La meraviglia del Museo della Giostra di Bergantino

Bergantino è un comune di circa 3000 abitanti sito all’estremità nord occidentale della provincia di Rovigo, prossimo al confine con la Lombardia (provincia di Mantova). E’ un paese poco noto, tanto emarginato, sfortunato, ma con una grande particolarità: è il centro del Distretto Polesano (comprendente anche Melara, Calto, Ceneselli, Castelnuovo) della giostra. In tale area ci sono ben 68 imprese che costruiscono questi giochi e li esportano in ogni angolo del mondo (all’estero vanno l’80% degli impianti realizzati).

Una tradizione che nasce nella prima metà del secolo scorso. L’alluvione del Po (del 1926) e la crisi economica planetaria (del 1929) ebbero effetti devastanti su questi territori dove quasi tutti i residenti si dedicavano all’agricoltura. Umberto Favalli (uomo brillante, creativo) inventò una macchina per la distribuzione delle caramelle, poi con Umberto Bacchiega (entrambi meccanici di biciclette) realizzò un’autopista imitando un modello francese che aveva visto durante una fiera (evento finalizzato alla vendita di prodotti di vario genere). Essa fu molto apprezzata dai concittadini e non solo nella tradizionale fiera paesana dell’aprile del 1929. Medesimo successo ebbe anche quella con gli aerei brevettata da Albino Protti (nel 1939) che, poi, la migliorò con l’adozione delle pompe idrauliche (notate in un viaggio negli Stati Uniti) nel 1951. L’affermazione di questi “imprenditori” invogliò tanti altri ad imitarli. Tali giochi allietavano le feste di numerose località. Furono ben 105 le famiglie attive in questo settore tra gli anni 50’ e 60’. Dato che la vita da “itineranti” era molto impegnativa, complicata diversi decisero di concentrarsi solo sulla costruzione di queste attrazioni garantendo comunque lavoro e benefici ad una platea ampia.

La storia, aneddoti, curiosità sono raccontate nel museo della giostra e dello spettacolo itinerante, sito presso Palazzo Strozzi (in via Vittorio Emanuele III angolo con piazza Matteotti a Bergantino), inaugurato nel 1999 per volontà del comune e della Provincia. Sono numerose le immagini (in bianco e nero ed a colori) con didascalie che accompagnano i visitatori in un viaggio nel tempo che parte dalle fiere mercantili in cui, dall’anno 1000 al 1800 circa, il divertimento era garantito solo dalla prestanza fisica e dall’abilità degli individui. Poi con la rivoluzione industriale e con la scoperta dell’energia elettrica il settore ludico ricreativo s’è evoluto con nuovi giochi, con il teatrino delle marionette, i primi congegni meccanici (trasportati in spalla o sui carri) che riproducevano la musica per attirare l’attenzione della gente, incuriosirli verso le proprie attrazioni i cui movimenti sono basati sempre su quelli antichi. Lo sviluppo della tecnologia ha ulteriormente migliorato gli impianti sino ad arrivare a quelli modernissimi come “Disk Coaster” (misto tra il Tagada e le montagne russe), Kung fu Panda di Gardaland (ottovolante con le tazze), il modello alimentato dai pannelli solari posto vicino alla Tour Eiffel di Parigi, l’Albero della Felicità idoneo per i diversamente abili, la ruota panoramica issata sopra un grattacielo alto 30 metri a Taiwan. Ci sono attrazioni altamente “adrenali che” (per temerari, cuori forti), ma anche quelle più tranquille, rilassanti, ma non meno divertenti. Diversi modellini, in scala (ma perfettamente identici all’originale) sono stati realizzati (con materiali riciclati) da un appassionato che li ha donati al museo e sono l’occasione per spiegare che, comunque, nell’iter produttivo contemporaneo c’è la progettazione digitale, la realizzazione di un prototipo e, poi, dell’impianto vero e proprio che viene allestito nell’area indicata dal committente oppure è ancor’oggi itinerante ed i gestori vivono in caravan fatti interamente a mano che si ampliano in larghezza o in altezza (anche di 2 piani) arrivando ad una superficie calpestabile anche di 100 mq. Dotati dei principali confort, ma anche con rifiniture di lusso, per rendere più piacevole, meno dura questa vita da girovaghi, non da nomadi. Un mondo unico, affascinante, tutto da scoprire, approfondire. Un’esperienza che merita d’essere vissuta dai bambini e dai grandi che, per alcuni minuti, tornano ad essere piccoli: la gioia, la felicità, lo stupore, la meraviglia è palese sui volti degli uni e degli altri mentre le guide spiegano, propongono video, mostrano i modellini che sono perfettamente funzionanti, soddisfano curiosità.

Il Museo è aperto dalle ore 9 alle 12 dal lunedì al venerdì. Su prenotazione i pomeriggi, il sabato e la domenica. Per informazioni negli stessi orari si può telefonare allo 0425 805446 oppure visitare il sito

www.museodellagiostra.it





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