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FIGC, 120 anni in 20 cimeli in mostra a Rovigo

Il 26 marzo 1898 a Torino fu fondata la Federazione Italiana del Football (dal 1909 divenne Federazione Italiana Gioco Calcio). In occasione del 120° anniversario di quell’atto sono state organizzate numerose iniziative celebrative tra cui la mostra itinerante del Museo del calcio italiano (nella sede stabile di Coverciano presso il Centro Tecnico sono esposte maglie, gagliardetti, scarpini, coppe). In diverse città è possibile vedere i cimeli che meglio sintetizzano questa storia lunga e gloriosa. Milioni di tifosi che soffrono, gioiscono per la maglia azzurra (debuttò nel 1911 contro l’Ungheria) che stanno approfittando di quest’opportunità. Da sabato 3 sino a mercoledì è possibile farlo presso Palazzo Nodari (in piazza Vittorio Emanuele) a Rovigo (dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19). Già tanti i rodigini e non sono che stanno facendo un tuffo nel passato tra ricordi, aneddoti, sentimenti.

La Coppa Julet Rimet fu realizzata dall’orafo parigino Abel. Inizialmente fu chiamata Victory perché raffigurava la vittoria alta, poi fu dedicata al presidente della FIFA (dal 1921 al 1954) che fu l’ideatore del campionato del mondo. L’Italia lo vinse nel 1934 (superando 2–1 in finale a Roma la Cecoslovacchia) e nel 1938 (4–2 ai danni dell’Ungheria con le doppiette di Colaussi e Piola che, con 30 reti in 34 partite, è il terzo miglior marcatore azzurro). Ad allenare gli azzurri sempre Vittorio Pozzo che nel suo palmares tricolore vanta anche l’oro olimpico del 1936 a Berlino e le Coppe Internazionali del 1930 e del 1935 (antenato dell’europeo).

La Coppa del mondo del 1982 e del 2006. Adulti e giovani ricordano sicuramente la partita dello stadio “Santiago Bernabeu” di Madrid, in particolare le esultanze del presidente della Repubblica Sandro Pertini, di Marco Tardelli (autore del secondo gol). Il terzo fu firmato da Alessandro Altobelli, il primo da Paolo Rossi che di quel torneo fu capocannoniere (6 reti). A dicembre di quell’anno vinse il Pallone d’Oro.

Medesimo riconoscimento individuale è stato attribuito, nel 2006, anche a Fabio Cannavaro che è  uno dei pochi difensori ad aver vinto questo prestigioso premio. Quell’anno fu uno dei grandi protagonisti della vincente spedizione azzurra ai mondiali in Germania. Torneo che disputò con la maglia numero 5 ed indossando la fascia di capitano, ereditata da Paolo Maldini cui ha tolto il record di presenze complessive (ben 136) che, poi, è stato superato da Gianluigi Buffon (176).

Una lunghissima “vita sportiva” in azzurro per il portiere toscano che ha partecipato a 5 mondiali (1998 – 2002 – 2006 – 2010 – 2014), 4 europei (2000 – 2004 – 2008 – 2012), 1 Confederation Cup (2009), 1 Europeo Under 21 (vinto nel 1996 con Filippo Inzaghi, Cannavaro, Alessandro Nesta), un Olimpiade. In occasione della 150ima (il 6 settembre 2015 a Palermo contro la Bulgaria) indossava la maglia esposta nella mostra.

Buffon è stato capitano degli azzurri come Paolo Maldini e Franco Baresi. Il primo ha collezionato ben 126 presenze (74 con la fascia) partecipando a 4 campionati del mondo (1990 – 1994 – 1998 – 2002). Nella prima giocò tutte le gare sempre con la maglia numero 7. Aveva, invece, la 5 negli Stati Uniti quando la 6 era di Baresi. Le sue lacrime dopo la sconfitta contro il Brasile nella finale mondiale del 1994 restano ben impresse nella mente di migliaia di tifosi. Non tutti ricordano che fu uno dei calciatori che sbagliò un rigore. Un errore che non macchia una prova straordinaria, garantita soltanto 25 giorni dopo l’infortunio al menisco patito contro la Norvegia (seconda gara del girone eliminatorio). Una grandissima delusione dopo un torneo in cui grande protagonista fu Roberto Baggio che segnò 5 gol tra cui quelli decisivi contro Nigeria, Spagna e Bulgaria. Fallì il penalty nel pomeriggio di Pasadena. Si riscatterà parzialmente nel 1998 in Francia, ma la sua rete più bella fu quella, nel mondiale del 1990, con la Cecoslovacchia: partì palla al piede da centrocampo.

EUROPEO 1968 vinto dall’Italia sulla Jugoslavia: 1–1 nella prima partita, 2–0 (reti di Anastasi e Riva) nella seconda che fu necessaria dato che non esistevano supplementari e rigori. In quelle sfide il compianto Giacinto Facchetti (terzino sinistro e capitano dell’Inter) indossava la maglia numero 10.

COPPA CELEBRATIVA. L’Italia ha vinto ben 5 campionati europei riservato alle selezioni Under 21. Nessuna nazionale c’è riuscita. Soprattutto per celebrare i primi 3 successi (tutti con Cesare Maldini ct) che furono consecutivi (2–0 e 0–1 alla Svezia nel 1992, 1–0 al Portogallo nel 1994, 4–2 ai rigori alla Spagna nel 1996) la FIGC fece realizzare questa coppa. Ora la nuova edizione del torneo continentale si terrà nel prossimo giugno proprio nello stivale (tra Bologna, Cesena, Udine) e l’auspicio è che la rappresentativa di Di Biagio possa arricchire il palmares che è fermo dal 2004 (3–0 alla Serbia Montenegro).

 

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La Redazione





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