è che viene finanziato l’elaborato progettuale, non l’opera: La terza è che gli altri due progetti finanziabili si trovano rispettivamente al 641°e 796° posto in graduatoria
Ciò premesso, leggiamo cosa dice il Decreto Dirigenziale n.2 del 18/01/2017 riportato in pari data sul BURC numero 6.
Si trascrive integralmente uno stralcio di quanto scritto a pag. 5 punto 2 “di precisare che il finanziamento della progettazione dei singoli interventi con le risorse del Fondo di Rotazione non conferisce alcun diritto al beneficiario per il finanziamento successivo dell’opera” E leggiamo, anche, quali sono gli obblighi del beneficiario previsti dal bando Regionale : Il beneficiario è tenuto a restituire il contributo ricevuto entro il termine di 30 giorni dalla data del contratto di stipula del contratto di appalto relativo alla progettazione finanziata. Nel caso in cui non sia intervenuto alcun finanziamento regionale, nazionale , comunitario , il beneficiario è tenuto a restituire il finanziamento entro 5 anni dalla data di notifica del decreto di ammissione a finanziamento. In assenza di ottenimento del finanziamento si dovrà ottemperare alla restituzione entro 5 anni etc.etc. Chiaro, che comunque vadano le cose, il finanziamento deve essere restituito , quindi la sua erogazione si trasforma, come detto, in un debito per il Comune.
Come enunciato il finanziamento dell’opera non è garantito, anzi si tende ad evidenziare il contrario, per cui si aprono varie possibilità:
– l’opera viene finanziata e tutto si risolve in modo positivo;
– l’opera viene appaltata con i fondi del Comune (molti dubbi su questa possibilità per non dire il certo ed improbabile caso che ciò avvenga visto che l’importo del lavoro da effettuare è di euro 2milioni e 750mila) ed anche in questo caso la soluzione è positiva;
– si rimane al palo, bisogna restituire i 230000 euro. L’impressione che si riceve, sperando vivamente di sbagliare per il bene della comunità, e che ci si trovi nuovamente di fronte ad uno dei tanti progetti (Ex: parco archeologico, riattazione del macello comunale etc) elaborati e mai posti in essere per mancanza di fondi. Progetto che costerà alle casse comunali euro 230000 a favore di chi sa quale professionista o associazione professionale”.

 

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.





Commenti