Acqua esaminata serve la zona orientale di Santa Maria Maddalena

La notizia di mercoledì 24 luglio delle analisi effettuate sull’acqua ha destato, giustamente, grande scalpore tra i residenti che, soprattutto, su facebook hanno chiesto pubblicamente lumi su quale fosse la zona servita. Oggi, sul sito internet ufficiale del Comune, è stato pubblicato questo comunicato firmato dall’assessore alle Politiche Ambientali Enrico Leccese.

“L’acqua utilizzata per usi domestici e potabile nel Comune di Occhiobello viene gestita dalla azienda partecipata “Acquevenete” e proviene da due fonti differenti. La prima è quella della centrale sita in via Malcantone nello stesso Comune e la seconda, quella proveniente dal potabilizzatore di Pontelagoscuro gestito dall’azienda HERA di Ferrara. A seguito dei recenti comunicati relativi al riscontro di C6O4 oltre i limiti di rilevabilità nell’acqua proveniente da “HERA”, si precisa che l’area del comune di Occhiobello maggiormente interessata da questa fornitura è individuata nella zona orientale di Santa Maria Maddalena ovvero, quella più prossima alla strada SS16.
L’impossibilità di definire rigorosamente limiti geografici precisi è dovuta al fatto che la rete acquedottistica dell’intero comprensorio è unica e non sezionata, per cui le due fonti risultano tra loro interconnesse. 
Le portate dei due punti di approvvigionamento sono variabili e dipendono dalla domanda che la popolazione effettua nelle differenti zone del territorio e nelle diverse fasce orarie della giornata.
Si puntualizza, inoltre, che le norme di riferimento per la qualità delle acque destinate al consumo umano in Italia, sono i decreti n. 31/2001 e 27/2002 attuativi della direttiva europea 98/83/CE. Questi decreti prevedono che su tali acque vengano eseguiti una serie di controlli analitici chimici, fisici e microbiologici dal gestore del servizio idrico integrato (Acquevenete), dall’Azienda Sanitaria Locale e dall’Arpa regionale.
Il giudizio di idoneità dell’acqua destinata al consumo umano spetta, in definitiva, all’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente sulla base dei dati raccolti e sulle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità
“.





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