Santoro: “Nella vita c’è sempre da imparare”

La notizia del rinvio a giudizio per “falso in atto pubblico” del consigliere Giovanni Santoro e dell’ex Ferdinando Manzo, pubblicata ieri mattina da Alessandro Napolitano su Cronaca Flegrea, ha fatto rumore in un ambiente politico già “surriscaldato” per la “crisi di governo” in essere. In attesa di novità in merito (gli incontri si susseguono), il capogruppo di Uniti per Quarto sta approfondendo questa vicenda personale di cui aveva già parlato in una lunga intervista rilasciata a “Quarto Magazine” (numero dell’ottobre scorso). Riportiamo integralmente quel paragrafo. Nelle ultime settimane si è parlato tanto anche dell’indagine della Magistratura circa una dichiarazione mendace del consigliere in merito ad un tributo non pagato. “Nel 2015 sono stato eletto e convalidato dalla Prima sezione del Tribunale – racconta – Prima della proclamazione ufficiale del sindaco fui contattato dal segretario comunale che mi rivelò un impedimento per un tributo non pagato. Per maggiori informazioni mi recai all’ufficio tributi che mi dette il numero di cartella di Equitalia che mi riferì di un residuo di bolletta del 2011 che non era stato pagato. Prontamente versai la quota e l’annessa mora. Al Municipio consegnai la ricevuta e così, entro i termini consentiti (massimo 10 giorni), ho rimosso la causa ostativa alla convalida. Poco dopo ricevetti l’atto della Magistratura circa la falsa dichiarazione scritta in merito ad eventuali debiti con il comune. Tale documento non si cancella e sarò giudicato, ma ho voluto produrre un dettagliato fascicolo per dimostrare la buona fede di quella frase”. L’inquirente ha ricevuto il dossier e la richiesta di essere ascoltato da parte del consigliere. “Al Comune ho chiesto dove fossero state mandate le bollette dato che durante il 2011 lasciai la mia abitazione di via Segaetano per trasferirmi in un’altra e feci tutte le comunicazioni necessarie. L’ente mi disse, per iscritto, che tale compito era di Equitalia che, a sua volta, lo aveva affidato ad una società di servizi. Equitalia ha fatto direttamente la cartella come se non avessi voluto pagare. Ho ricevuta una copia della “relata”. E’ emerso un vizio di notifica perché non è stata notificata a nessun componente del mio nucleo familiare e potevo fare ricorso. Ad Equitalia ho chiesto anche dove è stato mandato il preavviso dalla società di servizi. Dopo chiederò la restituzione delle somme non dovute (la mora). So che il Magistrato non entrerà nel merito di questa storia in quanto l’indagine riguarda la dichiarazione consegnata al Comune circa eventuali liti, ma serve per fare piena chiarezza sulla vicenda che mi lascia un insegnamento: nella vita c’è sempre da imparare. Se in quella lettera aggiungevo “per quanto di mia conoscenza” la storia sarebbe stata diversa”.

 

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