I cittadini di Occhiobello si vaccineranno a Trecenta”

I vaccini antiCovid 19 sono il tema caldo italiano. Interessa i cittadini ed impegna la politica a tutti i livelli. In quello locale, inteso come Occhiobello, s’è innescato un botta e risposta a distanza tra la giunta e la minoranza. “Senso di responsabilità e rispetto delle regole devono restare le stesse dei periodi di maggiore allarme e gli amministratori sono chiamati in causa per farle rispettare – afferma l’assessore ai Servizi Sociali Lorenza Alberghini E’ quanto emerso dalla recente Conferenza dei sindaci dove il direttore generale dell’Ulss 5, dottor Antonio Compostella, ha spiegato che se pur la curva del contagio è in calo da quattro settimane, dopo l’apice di dicembre, bisogna però fare attenzione perché è probabile che sia solo una tregua: la zona gialla, la riapertura delle scuole, la maggior libertà di movimento fanno presagire un probabile rialzo verso la fine del mese. Questo momento di tregua ha però permesso di far ripartire l’attività specialistica e diagnostica di laboratorio precedentemente interrotte a causa della virulenza dell’emergenza epidemiologica. Dopo una prima fase di vaccinazioni che ha coinvolto il personale sanitario, il calendario vaccinale (deciso dal ministero della Salute e dalle Regioni) prevede ora la somministrazione a ultraottantenni, farmacisti, donatori sangue, lavoratori essenziali, soggetti fragili (immunodeficienze), per poi proseguire con gli over 70 e successivamente con le altre fasce anagrafiche. Per quanto riguarda i centri di vaccinazione della popolazione (Cvp), nella Provincia di Rovigo sono stati individuati dall’Ulss cinque centri dove sarà possibile vaccinarsi: per i cittadini e le cittadine di Occhiobello sarà quello di Trecenta (all’interno dell’ospedale San Luca, con ingresso diversificato). Non è stato possibile da parte dell’Ulss 5 individuare per il momento altri centri di vaccinazione della popolazione o organizzarsi come per il vaccino antiinfluenzale: ci si è basati sui fattori di funzionalità, sicurezza e organizzazione in quanto si tratta di un’operazione non paragonabile al vaccino antinfluenzale per impegno di attrezzature (come i frigoriferi speciali) che rimangono fisse nei centri di vaccinazione, per il sistema informatico impiegato molto complesso, per le informazioni da raccogliere e per le risorse umane da utilizzare (medici, infermieri, oss, amministrativi, protezione civile, croce rossa, volontari). La Regione Veneto ha deciso di inviare proprio in questi giorni lettere a casa dei cittadini e delle cittadine in lista per fare la vaccinazione, dove ci saranno dettagliate informazioni. L’amministrazione di Occhiobello ha garantito all’Ulss 5 il proprio sostegno e la propria disponibilità a collaborare per agevolare le operazioni e soddisfare ogni necessità affinchè nessun cittadino resti escluso”.

Parole cui sono seguite quelle del consigliere Irene Bononi del gruppo Occhiobello per te. “Ho letto con interesse la dotta dissertazione dell’assessore alla sanità Lorenza Alberghini sull’evoluzione della situazione pandemica covid-19. La ringrazio per le informazioni che fornisce alla cittadinanza. Mi sembra però di notare un po’ di reticenza in merito alla realizzazione della campagna vaccinale, cosa per la quale vorrei cordialmente chiedere all’assessore come mai Occhiobello non risulti individuata come sede vaccinale. Dalla lettura dei giornali si apprende che la seconda fase della campagna dei vaccini vedrà coinvolti come centri vaccinali (oltre Rovigo, Adria e Trecenta, sedi ospedaliere) anche i territori di Porto Viro, Porto Tolle, Lendinara e Castelmassa. E Occhiobello, quarto Comune della Provincia per popolazione (più di Lendinara e Castelmassa, per restare nell’altopolesine)? Non avevamo forse strutture adeguate come gli altri? Non è questo un forte disagio per i cittadini del nostro comune e di quelli limitrofi? Gradirei una sollecita risposta dall’assessore. E, visto che siamo in tema, desidererei anche sapere se hanno fondamento le voci che asseriscono che Occhiobello avrebbe disertato la conferenza dei sindaci nella quale é stata definita proprio la scelta delle sedi vaccinale. Se fosse cosi, sarebbe probabilmente opportuna qualche presenza in più alle riunioni importanti, e qualche video in meno”.

COIZZI “OCCHIOBELLO SI E’ PROPOSTA COME SEDE” – BONONI PREANNUNCIA UN’INTERROGAZIONE CONSILIARE





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