“LA VOGLIA DI CAFFE’”, STORIE CHE RACCONTATO I SAPORI E GLI ODORI DI NAPOLI

Il 5 giugno esce nelle librerie “La voglia di caffè” della giovane scrittrice Benedetta De Nicola. Il romanzo parla di storie, racconti che si nascondono in giovani volti, tra i vagoni di un treno, sotto gli occhiali da lettura di uno studente, nella voce di un pazzo. A guidarci, nella storia, è una persona imbacuccata che “ruba” le storie per regalarsi attimi di vita. Questo narratore, però, è quasi incosciente del fatto che la sua stessa vita è una storia da raccontare.

Perché “La voglia di caffè”? Ho una grossissima voglia di caffè sulla fronte, proprio una macchia. Il secondo motivo è perché il personaggio principale ogni volta che “ruba” una storia prende un caffè. Il caffè è l’identità napoletana, un luogo di incontro.

Quanto senti tua la storia del narratore? Personalmente tendo ad essere molto empatica già nella realtà, figurarsi nel mio primo romanzo. La storia del narratore la sento molto mia, ma ciò non vuol dire che questa sia un’autobiografia. Stiamo parlando di una storia dove mi sono immedesimata con piccoli punti che ho trasportato dalla mia vita vissuta a quella di questo individuo. Diciamo che il narratore lo considero un figlio: di quelli che ho scritto è il personaggio che più mi ha coinvolta, a cui ho dato più importanza nel mio cuore, perché è proprio una parte di me, magari la parte vestita di nero.

Anche tu sei “ladra” di storie? Ecco uno dei punti che ho in comune con il narratore. Ho cominciato questi “furti” sin da quando ero piccolina, mi è sempre piaciuto. Inquietante? Forse. Tendo a guardare molto negli occhi le persone, a cercare di scoprirne la storia, che sia vera o falsa. Proprio come nel romanzo.

Il luogo dove si possono rubare più storie? La verità? Gli occhi delle persone. Ovunque ci si trova si può rubare qualcosa. Napoli è un luogo pullulante di storie, ma il mondo in generale, i gesti, l’incrociare lo sguardo di una persona. Tutto crea storie. Credo negli esseri umani.

Qual è stata la tua ispirazione principale per scrivere questo racconto? Se parliamo di modelli di scrittura cito Erri De Luca, che sta prendendo pian piano il posto di Alessandro Baricco nel mio cuore e poi Margaret Mazzantini, tutti scrittori di forte sentimento. Tendo molto ad esaltare due sensi nei miei testi per declassare gli altri per rendere la scena molto sentita. Più in generale, invece, la mia ispirazione io posso dire che ho una penna nella testa e passo quello che penso alla penna materiale. È un continuo pensiero, per me bellissimo. La nascita de “La voglia di caffè” è nata con il mio editore. Avevo sentito parlare delle persone del Molo Beverello e del vento e mi è venuta in mente la prima storia. Da qui le altre con il presupposto di far sentire i sapori e gli odori della mia terra. La mia ispirazione è quella di tutta una vita concentrata in una folata di vento.

Sei poco più che ventenne, è stato difficile scrivere un libro e rapportarsi con l’editoria? Ho cominciato a rapportarmi in questo ambiente quando avevo 16 anni. Ho cominciato con dei concorsi in Campania, di cui ne ho vinti due. Ho poi partecipato poi ai “Sogni possibili”, promosso proprio dalla DreamBook, casa editrice di questo libro all’età di 17 anni. Ho fatto tutta una trafila di apparizioni come concorrente e ho partecipato più volte come ospite al “Pisa Book Festival”. Tutto questo per dire che il mio inizio nell’editoria è stato diverso rispetto a quello di altri ragazzi. Però resto umile, voglio restare con i piedi per terra.

Ci racconti dei retroscena? Una cosa a cui tengo particolarmente è la grammatica, infatti penso che debba essere sempre curata. Un altro retroscena è per i nomi dei personaggi: i femminili sono legati alle mie amiche, c’è poi Nicola Di Benedetto che è praticamente il mio nome e cognome messi al contrario ed è quello che più ho odiato. Poi leggevo ogni capitolo appena finito alle mie coinquiline, se piaceva a loro allora voleva dire che andava bene perché è il pubblico che ti manda avanti.

Progetti futuri? Voglio continuare senza demordere mai assolutamente, inesorabilmente, contro tutti e tutto. Senza paura, perseguire le mie passioni e continuare a farne un lavoro sempre, affiancandolo alle mia voglia di insegnare e di trasmettere ai giovani la bellezza.

Per ulteriori informazioni sul libro e su Benedetta De Nicola puoi cliccare sul sito www.dreambookedizioni.it o seguire la pagina Facebook “La voglia di caffè”.

 

 





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