I cittadini traggano le dovute conclusioni

Il fallimento della Quarto Multiservizi Spa è sempre al centro dei pensieri del meetup#Quarto 3.0 che, “scorrendo la proposta di deliberazione del Commissario straordinario presso il comune di Quarto dr. Vincenzo Greco che riprende la relazione del Comitato Tecnico di Controllo e quella redatta dall’ing. Lista”, trova conferme alla presenza di “responsabilità politiche e giuridiche” chiare sulla fine della partecipata dell’ente di via De Nicola e che “ci sono responsabili ben noti in città che non si dimettono e non chiedono scusa”.
Gli attivisti diramano un succinto resoconto del documento:
Nei bilanci di previsione dal 2004 al 2007 non sono state previste le coperture finanziarie , causando dei debiti fuori bilancio;
• Il D.L. 245 del 30/11/2015 poneva a carico del Comune il canone per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, non aggiornando la convenzione tali oneri sono stati pagati anche alla Quarto Multiservizi duplicando i pagamenti e determinando un indebito arricchimento della stessa società,
• Non si procedeva al rinnovo dell’organo sindacale scaduto;
• Mancata approvazione dei bilanci della società dal 2008 al 2011;
• Mancati pagamenti degli oneri previdenziali e tributari con successivo aggravio di costi per interessi e sanzioni;
• Mancata osservanza delle disposizioni in materia contrattuale, stipulando una convenzione per il noleggio di automezzi per 36 mesi (9/10/2007) costo complessivo euro 885600,00;
• Incarichi legali affidati senza nessun atto ufficiale della società;
• Inquadramento contrattuale dei dipendenti non corretto per tutti;
• Progressioni di carriera e passaggi di qualifica deliberati in modo arbitrario senza autorizzazione del Consiglio di Amministrazione e assemblea societaria;
• Passaggio (ritenuta anomala la procedura) da part-time a full-time di lavoratori aggiunti con aggravio di costi pari a circa euro 500000 per il periodo compreso dall’1/01/2016 al 31/12/2007.
In conclusione i membri del meetup#Quarto 3.0 sottolineano che “la relazione continua evidenziando altre incongruenze”. Loro non si fermano dato che “quanto sopra riportato parla da solo coinvolgendo personaggi istituzionali e rappresentanti dei vari organi societari per un arco temporale dal 2004 al 2011”. Gli attivisti lasciano “alla cittadinanza il compito e l’onere di riflettere traendo le dovute conclusioni”.

 

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