Bondi, che cuore, ma non basta: +6 Verona

Non basta il cuore, la grinta, la determinazione alla Bondi Ferrara per superare una Tezenis Verona brava, maliziosa, esperta. Il –6 finale (76–82) non rende pienamente merito agli estensi che hanno difettato in alcuni particolari nei frangenti decisivi dissipando 5 punti di vantaggio in 80″ dopo essere stati sotto anche di 14 nel secondo periodo. A penalizzarli anche l’infortunio occorso a Swann nel quarto inaugurale. Il ragazzo ha provato a giocare, stringendo i denti, ma non era in grado di dare un contributo vero ai compagni e, quindi, si è limitato ad incitarli dalla panchina ed a chiedere il supporto del pubblico che ha fatto la sua parte. Spettatori sempre più numerosi e partecipi

Prima frazione intensa, combattuta, interessante. In avvio le squadre procedono con piccoli strappi avendo alterne fortune al tiro ed a rimbalzo (5 pari al 3° con Swann che esce toccandosi la coscia sinistra). Gli scaligeri scaldano la mano da 3 e provano ad allungare, gli emiliani rispondono prontamente (13–14 al 6°) ma hanno Calò già gravato di 3 falli. Campbell decide di mettersi in proprio e porta il suo team sul +5 al 8° (21–16). Decisa la reazione degli avversari che completano il sorpasso con una tripla allo scadere di Candussi: 21–23 al 10° (con un parziale di 0–7).

Mantengono buone percentuali da oltre l’arco in apertura di secondo periodo ed ampliano la forbice: 23–31 al 12° (0–8). La loro manovra offensiva è più fluida, ficcante di quella dei padroni di casa che non sfruttano gli errori altrui in attacco e poi sbattono contro una difesa attenta, esperta, furba: 29–43 al 17° (6–12). I tifosi locali provano a spingere i propri beniamini, ma solo Campbell trova una leggera continuità realizzativa per limare il divario: 35–45 al 18°. Allo scadere gli ospiti lo fissano sul +12 sul 37– 49.

Più falli (7 con 4 penalità per Quarisa e Calò) che canestri in avvio di terzo quarto: 39–50 al 23°. Campbell prova a dare una sterzata all’incontro (43–50 al 24°), ma il trend torna presto ad essere quello dei primi frangenti di questa frazione: rosterin bonus già al 24° con Calò e Quarisa già definitivamente in panchina al 25°. A dominare la scena sono i tiri liberi battuti: 10/11 per i viaggianti, 6/8 per i ferrarei. La gara è combattuta, spezzettata, tesa. Campbell accorcia ulteriormente le distanze: 52–57° al 27°30”, scaldando ulteriormente i calorosi supporters. Nel prosieguo con Fantoni (2) e Buffo (3) determinano il 60–64 del 30°.

L’inerzia della sfida è dalla parte della Bondi che con Buffo (3) e Molinaro (4) opera il sorpasso: 67–64 al 33° (7–0 il break). Il confronto diventa ancor più intenso, combattuto, spigoloso. La voglia di vincere è tanta e rende il pallone sempre più pesante. Le percentuali realizzative calano da ambo le parti. Le difese sono arcigne, aggressive (bonus raggiunto da entrambe le selezioni al 37°). Ganeto (5) e Buffo (1) portano gli estensi sul +5 a 2’ 20” dalla fine (75–70). Un margine che sembra rassicurante, ma non lo è. In due distinte gite in lunetta Poletti fa 2/4, la tripla di Vujacic vale il pareggio a quota 75 al 39°. Palpitante, non adatto ai deboli di cuore, l’ultimo km della contesa. Campbell fa 1/2, Ikangi fa 2/2. Sul ferro la conclusione di Ganeto. A bersaglio la tripla di Ferguson che di fatto chiude la partita (76–80 a 15” dalla sirena). Finisce 76–82. Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca agli emiliani, ma anche ulteriori importanti indicazioni in vista del prosieguo di questo rush finale della regular season.





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