Limitati gli spostamenti tra comuni diversi

Nella notte tra il 7 e l’8 marzo furono vietati gli spostamenti in Lombardia ed in 14 province di Veneto, Emilia Romagna, Marche, Piemonte. Una mossa che generò la “fuga di massa” da queste regioni da parte di coloro che sono originari del Meridione. I treni furono presi d’assalto, le persone viaggiarono di notte ed anche in piedi pur di recarsi in località ritenute sicure, tranquille.

Oggi, alla luce dell’ultimissimo DPCM (firmato domenica 22 alle ore 19) con cui è stata decisa la chiusura di tutte le fabbriche e le aziende non essenziali per la vita umana, i Ministeri dell’Interno e della Salute hanno emanato un’ordinanza con cui stabiliscono che gli spostamenti (con mezzi pubblici e privati) da un comune all’altro sono possibili solo per “comprovate esigenze lavorative, di assoluta emergenza o motivi di salute”. E’ stata, quindi, elaborata una nuova autocertificazione più precisa, dettagliata. Sarà questo il documento da presentare alle forze dell’ordine che presidieranno le stazioni e le strade. Misure necessarie per contrastare ulteriormente il diffondersi del Covid 19 e spingere le persone a rispettare il “tutti a casa” che alcuni continuano a non accettare.

Per contrastare questa “cattiva” abitudine potranno essere utilizzati anche i droni. In serata, infatti, con una nota inviata ai ministeri dell’Interno, dei Trasporti, della Giustizia ed allo Stato Maggiore dell’Esercito, all’Enav, ai Comandi delle Polizie locali, all’Associazione nazionale dei comuni italiani, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) ha dato “il via libera” all’uso, in deroga, fino al 3 aprile, dei veicoli aeromobili a pilotaggio remoto di massa operativa inferiore ai 25kg. Un sistema già adottato a Roma, Bari, Siena, San Severino nelle Marche.

LA FOTO E’ DI REPERTORIO





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