Un condominio può avere un unico contatore dell’acqua

In questi giorni i dipendenti del consorzio Acqua Quarto stanno eseguendo le letture dei contatori idrici per poi emettere la seconda nuova bolletta. Soldi che non tutti i cittadini versano regolarmente generando un ammanco nelle casse del comune. Sul problema si erano concentrati i membri del meetup#Quarto 3.0 che lo hanno continuato a seguire ed ora avanzano dei dubbi, delle perplessità.

Alla luce dell’attuale normativa e del regolamento Comunale servizio acquedotto, crediamo che non sia legittima la richiesta, rivolta ad alcuni cittadini, dell’Ente di via De Nicola di sottoscrivere un contratto di installazione di misuratore idrico in presenza di un contatore già installato al servizio dell’intero condominio. Infatti la delibera n.89 del 26/06/2014 a firma della commissione straordinaria riguardante il regolamento Comunale servizio Acquedotto prevede la possibilità che possa esservi un unico misuratore per più alloggi, basta leggere l’art 24 che titola proprio: “Allacciamento comprendente più alloggi” o l’art 1 delle prescrizioni tecniche di installazione dei contatori che in merito alla collocazione dello stesso, tra le varie modalità, nel caso di utenze multiple, recita espressamente: “in apposito locale tecnico o in sua assenza all’interno di un pozzetto esterno, nel caso di utenza multipla”. Se era nelle intenzioni delle commissarie di avere un unico contatore per ogni utenza non si sarebbe mai prevista la possibilità di un’utenza multipla, al contrario il regolamento, in questione è in perfetta sintonia con la normativa attuale. Il D.P.C.M 4 MARZO 1996 RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIE DI RISORSE IDRICHE ( GU 14/03/1996,n.62). Al punto 8.2.8 titolato – misurazione- troviamo la seguente disposizione: “In relazione a quanto disposto dall’articolo 5, comma 1, lettera c, della legge 5 gennaio 1994,n.36 dove attualmente la consegna e la misurazione sono effettuate per utenze raggruppate, la ripartizione interna dei consumi deve essere organizzata, a cura e spese dell’utente, tramite l’installazione di singoli contatori per ciascuna unità abitativa” Ovvero l’obbligo di installazione di contatori di ripartizione interna dell’acqua in ogni appartamento e non quello di stipulare un nuovo contratto di fornitura dell’acqua, in presenza di un misuratore già installato al servizio di tutto il condominio. Che questa sia la lettura corretta dell’intenzione del legislatore viene confermato dalla sentenza di Cassazione n.17557/2014 che dice chiaramente “le spese relative al consumo dell’acqua devono essere ripartite in base all’effettivo consumo se questo è rilevabile oggettivamente con strumentazioni tecniche” –sottolinea ancora la Corte “l’installazione in ogni singola unità immobiliare di un apposito contatore consente, da un lato, di utilizzare la lettura di esso come base certa per l’addebito dei costi, salvo il ricorso ai millesimi di proprietà per il consumo dell’acqua che serve per le parti comuni dell’edificio”. Quindi si tratta dell’obbligo di installare dei sottocontatori detti anche contatori di sottrazione o di ripartizione, per cui un condominio può avere tranquillamente un unico contatore a patto che ogni utenza abbia dei misuratori per ogni appartamento. Visto che l’interpretazione della Cassazione è chiara, perché l’amministrazione comunale di Quarto, in presenza di un contatore condominiale già in essere, pretende la sottoscrizione di contratti singoli gravando di ulteriori costi i cittadini e forse le stesse casse comunali visto che bisogna utilizzare un impresa appaltata per l’installazione degli stessi? Senza contare che sarebbe più agevole ed economico (risparmio di spesa) effettuare la lettura certa di un unico contatore piuttosto che quella di venti o trenta utenze (secondo la grandezza del condominio) con la possibilità che qualcuna non possa essere rilevata per l’assenza degli occupanti l’appartamento. Non sarebbe meglio demandare all’amministratore del condominio il compito certo di incassare il riparto delle varie quote ed effettuare il pagamento della bolletta. Le difficoltà d’incasso delle utenze idriche non derivano dal contatore singolo installato nel condominio, ma da una politica superficiale ed approssimativa, che contraddistingue l’amministrazione comunale, nel comparto riscossione. Se così non fosse non ci sarebbero quelle notevoli esposizioni debitorie di molti condomini.
Abbiamo cercato, nel periodo di permanenza nella gestione amministrativa della cosa pubblica al Comune di Quarto, di normalizzare il settore, agendo sull’anagrafica degli utenti e sulla corretta individuazione degli amministratori a cui far sottoscrivere dei piani di rientro. Ancora oggi apprendiamo da alcuni amministratori che l’amministrazione non opera con la dovuta solerzia il recupero delle somme pregresse ( la rendicontazione 2016 lo dimostra). Suggeriamo, ma sicuramente non riceveremo ascolto, di continuare ad aggiornare in modo corretto l’anagrafe dei vari condomini con l’esatta individuazione degli amministratori, quantificare in modo corretto l’esposizione debitoria, concordare con gli stessi amministratori un piano di rientro per il pregresso e contestualmente richieder l’esatto adempimento del pagamento per il corrente, pretendere l’installazione dei contatori di sottrazione per ogni appartamento, instaurare la comunicazione obbligatoria al Comune ogni qual volta cambia l’amministratore di riferimento del condominio (multando in modo solidale condominio ed amministratore in caso di omessa comunicazione), inviare una duplice copia della bolletta emessa sia al condominio che al recapito dell’amministratore in carica (a quest’ultimo con raccomandata A/R per avere la certezza che sia pervenuta ), fare una lettura più frequente dei consumi ed emettere una fatturazione almeno tre volte nel corso dell’anno . Coloro che volessero maggiori informazioni, chiarimenti possono rivolgersi agli attivisti del meetup#Quarto 3.0 contattandoli tramite la pagina face book ufficiale oppure recandosi ai gazebo settimanali

 

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