DON LUIGI MEROLA

L’invito di Don Luigi Merola: studiate e svegliatevi

Studiare e svegliarsi sono le due parole più ripetute da don Luigi Merola nel coinvolgente incontro con un’ampia delegazione di studenti della scuola Gobetti di Quarto. Nell’ambito della rassegna promossa dall’associazione Protagonismo Sociale, il sacerdote ha rivelato che “in Italia il male per eccellenza è l’ignoranza”. Nello stivale “ci sono troppi asini” che preferiscono “fare filone” anziché imparare nozioni nuove ed utili per la crescita umana e professionale. Purtroppo “le istituzioni non sono state attente e vogliono risparmiare sulla cultura“. Negli ultimi anni ogni ministro della istruzione ha “varato una riforma che modificava il settore. Dirigenti e docenti non avevano neppure il tempo di comprenderla pienamente che già era superata dalla successiva“. Ciò danneggiava loro e gli alunni che “hanno bisogno di pace, di attenzione” ma contemporaneamente “devono vedere, parlare, raccontare“. Solo con quest’interazione si ha una scuola migliore, d’eccellenza, utile in una società malata, condizionata da falsi miti proposti dalla “TV spazzatura” che propina format come “uomini e donne che non devono essere visti. Hanno inventato il tronista che è solo apparenza. Bisogna innamorarsi delle persone per quello che hanno dentro“, non per l’esteriorità. Sono “pagliacci” diseducativi, da emarginare così come va ridotto l’uso del computer la cui forza non “è sempre una ricchezza” perché porta all’appiattimento del pensiero”. Il presbitero ha svelato che durante le attività (danza, ballo, informatica, pittura) nella sua Fondazione, A’ voce e creature”, nessuno usa il cellulare e così sono state “riscoperte le relazioni umane”. Ha quindi invitato a fare altrettanto in sempre maggiori circostanze così da contribuire al calo degli incidenti stradali, spesso mortali, provocato dalla distrazione della conversazione, dell’sms, del selfie. Comportamenti da non imitare così come quello dell’uso di alcool. “Iniziate a dire no a queste sostanze. La droga è morte, non si tocca e non si può legalizzare la sua assunzione”. Chiaro il riferimento alle ipotesi di legge di cui parlano i politici nazionali che dimostrano di non avere a cuore i cittadini che devono essere tutelati, aiutati soprattutto in un tempo in cui le tentazioni non sono poche. Tra queste ci sono i facili guadagni promessi dalla criminalità organizzata, ma un affiliato “non vive a lungo, massimo 25/30 anni e poi muore oppure finisce in prigione”, quindi non vanno presi come modelli perché l’esistenza è bella, deve essere vissuta a tutte le età essendo pronti, preparati per ogni ruolo. “Non si nasce genitori, ma si diventa” ascoltando i consigli degli altri, agendo con intelligenza, senza frenesia ed essendo svegli. Un verbo che don Luigi Merola ha ripetuto più volte sottolineando che è diverso da alzarsi. Quest’ultimo indica semplicemente “l’atto di essere in piedi, non più stesi sul letto,”, invece il primo indica “l’essere presenti a se stessi”, ovvero, attenti, concentrati, sulle azioni da compiere, sulle decisioni da prendere. Tutti comportamenti importanti per il proprio presente e futuro che si costruisce quotidianamente seguendo consigli semplici, chiari, tra cui due “studiare e svegliarsi”.

 

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