Le strisce blu sono incluse nel PGTU dei commissari

Chiarito il delicato tema dell’acqua pubblica e sottratto lo stesso a strumentalizzazioni di modestissimo livello, sembra opportuno fare il punto anche sull’argomento strisce blu. L’istituzione delle strisce blu era già inclusa nel Piano Generale Traffico Urbano redatto dalle commissarie. In sede di predisposizione del PGTU furono chiamati ad esprimere pareri ed osservazioni i vari stakeholders (sindacati, movimenti, partiti politici, associazioni di commercianti) e dagli atti, tuttora disponibili e consultabili, emerge che nessuna richiesta od osservazione fu fatta dal partito democratico rappresentato allora proprio dal signor Francesco Dinacci. La tardiva attenzione per il tema rivela, anche da chi ha preferito fare politica in sedi diverse da quelle istituzionali, dimostra che le reali intenzioni sono solo quelle di strumentalizzare un percorso programmatico. La razionalizzazione della sosta veicolare, perché di questo si tratta, cerca di conseguire una serie di obiettivi: soste limitate delle vetture in prossimità delle attività commerciali (garantendo così un costante ricambio di vetture sugli stalli), contrasto alla sosta selvaggia con conseguenti effetti benefici sulla viabilità e incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile.  Inoltre, i nostri consiglieri comunali stanno cercando soluzioni e con alcune richieste, messe al vaglio dei tecnici e verificarne la fattibilità: sosta gratuita per i disabili, strisce rosa per le donne in stato interessante, periodo di sosta limitato a 15 minuti gratuito per consentire acquisti ecc. Ancora una volta invitiamo il signor Dinacci, e chiunque voglia fare proposte concrete (non post sui social) e suggerire soluzioni, che le porte della casa comunale sono sempre spalancate per ascoltarle.
Ufficio Comunicazione sindaco di Quarto Rosa Capuozzo – Flavio Boldrini

 

Alcune riflessioni nascono spontanee. Le cosiddette “strisce blu” sono emerse nel civico consesso in cui fu esposto il “Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale della durata decennale” che è all’attenzione della Corte dei Conti, quindi, è una soluzione che si intende attuare come fece intendere anche l’assessore al Bilancio Vincenzo Campanile nell’intervista concessa al mensile Quarto Magazine (“Abbiamo previsto l’installazione dei parcometri, ma con una tariffa oraria pari a 50 centesimi e con precise agevolazioni. La Polizia Municipale ha individuato le zone dove collocarli ed il numero degli stalli da prevedere, ma lo studio già fatto sarà implementato in seguito dall’ufficio tecnico. E’ un progetto che serve per dare benefici alla circolazione veicolare, per disciplinare la sosta che è un problema molto sentito dai cittadini, in particolare nelle aree vicine alle stazioni della Circumflegrea, ed è utile anche al commercio. E’ una misura che consente di avere nuove entrate stimate in circa 350000 euro considerando anche le sanzioni connesse al mancato pagamento della sosta. Tanti comuni, anche vicini, hanno adottato questa soluzione che sicuramente incide sulle persone, ma non ci sono altre misure che le penalizzano”). Ora l’amministrazione annuncia che sta “cercando nuove soluzioni” per tutelare i cittadini (idea positiva), ma queste, poi, dovranno essere inviate a Roma per la valutazione dell’organismo nazionale se incidono sull’entrata stimata e, quindi, sul bilancio dell’ente di via De Nicola. Se si vuole realmente far quadrare i conti (ma intanto c’è un assessore ed un caposettore in più) alle eventuali minori entrate bisogna affiancare meno uscite oppure altre entrate. Diversi anni fa i parchimetri furono varati, ma ebbero vita breve perché incisero troppo sui cittadini. Perché riproporli? I commissari prefettizi hanno imboccato una strada non gradita ai residenti che quest’amministrazione sta continuando a percorrere. Interessante un altro passaggio della nota ufficiale del comune: “Ancora una volta invitiamo il signor Dinacci, e chiunque voglia fare proposte concrete e suggerire soluzioni, che le porte della casa comunale sono sempre spalancate per ascoltarle”. Nella primavera del 2015 gli elettori hanno votato 24 consiglieri (oggi in carica in 17) ed un sindaco: spetta a loro governare, non ai cittadini che, se non si sono candidati significa che non hanno le competenze, le conoscenze, l’esperienza, il tempo per dedicarsi a quest’attività che, peraltro, è remunerata, non gratuita.

 

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