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Il Quartograd fa da se per la manutenzione del Giarrusso

Manto erboso molto consumato, assente in tanti punti, coperture delle panchine sfasciate con sediolini divelti, porte di gioco arrugginite, cabina stampa danneggiata, pista di atletica usurata. Queste le immagini simbolo odierne dello stadio Giarrusso che rischia di non essere omologato per il campionato di Promozione che inizierà a metà settembre (prima ci sarà la Coppa Campania). “Il Giarrusso è stato abbandonato a se stesso dopo il misero fallimento della Quarto calcio per la legalità (estate 2015), che lo ha lasciato in una situazione disastrosa – ricorda il presidente dell’asd Quartograd Davide Secone –  Il Comune non è riuscito ad ottemperare a quelli che sono i suoi impegni nei confronti delle strutture comunali e quindi una gestione ordinaria di un impianto sportivo, gestione che ormai da anni ricade sulle spalle della nostra associazione. Come tutti già sapranno, abbiamo già rifatto due volte l’impianto di illuminazione, aggiustato le panchine, le porte e quant’altro cercando di ottemperare anche a quelle problematiche burocratiche che ci attanagliano: la deroga dell’omologazione (data dalla FIGC). Abbiamo assistito a decine di boutade propagandiste della nostra amministrazione su questi fatidici finanziamenti per la ristrutturazione del campo comunale. Ci avevano detto che quest’estate sarebbero partiti finalmente i lavori e che quindi avremmo avuto un campo nuovo, avremmo avuto finalmente lo stadio del popolo di cui tanto si è parlato anche dopo l’elezione. Tutto ciò come al solito è stato disatteso, un po’ per le lungaggini burocratiche un po’ per incapacità ed incompetenza, un po’ per tanti fattori, comunque il Quartograd anche quest’anno rischiava di non giocare il campionato a causa della scadenza dell’omologazione”.

Da queste parole si deduce che il Credito Sportivo non ha accettato il progetto annunciato dall’ente di via De Nicola. Ricordiamo che non si sarebbe trattato di un regalo, ma di un prestito, quindi, di somme da restituire a rate. Chi lo concederebbe ad un Comune in predissesto e con oltre 40 milioni di euro di debiti? Probabilmente solo un pazzo e dato che al Coni non ce ne sono, niente risorse per l’impianto di via Alighieri e, quindi. a rischio l’essere sede delle partite casalinghe dei blaugrana. “Come ogni anno ci siamo rimboccati le maniche ed essendo ormai una realtà cittadina che riscuote sempre più simpatia ed amicizia sul territorio, con la collaborazione di tutti i nostri sostenitori, individui e sponsor che ringraziamo singolarmente, abbiamo deciso di investire parte del nostro budget per ristrutturare il manto erboso a nostre spese – annuncia il massimo dirigente nella nota ufficiale diramata da Gianmaria Varriale – Lo ristrutturiamo a nostre spese così come abbiamo sempre fatto, donando a tutte le altre associazioni un manto erboso degno di questo nome, nei limiti del possibile perché sappiamo ormai che è usurato. Quel campo oggi ha un’altra faccia, è tornato il verde ed è scomparso il nero. Facciamo appello a tutte le altre realtà, ai cittadini e ai compagni del nostro territorio, di sostenere ancora una volta il nostro sforzo affinché questo campo sia sempre più un campo di pallone. Non facciamo morire quelle poche strutture che abbiamo sul territorio, facciamo appello a tutti affinché contribuiscano, anche economicamente, a questo onere che per noi è stato ben al di sopra delle nostre aspettative. Stiamo organizzando la ristrutturazione delle panchine, la verniciatura delle porte e abbiamo avviato, anche sollecitando il Comune, le pratiche per una nuova deroga della omologazione che riteniamo sia, allo stato attuale, grazie ai nostri lavori, alla nostra portata. Abbiamo giocato su decine di campi molto peggiori del nostro”.  Gli impianti delle altre compagini di questa categoria e di quelle inferiori non brillano assolutamente. Questa, purtroppo, si sta allineando al livello negativo.

Il Comune si è impegnato realmente affinché avvenisse questo finanziamento, ha espletato tutto ciò che dal punto di vista tecnico amministrativo si potesse fare ma – rivela Secone – manca ancora la forza politica (è una delle conseguenze di essere una coalizione composta da liste civiche, senza veri partiti alle spalle) di ottenere il rilascio, da parte della Corte dei Conti, della firma del benestare di questo finanziamento essendo Quarto un comune in pre-dissesto. L’amministrazione, dopo una nostra sollecitazione, si è impegnata ad andare personalmente a Roma affinché la Corte dei Conti dia il parere favorevole allo sblocco di questi fondi. Saremo sempre col fiato sul collo, con un atteggiamento costruttivo, affinché questo campo comunale ritorni il fiore all’occhiello della zona flegrea così come lo era stato in passato”. In una Quarto che ha tanti problemi, disservizi, lavori più urgenti da completare/iniziare pare difficile che la Corte dei Conti garantisca per quest’opera.

 

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