CELLULA PCI

Lavorare per una società diversa, migliore

Il Partito Comunista Italiano si riorganizza. Dopo anni di oblio, difficoltà il 25/26 giugno 2016 s’è tenuto il congresso nazionale ricostituivo in cui, confermando pienamente l’ideologia, sono state varate nuove filosofie operative che hanno dato entusiasmo, vigore a tutti i tesserati. Per favorire un maggior radicamento sul territorio sono state varate le cellule che sostituiscono le vecchie sezioni. Quella di Quarto è stata intitolata a Giovanni Riccio (ex sindaco, storica figura comunista locale). E’ stato un atto con cui i membri hanno voluto testimoniare la continuità con quel percorso che, ora, loro proseguiranno facendo molta attenzione alle fasce deboli della popolazione, alle importanti vertenze sociali. In primis quella dei ticket mensa per i bambini delle scuole elementari. “Abbiamo constatato che l’importo è lo stesso per tutte le famiglie e non tiene assolutamente conto del loro reddito – afferma Antonio De Caro (segretario della cellula) – Una cifra che penalizza le fasce medio basse costringendo spesso i genitori a rinunciare al tempo pieno. Ciò danneggia i figli sia sul piano formativo sia su quello educativo sociale. Riteniamo che bisogna tutelare questi nuclei e che il servizio debba essere svolto dal comune e non dai privati o se resta affidato a questi ultimi ci vede essere una maggiore vigilanza da parte dell’ente di via De Nicola. Dopo aver fatto alcuni volantini informativi intendiamo organizzare un’assemblea pubblica cui inviteremo tutte le famiglie interessate da questo problema”.
Un’iniziativa che sarà attuata in sinergia con il Collettivo Autorganizzato Popolare 80010 insieme al quale stanno approfondendo anche altri argomenti. Loro, i Carc, il Quartograd sono i principali interlocutori di questa forza politica che punta a consolidarsi dal basso, a crescere con passi giusti, pensati, mai affrettati, troppo grandi. “Oggi Quarto è considerato da molti un paese dormitorio perché mancano luoghi di aggregazione, partecipazione – prosegue – Tranne il CAP 80010, il Quartograd che cercano di dare vitalità al territorio che è privo di opportunità per i giovani. Purtroppo si paga una mentalità vecchia, basata tanto sull’edilizia. Sono stati costruiti edifici in maniera indiscriminata, senza tener conto del rischio idrogeologico, puntando al profitto, al mero guadagno personale e non sulla funzione sociale. Le case sono vendute o fittate a prezzo di mercato e ciò penalizza sempre le fasce deboli. Ricordo che, da anni, manca un piano di edilizia residenziale pubblica”. Anche se sarà elaborato l’attuazione sarà complicata date le caratteristiche del territorio, le poche zone edificabili. Numerose sono quelle a finalità agricole, ma non sono pienamente sfruttate. “Stiamo approfondendo questo tema – rivela – Ai tempi dell’amministrazione Secone si ipotizzò di stipulare convenzioni con l’Università per sviluppare questo settore economico, valorizzare i terreni esistenti, magari con le tecniche biologiche, creando cooperative, associazioni. E’ un modo per rilanciare l’occupazione, coinvolgere gli esperti del settore che attualmente sono inattivi. Il tasso di disoccupazione è elevato, va ridotto guidando le persone nella ricerca dei fondi europei, consigliandole sulle professioni in crescita, valorizzando i beni archeologici. A Quarto ne abbiamo diversi ed altri sono sconosciuti, abbandonati (le tombe rinvenute in via Scarlatti), degradati (la Fescina)”.
In questo senso era importante l’apporto della dottoressa Raffaella Iovine che è stata una delle prime a lasciare la corrente amministrazione appena notati dei comportamenti strani, poco chiari. “Il nostro giudizio sul primo biennio di questa consiliatura è negativo – dice il già responsabile della Giovanile provinciale – Già durante la campagna elettorale sospettavamo che questo candidato sindaco era un camuffamento della vecchia politica locale e lo dicemmo. A posteriori i fatti ci hanno dato ragione: la giunta è un misto tra la storica destra quartese, il M5S ed altre forze. Siamo apertamente critici sul loro operato. Finora ci siamo limitati a inviare loro i volantini stampati per informarli della nostra attività che è rivolta soprattutto alla popolazione. Vogliamo metterli a conoscenza dei problemi esistenti, delle mancanze del paese”. Particolarmente sofferenti sono le strade. “Alcune sono in condizioni pessime: prive di luci e con asfalto molto usurato, quasi assente. In altre la vegetazione ha invaso la carreggiata mettendo a rischio l’incolumità di veicoli e pedoni. I marciapiedi sono pochi, stretti, pieni di deiezioni canine. In generale riteniamo, inoltre, che c’è poca vigilanza (auto in doppia fila, sosta vietata), attenzione, sensibilità. Evidenzio che, negli ultimi anni, sono sempre di più coloro che usano la bicicletta (per diletto o per utili spostamenti), ma le piste sono poche. Farne altre incentiverebbe ulteriormente l’uso di questo mezzo di trasporto”. Occorrerà attendere tanto, magari un radicale cambiamento di pensiero. Vale per gli amministratori odierni e per quelli futuri. Nessuno dovrà dimenticare il rione 219 con gli stabili che dovevano essere provvisori ed invece sono li da oltre 20 anni. “E’ un quartiere che non è stato mai valorizzato – sottolinea – E’ grande, popolato, ma trascurato pur essendo al centro del paese. I residenti avvertono sulla propria pelle quest’isolamento. Alcuni sono morti per le conseguenze dell’esposizione all’amianto usato per la costruzione dei palazzi che dovevano essere abbattuti per far posto ad altri migliori”.

Parole, promesse che non si sono mai concretizzate, ma sono puntualmente riformulate in campagna elettorale quando quell’area diventa un bacino di voti significativo. Sono numeri come quelli che hanno determinato il trasferimento a Marano della diabetologia ASL. “E’ una patologia molto frequente – sottolinea – Sul tema è calato uno strano silenzio, non ci piace. Noi siamo vigili, attenti e con i nostri colleghi delle altre cellule stiamo promuovendo la campagna per l’abolizione del ticket. Si sta valutando l’opportunità di una petizione” così da rendere partecipe, protagonista, la popolazione che non vuole soltanto subire. “Ultimi, ma non per importanza, filoni che stiamo seguendo sono quelli relativi all’acqua ed i rifiuti – rivela – Sino a qualche anno fa, a Quarto, tali servizi erano gestiti dalla Multiservizi che è fallita. Oggi ci sono due ditte esterne. Per il primo ambito riteniamo sia opportuna una soluzione simile all’ABC di Napoli oppure creare un collegamento diretto con quel consorzio così da dare un concreto segnale di volere l’acqua pubblica. Per la spazzatura si potrebbe puntare su una società comunale, gestita diversamente dal passato, coinvolgendo i cittadini ed in questo modo si combatte la disoccupazione di cui abbiamo già parlato”. Le idee ci sono, l’entusiasmo, la passione pura. La cellula di Quarto del PCI deve solo continuare a lavorare alacremente per diffonderle, promuovere una società diversa, con dinamiche nuove.

 

Se leggi questo messaggio significa che hai letto l’articolo. Ora clicca sul google adsense inserito in questa pagina. Un gesto piccolo, veloce, gratuito per te, ma molto importante per noi.





Commenti