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Bene confiscato, altra occasione persa

Venerdì scorso nelle comunicazioni che hanno aperto la seduta del civico consesso il consigliere indipendente Vincenzo Di Pinto ha ricordato “le tante proposte presentate, ma rimaste lettera morta”. Tra queste c’è la missiva scritta del 16 febbraio 2017 con cui chiedeva al sindaco Capuozzo, al presidente del consiglio Perotti ed agli assessori Scarpitti (patrimonio) e Ascione  (politiche sociali) di “impegnarsi ed attuare al più presto quanto previsto dal Regolamento per l’affidamento in concessione a favore dei soggetti privati dei beni confiscati alla criminalità organizzata”. Nell’ottobre 2016, Protagonismo Sociale diramò una nota (sotto riportata integralmente) con cui auspicava che l’attuale amministrazione diramasse, quanto prima, l’avviso pubblico per l’affidamento della villa di Perrone ai soggetti previsti dalla normativa. Era ed è un modo per dare un ulteriore segnale di legalità ai cittadini, un modo per aiutare il riscatto di una collettività troppe volte macchiata da accuse forti, nette, trancianti. Da quel comunicato sono trascorsi oltre nove mesi e, con nostro profondo rammarico, dobbiamo ammettere che i nostri sospetti erano fondati. Alle passerelle, alle belle parole pronunciate non sono seguite i fatti. Ad oggi non c’è traccia del bando per l’assegnazione della struttura alle associazioni con finalità sociali come previsto dallo spirito della legge n.109 del 1996 che è nata per diffondere la cultura della legalità che si pone come il principale anticorpo alle mafie. Essa prevede l’assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti (Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni) in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro. Ci sono realtà locali che li garantiscono e, con una sede migliore, più ampia, potrebbero offrirli con modalità sempre migliori, aiutando un numero maggiore di persone in un territorio che ha tanto bisogno di esempi positivi, modelli validi. Ricordiamo che la Regione Campania ha costituito la Fondazione Pol.is al fine di consolidare il sistema di governante in materia di riutilizzo dei beni confiscati (delibera di Giunta n. 2352 del 2007). I signori amministratori locali lo sanno? Nell’eventualità di ignoranza in materia, l’hanno studiata? Hanno bisogno di ulteriore tempo?? Più volte abbiamo sentito frasi del tipo “gli ultimi non saranno più tali”, “siamo vicino ai cittadini bisognosi”. Bene, quest’era un’occasione per dimostrarlo concretamente, invece, sono inadempienti. Il Comune non sta dando l’auspicata continuità all’azione della Magistratura che ha ottenuto una vittoria importante.

COMUNICATO STAMPA PROTAGONISMO SOCIALE – SCELTA CIVICA PER L’ITALIA

 

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LA NOTA UFFICIALE DI OTTOBRE FIRMATA DAL PROF. FRANCESCO PISANO

Dal bene confiscato al bene comune





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