muncipio bacoli bis

Il bilancio se lo faccia spiegare dai suoi consiglieri

A 10 giorni dalle elezioni, il nuovo sindaco e la sua coalizione hanno finalmente chiarito cosa stanno facendo: studiano. Senza però capirci molto. In un comunicato di ieri notte, infatti, sono bastate poche righe per dare il senso di una condizione di confusione, litigiosità ed inerzia, fuori dalla norma.
Infatti, dopo aver esordito, giorni fa, scrivendo che il nostro “bilancio di riequilibrio è stato bocciato dalla Corte dei Conti”, oggi si scrive che il “dissesto economico sarebbe drammatico per la città”. Quindi, il nostro piano, è stato bocciato? O no? Se sì, siamo già in dissesto. Se no, siamo ancora salvi. Mistero della fede.
Ma, cosa ancora più grave ed intollerabile: è mai possibile che un professionista si candidi come sindaco della sua città, senza neanche sapere in che stato siano i conti pubblici?
Giovanni Picone, a tal proposito, ed in attesa dell’arrivo dei super-professori che salveranno Bacoli, non poteva chiedere spiegazioni (prima, durante o dopo le elezioni) ai consiglieri comunali Geppino Laringe o Simone Scotto di Carlo?
Sono in Consiglio da 30 e da 20 anni. Oggi sono le colonne della sua maggioranza. E lo sono sempre stati, in maggioranza: con i sindaci Antonio Illiano, con Antonio Coppola, con Ermanno Schiano. Ed ora, con lui. Senza pudore, senza coerenza. Da sinistra a destra.
Soltanto durante la nostra amministrazione, sono rimasti a bocca asciutta.
Ah, scusate. Tornando allo “studio disperato”.
A cosa serve? A cosa ci condurrà? Scrivono: “ad individuare le gravi responsabilità del passato”.
Perfetto.
Ma a Giovanni Picone lo hanno spiegato che, proprio con quel “passato”, ha scelto di governare? Giovanni Picone lo sa che senza i voti di quel “passato” (oltre 1500), non riusciva neanche a superare la soglia minima per arrivare al ballottaggio? Giovanni Picone, che punta il dito contro il “passato” malgoverno del paese, lo sa quanto gli pesa quel “passato” in un ballottaggio “vinto” per meno di 400 voti?
Quando in Consiglio Comunale, se vorrà davvero farlo, si scaglierà contro i suoi predecessori, guarderà semplicemente il pubblico o, come onestà intellettuale vorrebbe, girerà lo sguardo verso i suoi novelli “compagni”?
Giovanni Picone, che studia il “passato”, lo sa che nella sua maggioranza siedono Monica e Gennaro Carannante, ex assessori di Forza Italia? Ex bracci destri (o sinistri?) dell’amministrazione targata Ermanno Schiano capace, in 5 anni, di raddoppiare i residui attivi? Di far balzare la cifra delle “tasse non pagate” da 20 a circa 40 milioni di euro?
Giovanni Picone si è mai chiesto perché taluni personaggi, in questo paese, non si curano di pagare l’acqua o i rifiuti? Si è chiesto chi votano? Sarà un caso se con noi sono corsi a pagare, e prima no?
Chiedere a chi ha causato il problema, di trovare la soluzione. Roba da film horror. O da commedia, da cine-panettone.
Infine, un consiglio spassionato. Nel nostro piano di riequilibrio, per salvare Bacoli dal fallimento, avevamo previsto di far pagare le tasse a chi non le aveva mai pagate. Parliamo di milioni e milioni di euro non versati da pseudo-imprenditori. Lo stavamo facendo. Con durezza. E ne abbiamo anche pagato le conseguenze. Politiche ed elettorali. A testa alta, altissima. Sempre. Ora, pare, tutto si stia rallentando. Pare.
In attesa dei consulenti “mega-galattici”, per dirla alla maniera del ragionier Ugo Fantozzi, vogliamo ricominciare questo giro di vite?
Buono studio. Anzi, buon lavoro.
Staremo a vedere.

“Mettite mano”.

Comunicato stampa Freebacoli

 

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